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pubblicato: mercoledì, 6 giugno, 2012

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Nota. La Casta e il declassamento del sistema-Italia

Nota. La Casta e il declassamento del sistema-Italia

 

Quando il consiglio regionale con il sostegno compatto della Lega Nord gli ha rinnovato la fiducia Roberto Formigoni ha fatto pure la parte del raggiante. “All’estero si sono dimessi? Lì hanno riconosciuto che le accuse mosse erano vere, in questo caso non corrispondo a verità” si è rivolto all’ala destra del parlamentino regionale per accusare il Partito Democratico di aver assecondato – nella presentazione della mozione di sfiducia contro di lui – i dettami di Botteghe Oscure e dei suoi successori. Uno show.

[ad]Possono brindare per una sera il Pdl e forse la Lega Nord, ma è la felicità di un attimo. Subito dopo per il centrodestra si tratta di tornare a fare i conti non solo con la campagna di veleni e accuse contro il presidente della Regione, ma in special modo con lo sfilacciamento dell’alleanza fra i due ex soci del governo Berlusconi e – peggio ancora – con il pericolo di estinzione elettorale sotto i colpi anti-sistema del Movimento 5 Stelle. La Lombardia in questo contesto, insieme al Veneto – dove regge bene o male l’asse Lega Pdl –, è lontana anni luce dal mitizzato 1994. Peggio ancora per gli eredi del berlusconismo, non corrisponde neppure al 2005 ovvero la base di ripartenza di un’Italia riformatrice che segue la batosta di una consultazione generale.

la casta

C’è da dubitare che alla scrivania di Alfano si ragioni di questo. Basti pensare che lo stesso giorno il centrodestra con l’ausilio di molti franchi tiratori ha salvato dall’arresto il senatore Sergio De Gregorio. Si può essere garantisti fino all’estremo e credere che ogni inchiesta mossa negli ultimi anni dalla magistratura sia frutto di fumus persecutionis. Sulla custodia cautelare in carcere ad esempio poteva essere concesso il beneficio del dubbio ad Alfonso Papa l’anno scorso, ma l’ennesima negazione dell’autorizzazione a procedere in questi tempi è tutto carburante all’impennata dei 5 Stelle di Beppe Grillo. Proprio lui. Col suo movimento sta vivendo un periodo d’oro nei sondaggi e pareggiando già in queste settimane i numeri del Pdl si prepara a dare il guanto di sfida al Partito Democratico. Può felicitarsi con le segreterie dei due maggiori partiti che si comportano esattamente come vuole lui, ovvero da Casta. Su De Gregorio e sull’arresto dei parlamentari nell‘opinione pubblica è entrata in circolo la percezione che le due Camere siano diventate il tribunale del riesame ad hoc per i suoi componenti con possibilità di giudizio in autodichia. Un privilegio. E quando nello stesso giorno Pd e Pdl si accordano sulle nomine alle authority lasciando dietro una gragnolata di polemiche i partiti parlamentari rasentano l’autolesionismo.

Le diatribe politiche non devono lasciare sullo sfondo la drammaticità delle notizie che provengono dal Paese reale. Il Centro studi di Confindustria in una sua analisi ha registrato lo scivolamento all’ottavo posto del settore manifatturiero italiano. Tanto per togliere il velo a tutti gli alibi di chi vedeva nell’Italia solo il riflesso di una ben peggiore crisi globale. Il paese sta finendo ai margini del club del G8.

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