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pubblicato: domenica, 6 maggio, 2012

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La Nato invia rinforzi in Kosovo in vista del voto serbo

SR_mitrovica2007-nicontokio-flickr

Da tredici anni  il Kosovo è amministrato dalle forze militari della Nato e i numeri non sono per nulla confortanti. Molti i dati  smentiti, altrettanti quelli soggetti a stime e previsioni, innumerevoli quelli ancora da scoprire. Mentre le recenti ricerche ancora in corso hanno calcolato che sono più di 1750 i dispersi dopo il conflitto serbo -albanese del 1999, è di pochi giorni fa la notizia che i vertici dell’Alleanza Atlantica hanno deciso di rinforzare di almeno 700 unità il numero delle forze di polizia KFOR , in vista delle vicine elezioni presidenziali in Serbia.  L’aumento del personale di sicurezza sarebbe giustificato dalle esigenze Nato di mantener un controllo più serrato sui “probabili disordini” che potrebbero verificarsi nella piccola repubblica autodeterminatasi nel febbraio del 2008.

kosovo

Attualmente sono le forze militari tedesche a totalizzare la presenza maggiore in Kosovo, seguiti da italiani  e americani che vanno a sommarsi agli oltre 3000 soldati dell’Eulex guidati dal francese De Kermabon. Già nei giorni scorsi sono giunti in Kosovo altri contingenti provenienti da Austria e Germania ma il completamento dell’operazione di rinforzo militare pare si concluderà per i primi due giorni di maggio. Oana Lungescu la portavoce dell’Alleanza Atlantica, ha affermato pochi giorni fa ai microfoni delle agenzie giornalistiche europee che il rinforzo è necessario per cercare di domare i contrasti etnici nella regione settentrionale del Kosovo.

[ad]Eppure dopo anni di presenza delle forze Nato non sembra che sia il numero delle forze militari a  poter cambiare la situazione  Nei giorni scorsi intanto si sono intensificate le tensioni tra serbi e kosovari nella città di Kosovska Mitrovica divisa in due dal Fiume Ibar. I politici serbi si dicono molto preoccupati sugli intenti di Pristina, non volendo che si replichino gli eventi del 2004  quando rimasero uccise 19 persone, furono distrutti case e luoghi di culto; i ministri di Belgrado hanno affermato infatti che in occasione di queste elezioni l’Eulex e le forze militari internazionali dovranno dimostrare di voler difendere i territori senza parzialità e senza fingere di non vedere l’incalzare dei gruppi armati albanesi.

Le tensioni aumentano poi in quelle municipalità del Kosovo del nord dove dovrebbero tenersi  le elezioni amministrative; in questi comuni  attualmente non è riconosciuto il governo di Pristina e sia l’Onu che l’Unione hanno fatto sapere alla Serbia che le elezioni locali non sarebbero ben volute dalla comunità internazionale.  La Serbia si giocherebbe nuovamente il proprio ruolo di paese candidato all’ingresso in Unione Europea e nel frattempo causerebbe non poche proteste da parte dei Serbi del Nord del Kosovo, i quali lamenterebbero nuovamente abbandono e lassismo dal proprio governo.  Il governo di Pristina nel frattempo hanno già dichiarato che farà il possibile per impedire ogni tipo di valutazione elettorale in territorio kosovaro, perchè rappresenterebbe un oltraggio all’unità  e alla legittimità nazionale, quella legittimità che pochi giorni fa ha ottenuto il 90° riconoscimento da parte di un nuovo stato, il sultanato del  Brunei.

Da EastJournal

di Valentina Di Cesare


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