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pubblicato: mercoledì, 3 giugno, 2015

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Burundi: donne che dicono basta

Burundi: Pierre Nkurunziza potrebbe essere il primo presidente-dinosauro africano ad essere rovesciato dalle donne.

Burundi: la protesta delle donne

In Burundi infatti la protesta di piazza contro il suo terzo mandato presidenziale è caratterizzata in buona parte dalle donne. Sono giornaliste, poetesse, scrittrici, giuriste e donne comuni.

Donne del popolo che dopo la sua ostinata candidatura, dopo il tentato colpo di stato contro di lui, dopo la repressione che ha ormai fatto decine di morti per le strade di Bujumbura, hanno continuato imperterrite, combattive, determinate ad andare in piazza. E continuano a farlo, anche oggi.

Anzi hanno fatto nascere un movimento ad hoc, per vincere una battaglia che altrimenti rischierebbe di essere vinta, come in un copione andato in scena decine di volte in Africa, dal presidente, dal solito uomo forte, da chi mette in campo con più determinazione e ferocia violenza e sopraffazione.

Il movimento si chiama Movimento delle donne del Burundi per il rispetto della Costituzione e degli accordi di pace di Arusha ed è già illegale. Lo è diventato qualche minuto dopo la sua costituzione, ma ha continuato a crescere e in piazza Sit-in, manifestazioni, cortei e proteste si susseguono.

burundi donne

Burundi: l’Africa cambia

Natacha Songore, giornalista indipendente, tra i membri fondatori del movimento ha rilasciato alcune dichiarazioni a Jeune Afrique dalle quali si comprende che questa volta il potere non ha molte vie di uscita: “Non ci sono compromessi possibili – dice – finché il presidente non avrà rinunciato pubblicamente alla sua candidatura, finché non saranno riaperti tutti i media privati chiusi, liberati gli arrestati e aperte le inchieste, noi continueremo a scendere in piazza”.

L’Africa cambia e la vita per i dinosauri presidenti si fa sempre più difficile. E’ solo di pochi mesi fa la prima sconfitta di un presidente-dinosauro, il Burkinabè Blaise Compaorè, da parte della piazza, cioè di giovani, popolo, gente comune che ha continuato a protestare per impedire il suo ennesimo mandato presidenziale.

L’Africa cambia, evidentemente. Ora le battaglie per il potere non si fanno più solo tra presidenti, golpisti, militari, politici. L’Africa cambia e i presidenti non la fanno più sempre franca. In Burundi grazie anche alle donne.

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