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pubblicato: giovedì, 5 novembre, 2009

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Politica in TV: informazione o propaganda? Un’introduzione.

aula parlamento italiano

Politica in TV: informazione o propaganda? Un’introduzione.

 

Politica in TV: informazione o propaganda? Un'introduzione.

Nella scorsa puntata abbiamo visto che il principale mezzo che gli italiani usano per informarsi è la televisione. Già solo questo dato, ovvero la presa che il mezzo riesce ad avere su grandi masse di persone, potrebbe portarci a concludere quel che è ovvio: la televisione è uno strumento potente.

Lo è per una grande quantità di ragioni. Una televisione è un oggetto relativamente economico al giorno d’oggi (lo è comunque sempre stato, se escludiamo i suoi primordi): è quindi popolare. Offre, fra le tante cose, programmi di intrattenimento e occasioni di rilassamento: è quindi divertente. E’ creato e gestito per raggiungere la più vasta platea possibile; rifugge il concetto di “nicchia”. E’ dunque quel che si definisce un media generalista. Il consumatore finale non ha la possibilità di scegliere “la merce”, ovvero i programmi: può al massimo scegliere il “negozio”, il canale. E tutti gli spettatori sintonizzati nello stesso momento sullo stesso canale riceveranno lo stesso identico servizio.

[ad]La potenza del mezzo televisivo sta nella sua caratteristica unica: la televisione è un mezzo per tutti perché è l’unico che non necessita di decodificazione. Essa infatti recapita allo spettatore un insieme di immagini, non di concetti; e l’immagine è un oggetto an-alfabetico, ovvero non è in codice. Cerchiamo di capire meglio questo punto: per vedere, e anche per apprezzare, una fotografia, o un dipinto, insomma l’arte figurativa in genere, non serve saper leggere. Questo è evidente, eppure è un punto fondamentale che è importante ribadire: poi, certo, potrà entrare in gioco il livello culturale dello spettatore, la sua conoscenza dell’artista e della sua storia: ma resta il fatto che, al di la dell’effettiva comprensione dell’opera, non ci sono barriere fra un qualsiasi individuo e il dipinto da lui osservato. L’immagine è dunque molto diversa dalla parola scritta ad esempio, perché quest’ultima necessita di un processo razionale, mentale dunque, di decodificazione anche solo per la comprensione del testo. Per dire: se io non so leggere, io non posso leggere. Se io so leggere, posso leggere, ma posso anche sbagliare, non capire, devo comunque interpretare e immaginare ciò che leggo. D’altronde, nei processi la massima prova testimoniale è quella del testimone oculare proprio per questo, perchè era li e ha visto. Non c’è, quindi, il rischio che abbia capito male.

E’ banale osservare quanto tutto questo sia della massima rilevanza per la politica. Un politico che va in Tv trasmette agli spettatori ben oltre le sue idee o convinzioni. Attraverso la televisione viene trasmessa l’immagine complessiva del soggetto; non viene quindi presentata solo l’idea che ha il politico, un suo processo razionale su cui possiamo ragionare, ma il suo complessivo modello, l’ insieme delle sue immagini, suggestioni, comportamenti e modi di fare. Questo porta lo spettatore-cittadino-elettore a formulare un giudizio complessivo sulla persona del politico. Giovanni Sartori ha spiegato molto bene tutto ciò nel suo già richiamato saggio, “Homo Videns”.

Tuttavia queste osservazioni non hanno necessariamente conseguenze tragiche. Come tutte le macchine, la televisione è un mezzo: eventuali conseguenze dipendono solo dall’uso che se ne fa. Se si dispone di una informazione obiettiva, serena e libera, il fatto che essa divenga accessibile ad una grandissima platea di persone attraverso la televisione non è altro che una buona notizia. Ma vale lo stesso ragionamento che si fa per l’energia nucleare: è uno strumento versatile e potente che può essere usato con saggezza ed accortezza per la produzione di elettricità a basso costo, oppure per sterminare città ed esseri umani con la bomba atomica. Così, l’avere a disposizione un mezzo di comunicazione im-mediato, economico e senza barriere interpretative ha condotto nel corso della storia ad alcuni usi mirati e pericolosi.

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