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pubblicato: lunedì, 6 ottobre, 2014

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Francia, la Manif Pour Tous divide la destra: “Sarkozy opportunista”

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Da Parigi – “Un essere umano non è una merce”. Con questo slogan è tornata in scena, domenica 5 ottobre a Parigi (in contemporanea con l’evento parallelo di Bordeaux) la Manif pour Tous, arcinoto défilé di piazza contro il matrimonio e le adozioni per le coppie omosessuali, oggetto della legge del 2013 che porta il nome del Ministro della Giustizia Christiane Taubira. Il corteo della Manif pour Tous 2014 è partito da Porte Dauphine, passato per i quartieri più esclusivi del XVI arrondissement parigino per poi concludersi nei pressi della stazione Montparnasse, dove è stato allestito un palco con maxi-schermo.

Come sempre accade quando c’è di mezzo una manifestazione, si ripresenta puntale la ‘guerra dei numeri’ tra forze dell’ordine e organizzatori: mentre questi ultimi rivendicano ben 500 mila presenze da tutte le regioni dell’Esagono, la polizia ne conta ‘solo’ 70 mila. Nonostante la folla imponente che ha animato il grigio pomeriggio nella Ville Lumière, le stime dei responsabili della Manif sembrano piuttosto iperboliche.

Pur ribadendo il no alle nozze gay e richiedendo a gran voce l’abrogazione delle relative norme, l’ultima Manif pour Tous si è riversata in strada contro un nuovo nemico per la famiglia tradizionale: la cosiddetta ‘Gestation Pour Autrui’ (GPA), o più specificamente il fenomeno dell’utero in affitto,  stigmatizzato in tandem con l’altrettanto odiata procreazione medicalmente assistita (PMA). Il dibattito sulla GPA in Francia si è riacceso in tempi recenti, in particolare da quando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, lo scorso giugno, sanzionò il governo di Parigi per il mancato riconoscimento dei figli nati all’estero da ‘mère porteuse’, donna che concede il proprio corpo per una gravidanza a beneficio di single o coppie sterili.

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Photo by Cécile Paradis

La polemica risale però già allo scorso anno, quando la ‘Circolare Taubira’ richiese la concessione di un certificato di nazionalità francese per i bebé in questione. Gli esponenti della Manif pour Tous hanno quindi sottolineato le incongruenze in seno al Partito Socialista al governo, i cui esponenti (tra cui il ministro per la famiglia Marisole Touraine, Martine Aubry e lo stesso primo ministro Manuel Valls) promettevano, al contrario, una levata di scudi contro la legalizzazione della GPA.

La guardasigilli Taubira è dunque tornata nel mirino del popolo della Manif, così come lo stesso Presidente della Repubblica François Hollande (definito ‘Nemico della Famiglia’) e il Ministro dell’Educazione nazionale Najat Vallaud-Belkacem, fresca di nomina dopo il rimpasto di governo del Valls II. Se l’inquilino dell’Eliseo, assieme al premier, è stato tirato in ballo per la riduzione dei contributi sociali alle famiglie e delle ore di congedo parentale (redistribuito ‘al ribasso’ tra entrambi i genitori), la nuova titolare di scuola e università è stata sonoramente fischiata per i suoi propositi di introdurre nei programmi scolastici il cosiddetto ‘ABCD dell’uguaglianza’, recentemente edulcorato e ribattezzato ‘Piano per l’uguaglianza’.

La ratio è quella di superare progressivamente ogni forma di stereotipo di genere e discriminazione tra i giovanissimi. NVB, icona femminista e campionessa dei diritti civili nel PS, sta diventando sempre di più il capro espiatorio di una sinistra francese percepita come portatrice dell’ideologia di genere, tesa a decostruire le fondamenta della socializzazione primaria appannaggio della famiglia.

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Photo by Cecile Paradis

La piazza della Manif pour Tous si ritrova così ad esprimere la sua opposizione contro una Gauche ‘totalitaria, anche attraverso simboli per nulla scelti a caso. In primis i colori: il trittico cromatico della bandiera francese è ben rappresentato dal bianco, dal blu e dal rosa acceso delle bandiere, laddove questi ultimi costituiscono altresì metafora delle differenze maschio-femmina tanto “invise” ai socialisti.

La contestazione si svolge altresì per mezzo di striscioni e costumi: scritte contro Belkacem (“A scuola, si impara che un bambino è un bambino e che una bambina è una bambina”), Hollande (frequenti riferimenti ai ‘Senza Denti’, presunto epiteto usato in privato da M. le Président per indicare i poveri, stando al best seller della sua ex Trierweiler) e i provvedimenti Taubira (“Un figlio non ha prezzo”, “Una legge si può abrogare”).

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1 comments
clemente
clemente

Meno male che c'  gente che non si fa soggiogare dalla dittatura LGBT.

Dittatura  che dietro il prestesto di combattere l' "omofobia" (ma non la grassofobia, o la bassofobia, o la cristianofobia, o la bambinofobia - cioè l' aborto) vuole imporre a tutti (con l' intimidazione e il tintinnar di manette) l' ideologia delirante per cui il sesso uno se lo sceglie da sè.

Tesi che uno può anche proporre, ma non imporre. Tanto più nelle scuole tramite una "educazione sessuale" che non è educazione, ma diseducazione e imposizione di un atteggiamento sessualista e sporcaccione, per cui deve essere dato sfogo agli istinti sessuali fin dalla più tenera età.

Freud diceva che la civiltà si basa sulla repressione del sesso.

Aveva ragione.

E infatti quello a cui tendono gli LGBT è proprio la distruzione della società.

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  1. […] più teso. I pretendenti alla presidenza del movimento sono tre: l’eretico Hervé Mariton (intervistato da Termometro Politico a margine dell’ultima “Manif pour Tous” a favore della famiglia tradizionale), […]