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pubblicato: martedì, 5 giugno, 2012

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Termometro Politico | Ballarò minuto per minuto 05/06/2012 [diretta]

Ballarò

Amici della grande politica, benvenuti ad una nuova puntata di “Tutto Ballarò minuto per minuto”!

I mercati segnano sempre più la drammatica crisi dell’Europa. L’Italia risulta essere ad un bivio e le forze politiche scalpitano con tendenze alle elezioni anticipate.

Tra gli ospiti di Giovanni Floris il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, l’imprenditore Diego Della Valle, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, Debora Serracchiani del PD, il segretario confederale della Cisl Anna Maria Furlan, il politologo ed economista americano Edward Luttwak, il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, il direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.

In apertura come sempre la copertina satirica di Maurizio Crozza.

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[ad]21.05 Inizia la puntata! Subito Giovanni Floris ci mostra perversi cartelli in cui scomettitori incalliti possono giocarsi qualche euro (sic) sull’uscita o meno della Grecia dall’Eurozona. Poi Floris presenta gli ospiti e si sofferma su Diego Della Valle, che parla e strparla (male) di Mediobanca in una settimana quanto mai campale per le assicurazioni Generali. Spunta a sorpresa Beatrice Lorenzin del PdL. Pubblicità. Poi Crozza.

21.15 Parte Maurizio Crozza! Subito parla di Grillo, il suo collega genovese che si è buttato in politica. Anche il povero Pizzarotti non sa più che pesci pigliare nonostante le laute interviste a “Chi”, house organ della real casa berlusconiana. E’ come se Che Guevara si faceva fotografare da “Che”. Olè. “Serracchiana, è ancora un emergente o è stata sommersa dal Pd?”. Cita la genialata di Stefano Fassina (nemmeno i nomi riescono a rinnovare) sulle elezioni anticipate ad ottobre.

21.22 “Siam mica qui a dare l’antiruggine a Parisi” tuona la segreteria telefonica di Pigi Bersani. Fornero vs Patroni Griffi: altro che pari opportunità “parti porcaoppurtunità”. Altro che il merito nelle scuole, agli studenti basterebbe della carta igienica.  Finisce il comico e inizia un servizio di Poggi su “Monti e le monete”.

21.27 Subito dopo un vertice PdL Ignazio La Russa intona “Pazza idea”, ma non gli viene in mente il nome della cantante della canzone (Patty Pravo). Poggi poi intervista un gestore di macchinette automatiche. La crisi si sente anche in questo settore. Poi giro presso le pompe di benzina. Anche li il calo è evidente.

21.32 Diatriba tra vecchietti con una signora che pur evidenziando la bassezza delle pensioni sostiene la politica montiana all’insegna dei sacrifici. Finito il servizio Floris legge un’agenzia sul portavoce Usa: seguite la nostra strada, o europei. Pronti per un consulto. Poi il conduttore chiede a Luttwak perché si considera un deluso da Monti.

21.37 Luttwak segnala come il governo italiano abbia sbagliato la priorità delle categorie da svantaggiare. Il ministro Francesco Profumo nonostante la domanda del conduttore su Obama parla delle due priorità del suo ministero: lotta alla disperazione, edilizia scolastica, e potenziamento della scuola dell’infanzia. Ognuno deve fare il suo dovere. Se ognuno lo fa il paese va meglio.

21.42 Per Diego Della Valle Monti sta facendo un buon lavoro. La nostra realtà non è minimamente comparabile con quella di altri paesi come la Gran Bretagna. I mali dell’Italia non sono da attribuire all’attuale premier ma al governo e alla gestione della cosa pubblica degli ultimi 30 anni.

21.45 “Il mio vicino di casa si chiede cosa accadrà nel nostro paese”. Strane passioni…Nando Pagnoncelli ci parla dei primi dati: il 52% degli italiani pensa che l’Italia non ha fatto bene ad entrare nell’euro.  Scatta poi un servizio sui casalinghi che si auto-0rganizzano. E scatta lo scec, la moneta alternativa. Colonna sonora del premio Oscar Nicola Piovani. Da “La vita è bella”.

21.50 Floris continua a fare il liveblogging delle conferenze stampa made in Usa. Intanto Alessandro Sallusti ricorda come Obama stia parlando agli americano per usi interni a fini elettorali. Bisogna comunque ricordare che la crisi è dovuta all’atteggiamento usa. “Obama si può anche mandare a quel paese, non è reato”.

21.55 Bruno Manfellotto parla dopo un cartello ottimistico sul “cosa accadrebbe se tornassimo alla lira”. Il direttore dell’Espresso parla di due governi Monti: il primo molto avventuriero, il secondo attendista e frenante. Anche perchè molto forze politiche che lo hanno sostenuto incominciano a pentirsi. Basti pensare alla riforma del mercato del lavoro e al suo complesso iter. E, aggiungiamo noi, basti pensare all’atteggiamento di Fli in questa fase.

22.00 Beatrice Lorenzin chiede una politica revisionista su questo tema dello spread. Monti non ha attenuanti: la maggioranza è troppo ampia. Debora Serracchiani segnala come forse Fassina si è fatto perdere una battuta di troppo. Sostegno a Monti fino al 2013. L’Europa non agisce e da qui le ammonizioni obamiane.

22.05 Annamaria Furlan chiede una patrimoniale per i grandi patrimoni immbolari. Altro che Imu. La Cisl al tempo stesso chiede maggior attenzione alla crescita da parte del governo. Comunque si sta prestando più attenzione a queste istanze. Ora pubblicità.

22.12 Il tanto atteso servizio sulla sitauzione economica spagnola: analisi della situazione della Bankia, la banca iberica che fa tremare l’economia europea. Attacchi pesanti all’ex direttore dell Fmi Rodrigo De Rato. Interviste ai cittadini madrileni in piazza.

22.20 Luttwak ricorda che le strategia dell’Iva del governo italiano sono sbagliate. E Obama sta facendo di tutto per perdere le elezioni visto che il calo della disoccupazione è anticipatore di un suo rialzo. E negli Usa non c’è ne lo stato sociale del nord Europa ne il risparmio privato tipo del sud Europa.

22.27 Parte un altro servizio questa volta con come sottofondo musicale “GoodBye Lenin” sui mutui e via dicendo. Dibattito animato in studio, al termine del servizio, tra Debora Serracchiani e Beatrice Lorenzin, con la seconda sempre più intenzionata a dare vita ad una pratica si revisionismo degli ultimi mesi passati nella vicenda politica italiana.

22.37 Continua il battibecco Serracchiani-Lorenzin: la parlamentare europea friuliana continua ovviamente a parlare di Europa correlando il tutto all’economia. Basta all’Europa intergovernativa e delle nazioni. Sì all’Europa federale e comunitaria nel vero senso del termine.

22.47 Diego Della Valle riprende, come prontamente nota Giovanni Floris, gran parte dei temi della Furlan sul tema della tassazione sui grandi patrimoni. Da che pulpito vien la predica o coerenza spropositata da parte dell’imprenditore marchigiano?

22.57 Floris, non si capisce per quale perverso motivo, analizza “che cos’è Mediobanca”: una banca che conta molto meno delle sue tante partecipazioni azionarie. Una bella torta analizza i vari azionisti di Mediobanca. Da notare come quasi nessun azionista abbia più del 4%.

23.02 Della Valle critica pesantemente il sistema da “capibastone” degli azionisti di Mediobanca. Questa politica così minimalista ha solo favorito pochi gruppi di potere e non tutto il sistema paese. Sbagliata l’azione della banca di sfiduciare Perisinotto dalla guida di Generali. Pubblicità.

23.09 Parte un servizio su come sostanzialmente si scrive un curriculum vitae. Della serie: esiste anche un business sul “come” si cerca lavoro e si scrive un cv. Al di sopra di qualsiasi ufficio di collocamento.

23.13 Francesco Profumo crede che si debba dividere la scuola dalla ricerca e dall’università. La scuola deve avviare un suo processo interno e deve esser capace di premiare impegno e merito degli studenti. Sopratutto per quelli che hanno come obiettivo la loro disposizione.

23.17 Anna Maria Furlan deve replicare al ministro. E non può che replicare sui tagli degli ultimi anni nel comparto della pubblica istruzione. In questo modo però il dibattito sul tema tende a non andare avanti a seguito delle precisazioni del ministro che ha pur sempre ribadito che queste misure tese a creare “competitività” non solo isolati da interventi tesi a migliorare le strutture statali.

23.23 Dopo i sondaggi di Pagnoncelli che mostra un quadro politico sostanzialmente invariato (con Pd in testa seguito da Cinque Stelle e PdL) Floris lancia il suo “alè”.

Dopotutto, domani è un altro giorno.


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