•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: sabato, 3 novembre, 2012

articolo scritto da:

TP/Rai 3 Su Fiat e mercato dell’auto

Diapositiva1

Oggi affrontiamo l’annosa questione della Fiat. la più grande “Industria di Stato” che, da molti anni non sembra più in grado di reggere il confronto con le altre case produttrici, specialmente tedesche.

Nella prima slide abbiamo chiesto agli intervistati quali decisioni dovrebbe prendere la Fiat per aumentare il mercato dell’Auto. I risultati sono nettissimi. Quasi il 90% ritiene che le azioni principali riguardano l’innovazione (54,9%) e il management (34,1). Queste due risposte, se pur in maniera diversa, dimostrano che, nella percezione comune,il problema maggiore risiede nella gestione e  nell’ organizzazione dell’impresa. Soltanto una piccolissima percentuale imputa la perdita di consistenti quote di mercato ai costi di produzione.

Nella seconda slide invece analizziamo le risposte in merito alla necessità, per l’Italia, di avere un’azienda dell’ auto.

Anche in questo caso le risposte sono diverse. In generale, quasi l’80% degli intervistati ritiene utile avere un’industria dell’ auto. Tuttavia di questo 80% un 43,9 ritiene utile produrre in Italia soltanto se la Fiat è in grado di reggersi da sola sul mercato.

In definitiva, il nostro campione, attribuisce alla dirigenza del Lingotto le responsabilità per il declino della Fiat negli ultimi anni e di conseguenza ritiene utile una produzione d’auto in Italia soltanto se realmente competitiva sul mercato.

Le risposte appaiono quindi coerenti e sopratutto, contrariamente a qualche anno fa, la Fiat non appare più quel gigante dai piedi d’argilla da salvare ad ogni costo, come è accaduto negli ultimi 50 anni.

Purtroppo le riflessioni fin qui sviluppate mancano di un elemento fondamentale ossia il crollo strutturale del mercato dell’ auto nel Mondo e in Europa. Certamente le scelte di Marchionne influiscono ma la crisi dell’ auto è irreversibile. Ecco quindi che il 15% di chi sostiene, nella seconda slide, la necessità di puntare su altre produzioni può essere definito come un’avanguardia culturale che non si interroga su come salvare il mercato dell’auto ma semmai di come riconvertirlo.

Purtroppo anche in questo caso è la politica a mancare considerato che ,un A.d. come Marchionne, che misura i proprio successi in Borsa e non in fabbrica, non può certo avere la lungimiranza di chi deve, in 20-25 anni, riconvertire un sistema produttivo per evitarne la distruzione. Marchionne tre 20-25 anni sarà manager di qualche altra azienda e misurerà il suo successo in base allo stipendio e alle stock options che riuscirà ad ottenere.


L’inglese impeccabile di Virginia Raggi – CLICCA IL VIDEO

L'inglese impeccabile di Virginia Raggi

Sondaggio Referendum Costituzionale

sondaggio referendum costituzionale

La domanda del giorno

Ultimo giorno di sondaggi: chi vincerà il referendum costituzionale?

Risultati

Loading ... Loading ...

Tutte le elezioni del 2016

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2016

Riforma Costituzionale: clicca sulla Costituzione e fai il quiz!

Quiz Riforma Costituzionale

Termometro delle Voluttà

DaSì o No?

DaSì o No?

articolo scritto da:

6 comments
Dewitte
Dewitte

Chissenefrega se gli Agnelli ogni anno staccano la cedola. All'italiano medio frega se tagliano posti di lavoro in Italia, anche se l'ideale sarebbe che espandessero la produzione qui (l'anno scorso hanno prodotto solo mezzo milione di auto in Italia). Altro che Fabbrica Italia e 20 miliardi di investimenti, le solite promesse per i ciucci che ci credono. Gli unici investimenti effettuati sono stati la Giulietta (mantenendo i macchinari esistenti) e la Panda a Pomigliano d'Arco. Le nuove monovolume che dovevano essere prodotte a Mirafiori sono state spostate in Serbia, rendendo necessario così il taglio di un altro stabilimento italiano, dopo quello di Termini Imerese.

nickmari
nickmari

Chi sa come si preparano a volte i sondaggi e come si possono in parte deviare sa anche che sondaggi stanno in parte in relazione all'orientamento politico di chi li ordina. Per quanto riguarda la cosa, direi che la percezzione dei fatti che si ha sulla Fiat, Marchionne, il sistema Italia in Italia é un'altro che all'estero. Come é stato anche sulle pagliacciate del Signor ex primo ministro che in Italia pensavano che fosse ben visto all'estero, ma che invece faceva vergognare ogni italiano vivente all'estero come me. Tutti i lavoratori italiani dovrebbero ringraziare Marchionne per ció che ha fatto non solo per la Fiat ma ancor di piú per la percezzione che gli strnieri hanno dell'Italia e in prima linea che cerca di combattere un sindacato Fiom che é  un cancro  maligno per il sistama produttivo italiano e quindi per i lavoratori italiani in Italia. Naturalmente questo lo vede solo chi vive da circa 40 anni in Germania come lo faccio io. Scusate il mio Italiano ma non lo pratico piú da circa 37 anni.

Mario
Mario

 Marchionne fra 20-25 anni se non sarà morto sarà in pensione, ma stipendio e stock option, come offerta di altri posti nel caso andasse via da fiat-chrysler prima, dipendono eccome dai successi dell'amministrata, ...solo che lui ha trovato un'azienda che perdeve 10 milioni al giorno solo a stare aperta ed ora ne ha 2 (fiat ind e fiat-chrysler) che fanno insieme 4 miliardi di utile netto l'anno... che poi la percezione degli italiani sia negativa beh ... è proprio un problema di percezione loro, ...quando marchionne non c'era la fiat non si reggeva, quando non ci sarà più se gli italiani saranno ancora quelli di prima tornerà a fallire, Il resto è fuffa! MArioC

nickmari
nickmari

Fino a quando non sparirá la Fiom é giusto che la Fiat investa all'estero. Poi perche non si chiede mai niente alla VW, alla BMW, alla Daimler? La VW vende in Italia con tutte le sue marche in valore assoluto molto di piú che la Fiat ma non produce nemmeno un millesimo di ció che produce fiat in Italia. Tutti gli italiani "inteligenti" parlano bene delle ditte tedesche e male di quelle italiane,  andate tutti a lavorare in Germania e raccontate ai tedeschi che voi li amate tanto. Vi daranno lavoro e vi pageranno molto bene proprio come credete voi. Tutti in Germania!!!!!!!!!!!!!!!

Dewitte
Dewitte

La IG Metall avrebbe disintegrato Marchionne per molto meno.

nickmari
nickmari

La IGMetall,  non disintegra ma contratta con i Datori di lavoro e poi firma ció che ha contrattato. Sono stato 38 anni assciato alla IGMetall e loro rappresentante in Fabbrica (Vertrauensmann). Quindi racconti le sue chiacchere a qualcun'altro che non intende la Materia. Non penso che lei conosca il funzionamento del sindacato in Germania che sono molto piú responsabili del Sindacato italiano una parte del quale negli ultimi tempi é migliorato di molto. CGIL e FIOM sono esclusi! Questa gente dovrebbe venire in Germania per imparere come si fá sindacato. Nemmeno Lenin e Stalin facevano tanto male alla propria gente quanto ne fá la Fiom. Scusate il mio Italiano.