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pubblicato: venerdì, 21 marzo, 2014

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Inchiesta appalti Lombardia, il gip: “i big della Regione sapevano”

regioni conti dipendenti pubblici

“Si denota soprattutto la piena consapevolezza di tutte le parti in causa di agire in un ambito di diffusa illegalità, compresi i vertici della Regione Lombardia“. E’ questa l’accusa lanciata dalla Procura di Milano, nell’inchiesta riguardante Infrastrutture Lombarde (ILSPA), che ha portato all’arresto del direttore generale Antonio Rognoni.

E’ proprio da uno scambio di mail di quest’ultimo con l’avvocato Carmen Leo (ora ai domiciliari), risalente al 2008, che emerge il quadro imbarazzante con riferimento ai vertici regionali e quindi, direttamente, alla Giunta guidata dall’allora Governatore Roberto Formigoni. L’accusa del gip conferma inoltre “che i conferimenti dei contratti legali erano chiaramente viziati“.

Formigoni Lombardia

Nelle mail sequestrate, Leo informa Rognoni dell’esito di una riunione negli uffici regionali, relativa proprio all’argomento delle consulenze legali che ILSPA si apprestava a conferire. Tra i presenti, Leo cita Zucaro, Vivone, Colosimo e Sala: i primi due all’epoca erano avvocati dell’ufficio legale del Pirellone, il terzo un dirigente regionale del settore acquisti e contratti, mentre Maurizio Sala era “dirigente dell’unità organizzativa normativa e amministrativa della Regione”. Ciò, per il gip, evidenzia che “l’attività di controllo è stata svolta dall’organismo di controllo interno della Regione nel mese di febbraio del 2008”.

Tra le persone coinvolte ci sarebbe anche Pierangelo Daccò – ex faccendiere già condannato per il crac del San Raffaele – il quale avrebbe avuto “un certo ascendente” anche in ILSPA, come secondo il gip emergerebbe da un’intercettazione telefonica del 2012 sull’utenza di Pier Paolo Perez, responsabile dell’ufficio gare e appalti della società, anche lui arrestato. Il gip inoltre riporta diversi “comportamenti di favore” assicurati da Rognoni alla società “Poliedrika srl”, facente capo alle figlie di Daccò.

“La Regione non ha nulla da nascondere, stiamo leggendo l’ordinanza e sono disponibile a riferire in consiglio martedì”. E’ questa la reazione dell’attuale Governatore della Lombardia, il leghista Roberto Maroni. “Io sono il primo a volere chiarezza”, anche perchè “quanto successo ci costringe a fare verifiche immediate per evitare ripercussioni in particolare per Expo” e scongiurare che “si blocchino i lavori”. Questo motivo è alla base della decisione di Maroni di scegliere in tempi brevi i nuovi vertici di ILSPA, per “garantire continuità” nei cantieri di Expo 2015. Maroni ha anche smentito le voci di chi lo aveva dipinto come sostenitore, qualche settimana fa, della candidatura di Rognoni a subcommissario Expo: “io ho chiesto a Sala solo di avere un rappresentante della Regione, senza fare alcun nome”. Lo stesso Sala (Giuseppe, commissario unico di Expo 2015) ha tenuto ad escludere qualsiasi “coinvolgimento diretto di Expo” nella vicenda.

Roberto Maroni

Nel frattempo Formigoni si scaglia contro il sindaco di Milano: “Il corvo Pisapia si dice lieto degli arresti! Milanesi, chi avete eletto!”. Questa la reazione dell’ex Governatore della Lombardia alle parole di Pisapia sull’inchiesta (“La mafia vuole infiltrarsi negli appalti, sarei preoccupato se non ci fossero indagini e arresti”).

Giuseppe Spadaro


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Giò Morra
Giò Morra

“Lo chieda a Rognoni (il dg di Infrastrutture Lombarde arrestato per turbativa d’asta e truffa, ndr) come si fa antimafia”, con queste parole, di fronte a una platea di studenti, il MoVimento 5 Stelle Lombardia ha contestato duramente l’intervento del Presidente regionale Maroni a un convegno sulla legalità e sulla lotta alla mafia, in ricordo delle vittime della criminalità organizzata. Tra gli applausi dei giovani. L’evento di promozione della legalità come valore cade esattamente a un giorno esatto dall’arresto del potentissimo Antonio Rognoni, amministratore delegato di una società controllata dalla Regione Lombardia “Infrastrutture Lombarde”, che gestisce appalti tra cui Expo e Pedemontana. I reati contestati a Rognoni, diretta emanazione del plurindagato per corruzione Roberto Formigoni, vanno a vario titolo dalla truffa alla turbativa d'asta e al falso e associazione per delinquere. Uno degli appalti contestati riguarda proprio Expo: 1,2 milioni di euro per incarichi di consulenza legali. Ecco cosa nasconde Expo. Maroni, uno tra i politici più sopravvalutati del secolo, ha una faccia di bronzo da vendere: solo una decina di giorni fa proponeva, insieme alla Lega Nord, proprio Rognoni a sub commissario Expo per la regione. Insomma ascoltare la sua cialtroneria nello spiegare la legalità agli studenti, quando i suoi risultati nella prevenzione del fenomeno sono solo un vergognoso perseverare nell’inerzia, a danno di tutti. Sono molti mesi che il lavoro del MoVimento 5 Stelle in Regione si è concentrato, proprio sulla legalità, sulle irregolarità degli appalti pubblici, tra cui quelli gestiti da Infrastrutture Lombarde e sulla figura di Rognoni. Che dire poi dell’assegnazione di un budget pari a zero per il contrasto alla criminalità organizzata nel bilancio della Regione Lombardia di quest’anno? Avevamo parlato allora di “bilancio penoso” e chiesto risorse, ma anche qui la nostra denuncia è stata ignorata dai partiti. E che dire delle nostre richieste di allontanare certe aziende dai cantieri Expo o di allontanare i capo cantieri nominati da MM e dalla stessa Infrastrutture Lombarde? Tutte inascoltate. E che dire della nostra richiesta di adottare la legge 190 per la realizzazione di un Piano triennale prevenzione corruzione anche per i gruppi politici, proposta osteggiata? Non arretremo di un millimetro nella denuncia dell’illegalità e del malaffare e nella reale promozione di una cultura della legalità fuori, e soprattutto dentro le istituzioni: tutelare gli appalti dalle infiltrazioni mafiose significa lavorare contro l'affiliazione, l'omertà e l'intimidazione. E spezzare il legame tra criminalità e politica. E senza essere profeti sappiamo che la Magistratura, dopo Rognoni, dovrà farci capire chi erano i mandanti politici delle operazioni di milioni di euro contestate. Vogliamo scommettere che ancora una volta i politici ci sono dentro fino al collo? La commissione antimafia deve gridare forte che la volontà politica è quella di fare lotta alla mafia. Sino ad oggi ha preferito lasciarci soli nelle nostre denunce. Vediamo cosa cambierà dopo l'ennesima prova della nostra lungimiranza." M5S Lombardia....https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152011329266545&set=a.371637426544.160262.56369076544&type=1&theater

Giò Morra
Giò Morra

ed anche in questo il movimento5stelle ha avuto ragione:Castelli ha parlato del progetto Expo come di ''una speculazione drammatica, una commistione con corruzione e mafia'', in mano alle ''cooperative legate al Pd''. M5S, ha ricordato, avrebbe voluto un ''Expo diffuso e sostenibile''. ''Abbiamo fatto una visita sullo stato di avanzamento dei lavori, abbiamo fatto domande di rilievo, abbiamo avuto risposte, altre le aspettiamo", ha aggiunto la consigliera Carcano . I tempi sono urgenti, stanno lavorando 20 ore al giorno, 7 giorni su 7, con necessità di stringere perché sembra siano in ritardo''. Per l'esponente M5S c'è un lungo ''elenco di aziende in odore di mafia e ci sono aziende interdette che sono ritornate in cantiere''. Poi una considerazione generale: per l'Expo ''stanno devastando il territorio circostante, non solo quello della piastra''.https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2014/03/15/Grillo-visita-Expo-e-solo-campo_10238051.html