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pubblicato: venerdì, 25 gennaio, 2013

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Fact checking Pagella Politica: Ingroia sui magistrati americani in politica

ingroia fact checking

Antonio Ingroia ha dichiarato: “Berlusconi dice di amare tanto gli Stati Uniti ma dimentica che lì ci sono stati grandi magistrati come Rudolph Giuliani che sono stati politici e sindaci”.  Pagella Politica ha effettuato il fact checking della dichiarazione di Ingroia e si è espressa con un “Vero”.

[ad]Antonio Ingroia si difende dalle critiche sull’ingresso di magistrati in politica, rivendicando l’esempio statunitense e, in particolare, quello di Rudolph Giuliani. Ma negli Stati Uniti i magistrati scendono (o “salgono”, che dir si voglia) in politica?

Preliminarmente al fact checking, bisogna premettere che i due sistemi sono molto diversi e i termini non perfettamente equiparabili. In Italia la magistratura si distingue a grandi linee tra magistratura giudicante – i giudici – e magistratura requirente – i pubblici ministeri che esercitano l’azione penale. Immaginiamo che Ingroia faccia riferimento in particolare a quest’ultima categoria, di cui è stato esponente fino alla recente richiesta di aspettativa per motivi elettorali. Negli Stati Uniti ci sono i “prosecutors”, come i District Attorneys o gli US Attorneys (traducibili in italiano in procuratori distrettuali o procuratori federali) a seconda che i crimini perseguiti siano rispettivamente statali o federali. Tali funzionari svolgono – nell’ambito della circoscrizione di competenza – compiti di pubblico ministero nei processi penali, e in questo senso possono essere equiparati ai pubblici ministeri nostrani. Vediamo se alcune di queste figure si sono poi dati alla politica, partendo da Giuliani.

Nato nel 1944 da figli di immigrati, Rudolph William Louis “Rudy” Giuliani si laurea in legge alla New York University School of Law, dando inizio ad una brillante carriera. Negli anni settanta inizia a lavorare per la procura distrettuale di New York, e a soli 29 anni diventa capo della sezione narcotici. Poco dopo si trasferisce a Washington D.C., e nel 1981 diventa Associate Attorney General, la terza carica più alta nel Dipartimento di Giustizia americano. Due anni dopo torna a New York come procuratore distrettuale, dove – come riporta la (piuttosto agiografica) biografia sul sito della città – “è in prima linea negli sforzi per incarcerare spacciatori, combattere la criminalità organizzata, spezzare la rete di corruzione al governo e perseguire i criminali in colletto bianco. Pochi procuratori possono eguagliare il suo record di 4.152 condanne”. Segue un periodo in cui esercita come avvocato per diversi studi legali, finché non arriva la svolta: nel 1989 Giuliani si candida a sindaco di New York ma perde con il margine più ridotto nella storia della città. Si rifà, invece, alla tornata successiva, diventando primo cittadino della Grande Mela dal 1994 al 2001 e caratterizzando il suo mandato per il contrasto alla criminalità. Ci prova, poi, a livello nazionale, candidandosi alle primarie del 2008 per il Partito Repubblicano, ma con scarso successo  (si ritirerà presto dalla corsa).

Dunque Ingroia dice bene su Giuliani. Ma si tratta di un caso isolato? Sembra proprio di no. In un recente articolo, il Wall Street Journal descrive una situazione di crescente coinvolgimento politico degli US Attorneys.

Tra gli esempi citati figurano Chris Christie e Matt Mead, già procuratori  federali e ora rispettivamente governatori del New Jersey e del Wyoming; e Susan Brooks, già procuratore federale ed eletta al Congresso alle ultime elezioni. Secondo l’articolo, 21 dei 145 procuratori federali – nominati durante gli anni di George W. Bush –  sono poi stati eletti o nominati per cariche politiche (in questo, il sistema italiano è diverso: secondo l‘art. 106 Cost. alla magistratura si accede per concorso).

Insomma, sembra proprio che anche negli Stati Uniti ci siano magistrati che poi si lanciano in politica. Riuscirà Ingroia a seguire le loro orme con successo? Per il momento si intasca il “Vero” nel nostro fact checking!

Se vuoi leggere tutti i fact checking sulle dichiarazioni di Antonio Ingroia visita il suo profilo sul sito di Pagella Politica.


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2 comments
vero
vero

Che paragoni del ................ . Se il dott. Ingroia vuole il "sitema americano" deve accettarlo tutto. Vale a dire: separazione delle carriere , elezione, da parte dei cittadini, dei Procuratori, magistrati requirenti selezionati tra gli avvocati che a fine contratto, tornano all'attività forense. Il dott. Ingroia del sistema giudiziario americano, cita solo quel che gli conviene.

GC
GC

Ma che paragoni sono? In america gli attorneys sono di nomina politica (a seconda del livello, del sindaco, governatore o presidenziale), non di concorso come da noi. TUTTI gli attorneys sono politici, solo che si sa dall'inizio di che parte sono