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pubblicato: lunedì, 30 aprile, 2012

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La Germania pensa a Julia, Gauck e la Merkel fanno pressing su Kiev

Tymoshenko

La Germania pensa a Julia, Gauck e la Merkel fanno pressing su Kiev

 

Il “caso” Timoshenko sta rischiando di alterare i rapporti all’interno di un Unione Europea alle prese con non pochi problemi. A fare scalpore il gesto del presidente tedesco Gauck, il quale ha recentamente declinato un invito ufficiale ad un meeting da svolgersi a Yalta e prevedente la presenza di diversi capi di stato centro-europei. La motivazione fornita dal settanduenne ex attivista dei diritti umani è stata la volontà di rendere pubblica la necessità di cure della Timoshenko, così denunciando implicitamente le responsabilità ucraine nella questione.

Da parte tedesca sembra in corso un vero e proprio pressing nei confronti del governo ucraino affinchè questi faccia luce sulla vicenda dell’aggressione subita in carcere dall’ex primo ministro. La presa di posizione di Joachim Gauck è stata infatti concertata con Angela Merkel, ed hanno poi fatto seguito le dichiarazioni di luminari tedeschi critiche verso le cure impartite alla leader di quella che fu definita “rivoluzione arancione”, con la conseguente offerta di farsene carico.

[ad]In un’intervista rilasciata venerdi Karl Einhäupl, direttore del Berlin’s Charite University hospital, ha riferito che un sopralluogo, fatto da lui personalmente con alcuni collaboratori, avrebbe rilevato la mancanza di esperti ucraini idonei al fornire le adeguate cure a Julia Timoshenko. A rendere ancora più delicata la situazione sono venute le dichiarazioni della sorella dell’ex primo ministro ucraino, riportanti la notizia di un peggioramento generale delle condizioni di salute della detenuta.

La Timoshenko mostra i lividi causati dalla presunta aggressione delle guardie carcerarie

Detenuta che sembra tuttavia non aver perso la forza, nonostante lo sciopero della fame intrapreso, di combattere politicamente le sua battaglie. Sono infatti recentissime le sue dichiarazioni contro il rinnovo dell’ ”accordo di Kharkiv”, siglato nel 2010 tra Mosca e Kiev, che permette alla flotta russa di stanza nel Mar Nero di utilizzare il porto di Sebastopoli per altri 25 anni, successivamente alla scadenza nel 2017 del precedente accordo.

Da parte russa non sono mancate le esternazioni a sostegno delle posizioni tedesche mentre il Presidente ucraino Yanukovych ha affermato che verrà istituita una commissione di inchiesta sulla presunta aggressione in carcere alla Timoshenko. A complicare la delicatissima situazione è intervenuto anche un attentato nella città di Dnepropetrovsk, Ucraina orientale, dove quattro bombe, per ora non rivendicate, hanno ferito almeno 25 persone. Gli attentati in una citta’ chiave della vita economica ucraina, nonche’ ex-sede di alcune tra le maggiori industrie militari sovietiche, sono un nuovo tassello da inserire in un disegno che si fa complicato.

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