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pubblicato: lunedì, 28 aprile, 2014

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Colombia, Santos in vantaggio ma gli accordi con le FARC…

In Colombia, le prossime elezioni presidenziali si svolgeranno fra poco meno di un mese, precisamente il 25 maggio. Il recente sondaggio dell’agenzia Data Experts Corporation (DATEXCO), condotto per l’emittente radiofonica “W Radio Colombia” e il quotidiano “El Tiempo”, considera l’attuale Presidente colombiano in discreto vantaggio sui suoi rivali. Secondo i dati della ricerca, al primo turno Juan Manuel Santos (Partido Social de Unidad Nacional) otterrebbe il 28,3% dei consensi, mentre Óscar Iván Zuluaga (Centro Democrático) il 16%, Enrique Peñalosa (Alianza Verde) il 15,7%, Clara López Obregón (Polo Democrático Alternativo e Unión Patriótica) il 9,6%, e Marta Lucía Ramírez (Partido Conservador Colombiano) il 7,2%. Infine, il 17,3% delle persone intervistate ha preferito non esprimersi.

Alla luce di questi risultati, nessun candidato otterrebbe il 50% dei voti e, di conseguenza, sarebbe necessario ricorrere al ballottaggio fra i due candidati con il maggior numero di voti, che si svolgerà il 15 giugno. In tal caso, l’attuale Presidente conquisterebbe la vittoria sui rivali: il 36,2% contro il 26,6% di Zuluaga, il 34,1% contro il 28,5% di Peñalosa, il 36,2% contro il 24,1% di López Obregón, e il 36,9% su 23,3% di Ramírez. Nonostante il risultato, i due principali avversari di Santos, ovvero Zuluaga e Peñalosa, hanno ammesso di essere soddisfatti dei propri dati del sondaggio: infatti, secondo il candidato di Centro Democrático, si tratta comunque di quanto ottenuto dopo aver svolto un lavoro serio e costante per molti mesi.

Durante la ricerca è stato anche chiesto quali fossero i temi del Paese che il futuro Presidente dovrà affrontare, e sorprende che soltanto il 5% delle persone intervistate abbia considerato di rilevante priorità gli accordi di pace fra il governo e le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia-Ejército del Pueblo (FARC-EP). Invece, desta maggiore preoccupazione la mancanza di posti di lavoro (17,1%), la sicurezza nelle città (13,3%), la qualità della sanità (12,1%), la povertà (11,2%) e la qualità dell’istruzione (8,2%).Il basso livello di preoccupazione per la pace indica che molte persone non vedono se stessi come direttamente colpite dal conflitto o dai colloqui di pace, e giustifica anche la scelta di Santos di non fare troppi riferimenti a tal proposito durante la campagna elettorale.

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