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pubblicato: lunedì, 9 marzo, 2015

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Jobs Act: secondo Unimpresa creerà 250.000 posti di lavoro

jobs act, bonus assunzione

Matteo Renzi incassa il primo importante disco verde sul Jobs Act. Ad effettuarlo è Unimpresa, Associazione nazionale di categoria delle micro, piccole e medie imprese, che afferma come, grazie alla legge sul lavoro, si creeranno 250.000 nuovi posti di lavoro.

La riforma del lavoro costituirà delle economie di scala. Ne è sicura Unimpresa che, per mezzo di un dossier apposito, sostiene come “l’incremento dei contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato” – si parla di circa 250.000 unità – “previsti dalle nove norme sulle tutele crescenti sarà legato in parte alla stabilizzazione degli attuali precari (tempo determinato, contratti a progetto, partite Iva), in parte all’emersione di occupazione irregolare o cosiddetta ‘in nero’, in parte a nuove assunzioni di disoccupati in senso stretto, derivanti da incremento di produzione e prospettive di crescita delle aziende italiane. Turismo, agricoltura e servizi i settori che potrebbero sfruttare di più” il Jobs Act, continua Unimpresa.

jobs act

Jobs Act, non tutti neo assunti

Certo che questi 250.000 neo assunti non saranno tali. Molti, infatti, risulteranno ‘ripescati’: stabilizzati (da determinati ad indeterminati a tutele crescenti), quelli del sommerso ed infine i disoccupati. Paolo Longobardi, presidente della rete delle pmi, conclude la presentazione del dossier, sostenendo come “gli sgravi contributivi rendono vantaggioso il nuovo contratto a tempo indeterminato”, ma chiede più spirito di iniziativa sulle riforme: “migliorare le condizioni in cui operano le imprese italiane, a cominciare dalla riduzione del carico fiscale per poi passare allo snellimento della burocrazia e al miglioramento delle infrastrutture: l’area di disagio sociale è composta da oltre 9 milioni di persone e la strada per ridurla è lunga”.

“Almeno nel breve periodo, poi” – conclude il numero 1 di Unimpresa – “intravediamo qualche rischio legato alla creazione di un mercato del lavoro a due velocità: potrebbe aumentare l’ingessamento della forza lavoro nei grandi gruppi, poco disposta a cambiare e quindi a smuovere il settore occupazione per paura di perdere le tutele piene del vecchio articolo 18”.

Daniele Errera

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6 Commenti

  1. Giancarlo De Luca ha scritto:

    Ma quanti ne verranno prima o dopo licenziati grazie al Job act?

  2. Giampiero Censorii ha scritto:

    ..pochi per lo scempio che porta..

  3. Agata Belviso ha scritto:

    Falsi,come giuda.

  4. Sergio Bianchi ha scritto:

    Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

  5. Lub Bardi ha scritto:

    barzellette che fanno ridere solo loro

  6. Pingback: Jobs Act e articolo 18 possono convivere? La Novartis ci prova

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