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pubblicato: mercoledì, 12 settembre, 2012

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Nuovo sondaggio TP/RAITRE: Italiani, sudditi o cittadini? L’Europa, i mercati, l’immigrazione

evidenza-immigrati

Continua la collaborazione con “Cominciamo bene”, il programma mattutino che accompagna l’estate dei telespettatori di Raitre. Nel sondaggio che vi proponiamo questa volta si parladel peso dello Stato nella vita degli italiani, dell’Europa e dei mercati nella vita degli italiani, e dell’immigrazione.

Si tratta di un rilevamento particolarmente significativo per misurare la temperatura dell’opinione pubblica su temi molto attuali, che riguardano la politica e la vita quotidiana dei cittadini.

Per poter agevolare il lavoro di taratura del campione è necessario rispondere a ciascuno dei quesiti proposti dal sondaggio, che ricordiamo viene compilato in forma anonima.

I risultati saranno divulgati durante il corso della trasmissione e poi pubblicati il giorno seguente in forma completa su questo sito.

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Decimo48
Decimo48

LA CONVIVENZA NELLA SOCIETÀ CIVILE SI ATTUA  CON  LA  GIUSTIZIA   SOCIALEIl valore dell'uomo può realizzarsi nella comunità civile solo se questa è pervasa dalla giustizia e dall’amore che sono il fondamento del buon vivere. Quale partito politico è in grado oggi di animare la lotta politica e di far emergere quei valori insiti nello spirito di ogni uomo che offrono le ragioni di vivere anche se la lotta richiede sofferenza e sacrificio? Si tratta di scegliere uomini in grado di risvegliare nel popolo i valori che sono alla base di ogni comunità civile. Sul terreno politico, la lotta consiste nell’opporsi al male politico sotto forma di soprusi delle maggioranze parlamentari e di ingiustizie sociali. Si tratta di "puntare sulle risorse del coraggio e delle energie di coloro che lottano affinché la politica sia orientata al suo vero fine" che è quello della solidarietà perché la comunità civile si fonda sulla coesione tra le persone e la solidarietà costituisce la forza che tiene unita ogni comunità politica. L’Europa sembra aver dimenticato la subordinazione dei fini politici ai fini del benessere dei popoli. Si avverte disagio di fronte al disprezzo pratico della persona umana e della sua dignità. L’emblema della condizione economica-politica di oggi è costituito dalla presenza di Stati deboli, mercati forti e finanze fortissime. Si assiste ad un intreccio tra sfera economica, mediale e politica per cui occorrono nuove forme di azione politica capaci di bilanciare il potere dei mercati entro gli spazi globalizzati. Il potere della finanza è transnazionale e influisce sulle decisioni dei governi nazionali. La globalizzazione dell'economia richiede un governo dell’economia che appare oggi mancante agli occhi di tutti. Nel mercato globale mancano Istituzioni politiche ed economiche efficaci per mettere in atto o far rispettare le regole della convivenza pacifica dei popoli. Si rende necessario e urgente la globalizzazione della politica dove siano rappresentati in modo adeguato le nazionalità povere dell’Africa e dell’Asia. Occorre mettere insieme in Occidente lo sviluppo economico, la civiltà politica e la coesione sociale.  Il fine della politica è il bene comune dei popoli, inteso come vita buona, cioè conforme alle esigenze della natura umana che esige una vita moralmente giusta e felice. La politica è giusta se realizza il compimento del bene comune, cioè se crea prosperità materiale quale presupposto per il miglioramento dell’esistenza umana. Il bene comune si realizza se tutta la comunità è coesa nella giustizia e nell’amicizia civica. È possibile un metodo politico non violento destinato a risolvere i problemi della globalizzazione economica e politica? L’impiego della non violenza è saggezza politica che ha la sua fonte nella ragione ed è proprio la ragione che conduce i promotori della vera politica alla scoperta della non violenza. Ragione è sinonimo di non violenza. La lotta politica non violenta consiste nello sradicare il male politico senza eliminare il malfattore e, se non è possibile convincerlo, allora bisogna renderlo incapace di commettere il male privandolo dei sostegni, senza i quali non ha più potere.  La visione di uno Stato non violento si deve basare sulla convinzione che ogni cittadino assuma la massima responsabilità. Le democrazie liberali dell'Occidente sembrano interessate alla sola sfera dei rapporti economici e non riescono ad elevarsi alla sfera pienamente politica finalizzata al vero bene delle popolazioni. La vita democratica dovrebbe essere un'organizzazione razionale di libertà eticamente e umanamente fondata. Lo spazio reale di attività del corpo politico è ridotto in quanto largamente appiattito sull’attività puramente economica.  La democrazia è un sistema politico difficile e il popolo ha bisogno di veri testimoni che mantengano la tensione morale nella comunità. La società civile ha bisogno di ritrovare la propria identità attraverso la testimonianza e l'azione di uomini ispirati dal popolo che ridestino il popolo stesso al senso dei suoi compiti. Che cosa si può fare a favore di milioni di esseri umani che patiscono la fame, l’ingiustizia e che bussano alle porte dell’Europa? La principale condizione che si richiede a una società civile è che la maggior parte dei cittadini orientino il loro comportamento sociale e politico alla non violenza. La dimensione positiva della non violenza consiste nel far progredire la giustizia nelle relazioni umane. L’uomo politico spesso pretende di decidere ragionevolmente nel ricorrere alla violenza per difendere l’ordine o ristabilire la pace e si giustifica appellandosi ai più alti valori dell’umanità. Le ragioni per cui l’uomo ricorre alla violenza non possono giustificare la violenza. Le situazioni di violenza devono essere trasformate con i metodi della non violenza e questo si ottiene soprattutto con la prudenza. La prudenza ci porta a calcolare le eventuali conseguenze delle azioni che si intraprendono per la risoluzione dei conflitti. Il fine del corpo politico è quello di migliorare le condizioni della vita umana in se stessa, cioè procurare il bene comune della moltitudine, per cui i mezzi che impiega per tale scopo devono essere proporzionati e appropriati al fine. La razionalizzazione puramente tecnica della politica ha portato nel passato all’illusione del successo immediato con l’impiego delle tecniche di oppressione, del lavoro forzato, delle deportazioni, delle distruzioni, caratteristiche degli Stati totalitari. La razionalizzazione morale della vita politica si deve fondare sul riconoscimento dei fini essenzialmente umani della società e delle sue istanze più profonde, cioè sulla giustizia, la legge e la reciproca amicizia. Occorre uno sforzo incessante per applicare le strutture del corpo politico al servizio del bene comune, della dignità della persona e del senso dell’amore fraterno. Si tratta di sottomettere alle determinazioni della ragione il condizionamento materiale, naturale e tecnico, il pesante apparato di interessi in conflitto, di potere, di coercizione inerenti alla vita sociale. L’attività politica non deve essere fondata sull’avidità, la gelosia, l’egoismo, l’orgoglio e l’astuzia, ma sui bisogni più intimi della vita delle persone e dell’esigenza della pace, delle energie morali e spirituali dell’uomo. La non violenza è soluzione dei conflitti perché mira a far ragionare l’avversario. Essa è forza di persuasione che mira a instaurare rapporti di comprensione reciproca e a rappacificare chi è arrabbiato, dimostrando di essere anche saggezza che evita mali più grandi, perché utilizza i pensieri e le parole che richiedono anche la fatica e il sacrificio. Si tratta di provocare e scuotere l'avversario mirando alla sua coscienza di essere umano per la pace e la riconciliazione. Quando l'avversario non intende ragionare, la pazienza, la costanza e la speranza sono mezzi che col tempo daranno i loro frutti, perché lo spirito di giustizia, nascosto in ogni uomo, emergerà e farà sentire la sua forza. Il rovesciamento dell’avversario , cioè il trionfo della giustizia e della verità, costituisce il fine della non violenza che diventa leva di conversione che trasforma l’ingiusto in giusto. Occorre avere fede nell’uomo ed essere consapevoli che la storia umana dipende dalle sue energie naturali e spirituali.