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pubblicato: lunedì, 9 marzo, 2015

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Podemos e Ciudadanos: la fine del bipartitismo spagnolo

podemos ciudadanos

Podemos ancora in testa ai sondaggi: secondo El Pais è prima forza politica in Spagna, Socialisti secondi, ultimi sul podio i Popolari. Ciudadanos al quarto posto.

Podemos primo partito

Secondo l’ultimo sondaggio de El Pais, l’80% dei voti degli spagnoli si divide tra 4 forze politiche. Due delle quattro gli spagnoli le conoscono bene, sono il Psoe (Partito socialista operaio spagnolo) e il Pp (Partito popolare) ovvero il centro sinistra e il centro destra che finora hanno governato la Spagna, alternandosi sin dalla fine del franchismo.

Le altre due sono presenti da poco sul palcoscenico politico iberico ma presto potrebbero rompere il tradizionale dominio bipartisan: si tratta di Podemos e Ciudadanos, formazione di centro-destra “post-nazionalista e progressista” guidata da Alberto Rivera, giovane catalano ex campione di nuoto che si oppone all’indipendenza di Barcellona ed è favorevole alle unioni tra persone dello stesso sesso.

Secondo le rilevazioni riportate dall’autorevole quotidiano, Podemos è primo partito con il 22,5% dei consensi, secondo il Psoe con il 20,2%, Pp al terzo posto con il 18,6%, però, Ciudadanos è quarto con il 18,4%. Seguono Izquierda Unida (5,6%) e i centristi dell’Unione, Progresso e Democrazia (UPyD) che raccolgono solo il 3,6%.

I risultati pubblicati dall’Istituto Metroscopia per El Pais, dunque, evidenziano che col passare dei mesi Podemos resta saldamente in testa alle preferenze degli spagnoli, anche se continua a perdere consensi (circa 5 punti in meno rispetto febbraio). La vera sorpresa è il risultato di Ciudadanos, stabili i consensi rivolti a Psoe e Pp che si scambiano continuamente la seconda e la terza posizione.

Il 71% degli intervistati vorrebbe che a governare ci fosse il partito maggioritario con “l’appoggio puntuale di altre forze politiche”.

podemos

Un 2015 elettorale

Il 2015 sarà un lungo test elettorale per la Spagna: il 22 Marzo si vota in Andalusia, chiamata a eleggere il parlamento regionale, sono in tutto 13 le comunità autonome che andranno alle urne quest’anno, gli spagnoli torneranno in cabina elettorale con le municipali di maggio, a novembre probabilmente si terrà il grande appuntamento delle legislative. Più del 74% dei cittadini, il dato è riportato sempre da El Pais, ha intenzione di esercitare il proprio diritto di voto.

Disoccupazione al 23,7%, senza la speranza di un rapido cambiamento, secondo Eurostat, la Spagna ha la maggiore disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, insieme a Lettonia, Portogallo, Grecia e Irlanda, tra i paesi della Comunità Europea. L’altra grande preoccupazione degli spagnoli è la corruzione: recenti scandali hanno coinvolto importanti esponenti del Partito Popolare (il ministro della Sanità Ana Mato e l’ex tesoriere del partito Barcenas).

I socialisti, da parte loro, non hanno approfittato della débacle della forza di governo cosa che, invece, è riuscita a Podemos come a Ciudadanos. I voti socialisti vanno sempre più verso il movimento di Pablo Iglesias, i popolari stanno per essere scavalcati a destra da Ciudadanos. Il regno del bipartitismo spagnolo sembra destinato a finire molto presto (solo 8 punti di distacco tra il primo e il quarto partito) e per opera di due forze che al momento non sono rappresentate alle Cortes Generales.


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