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pubblicato: martedì, 7 luglio, 2015

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InPolitiX, la vetrina web della Politica

inpolitix

Non solo convegni, tavole rotonde, seminari. Ora un politico per farsi conoscere deve saper sfruttare anche i nuovi strumenti digitali (Facebook, twitter, Periscope, YouTube, solo per citarne alcuni). E per essere performanti anche sul web bisogna rivolgersi a chi questo lavoro lo fa e lo sa fare bene. InPolitix, piattaforma per la comunicazione politica digitale, è lo strumento ideale per chi, (politico, partito o lista che sia) vuole una vetrina sul web facile ed economica. Termometro Politico ha intervistato Donato De Ieso, creatore della piattaforma.

Come e quando è nato InPolitiX?

InPolitiX nasce come spinoff universitario dalla tesi di laurea di Donato nel 2004. Dallo stato dell’arte si evidenziava una scarsa presenza degli attori della politica sui canali digitali (web in primis e successivamente canali social) e cifre significative spese per la comunicazione offline. Con i tanti #opendata finalmente distribuiti e con la moderna tecnologia fu ripreso il progetto e lanciata la prima beta online nel 2014.

A chi si rivolge?

Inpolitix è la piattaforma per la comunicazione politica digitale rivolta a tutti gli amministratori politici eletti dal Senato della Repubblica fino al più piccolo comune. E’ possibile creare con pochi semplici click una vetrina sul web facile ed economica, perfettamente integrata con i social e con gli #opendata della pubblica amministrazione. Si rivolge inoltre a tutte le liste civiche e politiche che desiderano candidarsi per avere un sito web altamente professionale, a basso costo e pronto in due minuti.

Parliamo di numeri: quanti sono i politici iscritti alla piattaforma?

Attualmente circa 500

Come funziona il servizio?

Ci sono differenti soluzioni offerte sia agli eletti che ai candidati. L’elenco completo dei servizi offerti lo trovate qui. Abbiamo già pre-registrato oltre 130.000 siti web corrispondenti a tutti gli eletti nel nostro paese grazie agli #opendata.
(esempio: Laura Boldrini) e stiamo importando i dati di altri stati europei. I politici possono registrarsi alla loro pagina web caricando nuovi contenuti, foto e video, aprire e gestire un blog o il calendario degli eventi. Possono inviare newsletter e visualizzare statistiche di accesso, iscritti al proprio sito, personalizzare la propria pagina e con il prossimo aggiornamento associare o registrare il proprio indirizzo web tipo www.nomecognome.com autonomamente.
Attraverso i social connect c’è la possibilità di avere uno “one stop shop”, ovvero scrivendo all’interno del proprio profilo inpolitix il contenuto viene pubblicato automaticamente sui vari social collegati. Da Settembre i politici potranno avere anche una APP dedicata. Offriamo inoltre servizi a valore aggiunto: personalizzazione del proprio sito web, gestione di campagna social, servizi di accounting, video ecc.

inpolitix 1

Nell’era digitale, quanto è importante per un politico avere il proprio sito web?

L’impatto del digitale sulla comunicazione politica è stato notevole imprimendo nuovi ritmi e nuovi strumenti. I social sono lo strumento che più di tutti ha accelerato i processi. Tuttavia siamo convinti, insieme a molti analisti, che ci sia ancora molta immaturità nell’uso che viene fatto di questi strumenti. L’interazione è ancora troppo monodirezionale, e mancano strumenti in grado di aggregare la varietà di canali comunicativi che un politico gestisce. Con InPolitiX vogliamo contribuire a migliorare su entrambi questi fronti.

Qual è, secondo voi, il politico che più di tutti è abile nell’usare i social media e il web per veicolare i propri messaggi?

Molto spesso il politico ha uno staff e delle persone preparate in comunicazione politica. Quindi ci troviamo di fronte a status e tweet scritti da professionisti (la maggior parte delle volte), quindi non misurabili. Possiamo far notare invece che chi utilizza bene gli strumenti che il web ci mette a disposizione (professionisti e non), aumenta considerevolmente il proprio pubblico e l’indice di popolarità. Obama in primis docet. Ci limiteremo a dare un giudizio opposto: il sentiment peggiore è dell’On. Gasparri seguito dal Senatore Razzi.

Quali sono i progetti per il futuro?

I progetti per il futuro si organizzano su due direzioni. Da un lato vogliamo allargare il campo offrendo il nostro servizio in molti altri paesi europei e non, incominciando da quelli che offrono una buona copertura riguardo agli open data sull’attività politica. Dall’altro lato vogliamo incrementare i servizi da noi offerti offrendo nuovi strumenti per costruire partecipazione, come la possibilità di gestire dei sondaggi da sottoporre ai propri “fan” oppure la possibilità di raccogliere commenti riguardo alla propria attività istituzionale ed altro ancora al momento in fase d’incubazione.


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