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pubblicato: martedì, 5 marzo, 2013

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Dal Blog: I grillini e il rapporto con la realtà

Il rapporto tra i grillini e la scienza:

Dici brava gente questi grillini, bravi ragazzi. Sicuramente ragazzi semplici, con dei valori, gente che capisce la gente perché sta tra la gente.
Anzi finalmente è la gente.
Pensi ai grillini e pensi alle biciclette, all’acqua pubblica. E via la TAV dell’Europa – L’Europa lontana, quella che sta a Bruxelles e se ne fotte di noi e campa sulla nostra pelle.
Ti dico grillini e tu pensi al Ponte sullo stretto voluto dalla mafia, e ai milioni di metri cubi di calcestruzzo che rovinano questo paese.
Senti da lontano “5 stelle” e pensi a Beppe Grillo, ok siamo tutti d’accordo, ma adesso meno, perché adesso pensi anche e soprattutto alle loro battaglie, cioè le sue, le battaglie che sono scritte sul blog del Movimento, cioè sul suo. Cioè in pratica alla fine ti convinci, e pensi ai valori di questi (bravi) ragazzi che stanno dietro Grillo, sotto Grillo, intorno Grillo.
Pensi che tante cose che dicono sono davvero condivisibili: cioè sono condivisibili tante cose che dice lui.
O loro?
Se dico grillini, pensi a brava gente.
Tu, se dici vaccino, loro pensano “autismo”.
Ora lo so che detto così sembra una cazzata, ma non l’ho detta mica io. L’ha detta lui, quindi l’hanno detta loro.
E dire che al Movimento la salute dei cittadini sta a cuore. Hanno chiari (e condivisibili) punti del loro programma che sono dedicati alla salute e alla ricerca. Eppure lui lo ha detto chiaramente:l’autismo è un epidemia, i vaccini ne sono una delle cause dirette.
Ovviamente è tutto falso, una bufala.
Non solo non è stato dimostrato nessun nesso tra vaccini e autismo, ma è dalla fine degli anni ’90 che altri paesi si sono lasciati alle spalle questa paura (si, le bufale corrono parallelamente all’accesso a internet: noi siamo in ritardo su tutto, anche sulle cazzate). Procedendo sul filo del dietrologismo, si potrebbe dedurne che il complotto in atto ai nostri danni avrebbe trovato sublimazione assoluta nel tacere la consequenzialità dell’insorgere dell’autismo a seguito del vaccino stesso, cosicchè anche le industrie farmaceutiche che producono il trattamento di questa patologia possano aumentare i loro profitti.
Due al prezzo di uno, tiè.
Vabbè una cazzata capita a tutti, direte voi. Chi non dice una cazzata ogni tanto?
Può capitare anche a lui, cioè a loro, verissimo. Ma non è la prima volta.
Beppe Grillo è riuscito nel non facile compito di difendere a spada tratta praticamente tutte le più grandi idiozie che hanno attraversato il dibattito (para) scientifico negli ultimi anni. Dall’AIDS che “ci sono seri sospetti che sia una bufala”, all’efficacia della cura Di Bella. Dai pomodori geneticamente ricombinati con geni del merluzzo (così potenti da uccidere chi ne è allergico), alla innocua biowashball.
A voler pensar male, puoi anche credere che la scienza per loro, cioè per lui, sia questa.
Un monolite da adorare a comando del leader quando serve (il computer prima odiato, anzi distrutto in pubblico, poi amato; il web) o un complotto ordito ai nostri danni dalle Lobbies, dalle Industrie Farmaceutiche, dal Potere.
Monolito o complotto che sia, la scienza per loro, cioè per lui, non è degna di comprensione.
La scienza e la tecnologia si adorano o si demonizzano.
Poco importa che scienziati si voglia e si possa diventare (sono i famosi ricercatori precari di cui tutti si vanno riempiendo la bocca). Poco importa se in Inghilterra, che per prima sperimentò l’isteria da vaccino-autismo, la vaccinazione contro il morbillo sia stata sospesa a furor di popolo, e il risultato fu un epidemia di morbillo che causò oltre mille casi e due decessi.
Come l’Economia, come la Finanza, come la Politica, per loro, cioè per lui, la Scienza non è disciplina umana ma verbo rivelato. A voler seguire questo discorso esisterebbe una scienza buona (la sua, quella che conosce lui) e una scienza cattiva (si, quella delle Industrie).
E noi nel mezzo a fare da cavie.
Cancronesi e quella “vecchia puttana” della Levi-Montalcini sono i loro testimonial, e vi stanno fottendo alla grande. Fortuna che poi è arrivato Lui, che ha il grimaldello giusto per scassinare le loro teorie economiche cattive, sputtanare la scienza al soldo delle multinazionali, riconsegnaci il potere democratico che ci è stato sottratto. E non serve studiare, capire, confrontare, perché non tu lo non sai fare nel modo giusto, indichi percorsi sbagliati, sei in malafede – anche tu parte del complotto.
Resta comodo: le soluzioni giuste te le serve lui.
E il verbo rivelato (dal Messia, cioè lui) è necessario perché vi sia Comunione (con i fedeli del blog) e Liberazione (la vittoria finale delle teorie di grillo, il mondo post-nucleare sognato da Casaleggio).
Insomma brava gente si questi grillini, ma un po’ frescona, viene il dubbio.
A mio giudizio anche un po’ pericolosa, perché poter eventualmente scegliere di non vaccinare un bambino potrebbe farci arrivare ad un male lontano.
Scegliere le biowashball no.
Con quelle male che vada puzzano solo le ascelle.

e una risposta alla domanda “Chi può aver votato Grillo?”:

Stanno girando molto, tra i miei compagni, le dichiarazioni di una stronza – passatemi il termine – del M5S che ha scritto cose tipo: ‘Il fascismo delle origine fu molto attento allo Stato e alla famiglia’ – Ma va!  Fin troppo attento, direi -, ‘Aboliamo i sindacati’, etc… La ragazza sarà probabilmente rappresentante del Movimento alla Camera e le reazioni scioccate erano del tutto prevedibili.
Ma il merito del M5S è stato – anche – questo, possiamo finalmente dirlo: aver scoperchiato l’imbecillità, la rozzezza e la pochezza del nostro prossimo, del nostro coetaneo, di chi ha seguito percorsi di vita simili al nostro. In poche parole: del nostro “amico” su Facebook. Siamo onesti: molti di noi avevano uno status già scritto nel cassetto, pronto per l’uso ma perennemente bloccato dall’auto-censura: “I miei amici più cretini votano Grillo”. Ora è già superato dagli eventi: a votare M5s sono stati proprio gli under-25, i laureati, gli ex votanti di sinistra, i ‘connessi’ alla Rete. Insomma, che ci crediate o no, il nostro mondo.
Eppure fino a pochi giorni fa i “cattivi” erano altri. Erano loro: un’entità vischiosa e indefinibile, il cui ritratto ci veniva fornito da mediatori professionali altrettanto vischiosi e ambigui: i Serra, i Maltese, gli Scalfari, i Benigni.. Quanti berlusconiani o democristiani conoscevate, di persona o virtualmente? Nella mia piccola campana di vetro, i razzisti e gli omofobi li avrei potuti contare sulle dita di una mano. Sulle nostre bacheche non v’era quasi traccia, di loro. In realtà, non li invitavamo nemmeno: davamo per scontato, recitando un mantra non scritto, che tra gli utenti della Rete ci fossero i più svegli e i più persuasi (per usare un’espressione cara a Danilo Dolci).
Ci credevamo, lo sentivamo.
Ci sbagliavamo.
Ora la SVEGLIA!!11!! ce la danno loro, i “prossimi” a noi, con tanti esclamativi usati a mo’ di manganello. E scopriamo che loro sono tra noi, e forse siamo noi stessi. La cultura che ha prodotto la stronza di cui sopra non viene dal nulla, ma è il risultato di tante litigate rimandate col nostro vicino di banco ‘perbene’, di tante questioni di principio annacquate con un cocktail sui gradini di S. Lorenzo, a Milano – quando non venivano recintati dalla Moratti e da Pisapia. E’ il mesto piegarsi alla logica del compromesso e del “meno peggio”. E’ la cultura autoreferenziale di molti blogger dalla battuta leziosa e jovanottiana, di un sistema cultural-intellettuale che da due decenni fa acqua da tutte le parti, che ama “speculare” sui fenomeni sociali senza chiedersi come mai, in questo vuoto di idee coraggiose e soprattutto di scelte morali, qualcun altro – loro – abbia scelto di muoversi comunque anche se in modi e linguaggi che ci sembrano orrendi.
Ora le conseguenze le pagheremo tutti, in forme ancora da verificare. Forse svilupperemo un’ulteriore diffidenza, un’ulteriore paranoia dei confronti del nostro “prossimo”. Magari sbagliando bersaglio: prendendocela solo con i manipolati dimenticando i manipolatori. Oppure mettendo nuove serrature alle stanze vuote di una catapecchia che volevamo occupare da soli.

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