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pubblicato: giovedì, 2 ottobre, 2014

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Renzi: “Sto con la Francia, Ue non ci tratti da scolaretti”

intesa e sintonia tra premier italiano e birtannico

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita ufficiale a Londra dal premier britannico David Cameron, si schiera a fianco della Francia nella sua decisione di sforare il 3% nel rapporto deficit-Pil. “Rispetto la decisione di un Paese libero e amico come la Francia, nessuno deve trattare gli altri Paesi come si trattano degli studenti”, ha detto Renzi, replicando alla cancelliera tedesca Angela Merkel che ieri aveva invitato tutti i Paesi dell’Unione “a fare i loro compiti”. “Se la Francia ha deciso così avrà i propri motivi e io sto dalla parte di Francois Hollande e Manuel Valls“, ha aggiunto il premier, sottolineando però che l’Italia “rispetterà il vincolo del 3%” anche se Roma ha già deciso di rallentare il processo di riduzione del debito e di rinviare di un anno il pareggio di bilancio.

renzi-merkel hollande e cameron protagonisti nomine europee

Dura la replica del commissario designato all’Economia Pierre Moscovici (peraltro già ministro delle Finanza proprio in Francia): “Se un Paese è sotto procedura per deficit e non prende le azioni necessarie e non fa le riforme, allora non ci sono dubbi o esitazioni: bisogna continuare con la procedura. Se un Paese non rispetterà le regole con le azioni necessarie e si trova sotto procedura, come la Francia, continuerò con la procedura”, ha spiegato. L’ex ministro francese delle Finanze ha parlato in audizione all’Europarlamento: “Da ministro delle Finanze in Francia ho ridotto il deficit. Quando sono arrivato in Francia il rapporto con il Pil era al 5,5% e siamo arrivati al 4,1% a fine 2013. E tutti i bilanci sono stati approvati dalla Commissione”, ha spiegato. L’avvertimento era anche rivolto all’Italia: “Le regole sono le stesse per tutti, non ci sono differenze tra i singoli Paesi, tutti saranno trattati usando la stessa bussola” ha detto a chi gli chiedeva cosa pensasse del rinvio italiano del pareggio di bilancio.


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  1. […] Ieri l’attacco alla Merkel: “Non siamo scolaretti”. Oggi la mezza marcia indietro. “Sono assolutamente convinto che il 3% sia il parametro del passato. Ma io ho un problema: l’Italia è un paese in cui abbiamo perso credibilità perché non abbiamo rispettato il parametro in passato. Così la posizione dell’Italia è chiara: noi rispettiamo il 3%“, ha detto il premier Matteo Renzi in un’intervista alla Cnn. “Ovviamente – ha continuato – se il presidente Hollande decide per la Francia che è importante aggirare il rispetto della soglia del 3%, nessuno può dire a Hollande o al premier Valls: questo non è corretto”. “L’Europa è una comunità di destini, di valori, è un luogo per il futuro e la libertà. Io preferisco la Francia di Hollande e Valls al 4,4% a quella di Marine Le Pen”. […]

  2. […] l’ex sindaco di Firenze potrà tornare a rialzare la testa in Europa. E già ieri con quel “non siamo scolaretti” rivolto ad Angela Merkel, abbiamo avuto un primo assaggio. Intanto il dibattito (o meglio la […]