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pubblicato: domenica, 27 gennaio, 2013

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Dal Blog: È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo

Dobbiamo ricordare l’Olocausto non tanto per il numero di morti, ma per il fatto che qualcuno ha deciso delle persone dovessero morire non come conseguenza di loro azioni o per qualche oscuro interesse, ma solo per disprezzo di ciò che erano.
Delle persone sono state uccise perché nate ebree o perché nate disabili. Senza nessun’altra ragione.
[ad]Non crediamoci al sicuro da cose simili. Quante volte parliamo con disprezzo di qualcuno solo perché appartiene a un popolo o a una categoria sociale senza averci mai parlato, senza averlo conosciuto.
Una volta che qualcuno è incasellato nel disprezzo la sua vita non suscita nulla più. E da lì il passo verso una strage è più breve di quanto pensiamo.
Ricordiamo oggi l’Olocausto con le parole di Primo Levi. Per ricordare ciò che è accaduto. E per vigilare non accada ancora.

È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo…

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per la via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi, Da Se questo è un uomo (Einaudi,1947)

(per continuare la lettura clicca su “2”)

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