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pubblicato: mercoledì, 1 aprile, 2015

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Inchiesta Ischia, D’Alema invoca intervento CSM e ANM

d'alema grecia

Massimo D’Alema dopo l’inchiesta di Ischia: “Non c’era alcuna necessità di utilizzare intercettazioni fra terze persone, senza valore probatorio, dove si parla di me de relato. Allora mi viene il sospetto che ci sia un motivo, per così dire, extra-processuale”.

Al Corriere della Sera l’ex premier Massimo D’Alema che spiega: “Dubito che la notizia dell’arresto del sindaco di Ischia e qualche suo presunto complice sarebbe finita sulle prime pagine dei giornali, se nell’ordinanza non fossero stati citati D’Alema, Tremonti, Lotti o qualche altro personaggio di richiamo. Ma se questa fosse la logica che ha ispirato i magistrati, ci sarebbe da preoccuparsi. Non per me, ma per il funzionamento della giustizia. Anche perchè negli ultimi tempi si sono susseguite diverse assoluzioni che hanno sconfessato le indagini, soprattutto nei confronti di amministratori locali addirittura arrestati”.

d'alema

“Io non delegittimo nessuno”, chiarisce D’Alema ma “credo che l’organo di autogoverno della magistratura, il Csm, ma anche l’Associazione magistrati, dovrebbero esercitare una maggiore vigilanza affinché certe misure non siano superate e la magistratura non si delegittimi da sola. Non ritengo legittimo un uso delle intercettazioni come quello che è stato fatto nei miei confronti”. “Prima è stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti, ora si criminalizza quello privato alla politica. Dopo cosa resterà?”.

De Luca: “Quel vino, io credo, sarà una zozzeria”

“Chi ruba nel Pd è colpevole tre volte: tradisce la legge, il partito e la povera gente. Detto questo, auguro a Ferrandino di uscire presto e a testa alta da questa storia. Per il resto, la mia parola d’ordine in Campania, ‘Mai più ultimi’ vale anche per il Pd”. Lo afferma a Repubblica, Vincenzo De Luca, candidato Pd in Campania, che sugli affari opachi della Cpl Concordia, aggiunge: “La coop andrebbe punita severamente”, mentre per quanto riguarda le bottiglie dell’ex premier Massimo D’Alema rincara: “La società andrebbe sanzionata anche per l’acquisto di un vino che, io credo, sarà una vera zozzeria”.

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2 Commenti

  1. Federico Maisenti ha scritto:

    Adesso che il baronetto si sente in pericolo invoca addirittura il CSM? Quest’uomo ha un ego che si espande oltre i confini del Sistema Solare e ci manca solo che invochi Dio in persona. Patetico.

  2. Trevisani Giuseppe ha scritto:

    No si capisce tanta agitazione da parte del leader Massimo. Se non e idagato basta che affermi che il vino lo produce per venderlo,non per berselo tutto lui!
    Ma lui, il capo dei REDS, non esalta un fatto commerciale normale tra due contraenti, ma si affretta a minacciare querele e a nascondersi dietro al fatto di essere messo in ballo in uno scandalo dove lui non c’entra.
    Pero’ il triangolo dello scandalo si chiude su di lui ancorché egli non sia indagato.

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