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pubblicato: sabato, 23 agosto, 2014

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Tra gli Usa e lo Stato Islamico c’è la Siria di Assad

siria

I due campi sui quali lo Stato Islamico si muove sono l’Iraq e la Siria: il primo è terra di conquista, il secondo è la retrovia, il posto dove ritirarsi, riorganizzarsi, riarmarsi. Di fronte al rischio di vedere l’Iraq franare sotto i colpi dell’Is, poche settimane fa gli Usa hanno avviato una campagna aerea. Non è bastato. Il capo degli Stati Maggiori Riuniti americani, Martin  Dempsey, lo ha detto un paio di giorni fa: “Possiamo battere lo Stato Islamico senza affrontare la parte che risiede in Siria? La risposta è no”.

La Siria torna così al centro della politica estera americana. “Il buon senso suggerisce di attaccare l’Is in Siria” ha detto ad esempio Steven Simon, ex consigliere di Obama per il Medio Oriente, “chiunque capisce bene che non puoi sconfiggere un nemico che ha oltre il confine un rifugio sicuro”.

Operare militarmente all’interno del territorio di Damasco potrebbe essere dunque decisivo. Per farlo, Washington potrebbe cercare di muoversi su più fronti a partire dalla ricerca dell’appoggio degli alleati, sia tra le potenze occidentali che tra quelle regionali come il Qatar e l’Arabia Saudita. A oggi non vengono escluse neppure operazioni militari sul suolo siriano. Il Guardian ha però scritto che all’interno dell’amministrazione Obama c’è ancora una discreta dose di incertezza sulla risposta da dare alla minaccia dello Stato Islamico. L’idea di impantanarsi in un nuovo lungo e sanguinoso conflitto mediorientale spaventa i funzionari americani.

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Photo by Beshr OCC BY 2.0

Ma fare qualunque cosa senza mettere in mezzo anche il presidente siriano Bashar al-Assad potrebbe però essere molto difficile. Questa prospettiva mette i leader occidentali (Obama in testa) nella scomoda posizione di dover interloquire almeno in parte con un presidente col quale in molti avevano detto e ripetuto di non voler avere nulla a che fare. Assad è lo stesso presidente a cui Obama aveva chiesto di “farsi da parte” ed è lo stesso presidente che poco più di un anno fa aveva superato la linea rossa imposta da Washington utilizzando armi chimiche.

Un’estate fa si discuteva la possibilità di intervenire militarmente in Siria, dove da tre anni va avanti una guerra civile che secondo l’Onu è costata la vita a 191mila persone: gli Usa si dicevano pronti ad intervenire anche militarmente nel conflitto contro il regime di Bashar al-Assad, accusato di aver utilizzato armi chimiche contro i civili. La mobilitazione contro la guerra e il timore di far precipitare il paese ancor più nel caos furono all’origine della prudenza che spinse gli Usa a non supportare il rovesciamento del regime di Assad.

Ora la minaccia dello Stato Islamico potrebbe convincere gli Usa a intervenire in Siria. Stavolta però nel mirino finirebbe una parte di quelle milizie che da anni combatte il regime di Assad.

Immagine in evidenza: photo by watchsmartCC BY 2.0


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wavettore
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ISIS sta per inoltrarsi dall’Iraq in Siria ed ora Obama e’ sotto la pressione del movimento Sionista per iniziare una nuova campagna militare. Sara’ un nuovo regalo di sangue Americano per il beneficio della causa Sionista. 

In molti rimangono ancora oggi all’oscuro delle varie fasi di questo complotto. 

E' possibile leggerlo come fosse il copione di un film. Nella prossima scena, e’ come se qualcuno stesse per bussare alla tua porta con un libro “sacro” in una mano ed un coltello nell’altra nascosto dietro la schiena. 

Le genti dovrebbero imparare a riconoscere anche i nomi di queste persone che lavorano dietro le scene e che usano la Bibbia come un arma per istigare una Guerra di Religioni e per costruire in ultimo la piu' grande di tutte le piramidi: il "Nuovo Ordine del Mondo". 

Israele era un concetto prima di diventare uno Stato ed oggi e' uno Stato come nessun altro. Infatti e’ l’unico Paese al Mondo che non ha mai definito i suoi limiti di confine sin dalla sua Dichiarazione di Indipendenza ed ora e' pronto ad espandere il proprio territorio tramite l'uso di ogni mezzo. Il Nuovo Ordine del Mondo e' precisamente un piu' Grande Stato di Israele che si estende al Mondo intero, come scritto nella Bibbia, ma un obbiettivo come questo troverebbe immensa resistenza da parte delle genti se il suo Piano fosse esposto e rimarrebbe inesaudibile senza l'uso dell'Inganno. 

Confini geografici dell’Israele Biblico erano precisamente le regioni che oggi chiamiamo Siria ed Iraq. 

Uno dovrebbe chiedersi come sia stato possibile che ISIS sia cresciuto cosi’ rapidamente, cosi’ organizzato e con grandi armamenti pur senza mai avere avuto alle spalle uno Stato che lo sponsorizzi. 

Il capo di ISIS e’ Abu Bakr al-Baghdadi che ha passato parecchio tempo in un campo di detenzione USA prima di essere stato rilasciato nel 2009. In un Mondo privo di coincidenze, lo sponsor puo’ essere soltanto la task force del controterrorismo Sionista interessata a generare quel tipo di conflitto che Israele vorrebbe.

Esiste ancora una Soluzione prima che sia troppo tardi.

http://www.wavevolution.org

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  1. […] gli Usa né la Gran Bretagna vogliono cooperare apertamente con Bashar al-Assad, ritenuto responsabile per la morte di migliaia di persone durante la guerra […]