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pubblicato: martedì, 12 giugno, 2012

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Lettonia: Nasce il partito russofono che chiede la secessione

bandiera lettonia

Illogica e utopica: così il presidente lettone Andris Bērziņš commenta l’idea avanzata dal nuovo partito estremista russofono “Par dzimto valodu” di una separazione del Latgale (la regione con forte presenza di comunità russofona) dal resto della Lettonia.

[ad]L’idea di una secessione del Latgale dalla Lettonia era stata avanzata dall’attivista russofono Vladimirs Lindermans, lo stesso che aveva organizzato il referendum per il russo  lingua ufficiale in Lettonia.
Proprio in questi giorni si è svolto, più o meno di nascosto dai media, il congresso di costituzione del nuovo partito russofono estremista, “Par dzimto valodu” (Per una lingua madre). Il nuovo soggetto politico nasce dalla fusione del partito di Lindermans, 13.janvāra kustība (Movimento 13 gennaio) con quello di Jevgēņijs Osipovs, altro attivista russofono impegnatosi nell’organizzazione del referendum sul russo lingua ufficiale. “La formazione di questo nuovo partito ha già ha già fatto nascere i più strani dei miracoli”, ha commentato il presidente lettone Bērziņš coi giornalisti che gli chiedevano un parere sulla nascita di “Par dzimto valodu“  e la sua proposta di separazione del Latgale dalla Lettonia.

bandiera lettonia

E’ stato il programma Nekā personīgadi TV3 a scoprire l’organizzazione del congresso di formazione del nuovo partito estremista russo, che Lindermans e Osipovs hanno cercato di formare senza darne pubblicità sui media, in un ufficio in Vecriga, la città vecchia all’interno della capitale lettone.

Al congresso costitutivo di “Par dzimto valodu” hanno partecipato un’ottantina di fedelissimi attivisti russofoni, provenienti in maggioranza da Daugavpils, il capoluogo del Latgale, regione che registra la più alta presenza della comunità russofona del paese.

Vladimirs Lindermans, Jevgēņijs Osipovs e il giurista Illarions Girss sono i leader della nuova formazione partitica che nel panorama politico lettone dovrebbe prendere posto all’estrema sinistra, per attirare il consenso della parte più radicale della popolazione russofona in Lettonia. Fra gli obiettivi del nuovo partito russofono ci sono la partecipazione alle elezioni amministrative del 2013 in Lettonia, la raccolta di firme per la concessione della cittadinanza lettone ai non cittadini, e la raccolta di firme per la richiesta di scioglimento del parlamento attualmente in carica.

Da EastJournal

di Paolo Pantaleo


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2 comments
Enrico Labriola
Enrico Labriola

Ho appena scoperto che a Daugavpils i russi sono il 59% della popolazione e solo il il 14% è lettone. Questo cambia parecchio le cose... se riescono ad avere un forte supporto nella regione del Latgale, i russofoni potrebbero credere davvero nella secessione... anche se unirsi alla Russia sarebbe ampiamente un cattivo affare per loro. 

Enrico Labriola
Enrico Labriola

Ma ci sono provincie dove i russi sono maggioranza? perchè nel 2000 erano il 29.6% mentre ora il 26.9% dei lettoni, quindi non credo abbiano un gran futuro come etnia a livello demografico. Il partito secondo me è più un modo di tenere viva l'influenza di Mosca sulla Lettonia più che un serio tentativo di ottenere una forte influenza politica. Oltretutto i Lettoni sono visceralmente anti-russi, quindi un partito del genere può addirittura alimentare il conflitto e spingere molti russofoni a ri-emigrare in Russia.