Trattato di Dublino: cosa stabilisce, chi e perché vuole cambiarlo

Trattato di Dublino: cosa stabilisce, chi e perché vuole cambiarlo L’Europa è a uno snodo decisivo sulla questione migranti. In queste ore i ministri dell’Interno dell’Eurozona stanno per discutere a Lussemburgo la proposta di riforma del Trattato di Dublino; il testo stabilisce i meccanismi di ripartizione dell’accoglienza dei rifugiati tra gli stati Ue. Un banco però che sembra essere saltato, dopo la presa di posizione della Germania. Infatti, Berlino ha annunciato il suo “no” a seguito delle chiusure arrivate dai paesi di Visegrad (Estonia; Lettonia; Lituania; Ungheria; Polonia; Slovacchia; Repubblica Ceca) e dal blocco del Sud (Italia; Portogallo; Spagna), oltre a quelle di Svezia ed Austria. Un iter iniziato nel 2016 e che ha visto già l’ok dell’Europarlamento. A questo punto, dunque, il Consiglio Europeo in programma a fine giugno, da cui si attendeva il via libera definitivo all’accordo sui migranti, rischia di trasformarsi in una resa dei conti finale tra la linea della responsabilità e quella della solidarietà. E, dietro l’angolo, incombe l’inizio della presidenza austriaca, paese tutt’altro che morbido sul tema, in piena sintonia con l’asse dei governi sovranisti. Trattato di Dublino: cosa stabilisce Il Trattato, o Regolamento, di Dublino del 2013, adottato come ‘terzo aggiornamento’ del testo del... View Article