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pubblicato: giovedì, 21 febbraio, 2013

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Fact checking di Pagella Politica: Bersani e il numero di iscrizioni all’università

bersani

Pierluigi Bersani ha dichiarato: “[parlando di diritto allo studio] Sta tornando il classismo […] 50 mila iscrizioni in meno all’università. “Pagella Politica ha effettuato il fact checking della dichiarazione di Bersani e si è espressa con un “Vero”.

[ad]Bersani tocca un tasto delicato che si collega alla situazione critica che i giovani si trovano ad affrontare in Italia negli ultimi anni: il calo degli iscrtti all’unIversità. Il candidato premier del Pd si riferisce ai dati pubblicati da molti giornali nazionali (tra cui Repubblica e Corriere), che hanno  riportato l’indagine del Consiglio Universitario Nazionale. In un documento del 30 gennaio (pag. 9) il Cun scriveva: “è particolarmente preoccupante la tendenza, emersa negli ultimi anni, a una non trascurabile flessione delle immatricolazioni. Secondo i dati Miur (Anagrafe Nazionale degli Studenti), gli immatricolati sono scesi da 338.482 (nel 2003-2004) a 280.144 (nel 2011-2012), ciò significa un calo di 58.000 studenti pari al 17% degli immatricolati del 2003, come se in un decennio fosse scomparso un Ateneo grande come la Statale di Milano con tutti i suoi iscritti. La diminuzione degli immatricolati è solo in minima parte compensata dalle iscrizioni di studenti stranieri, il cui numero, nel periodo 2003-2012, ha conosciuto una crescita costante, passando da 8.252 a 11.510”.

bersani

Dal sito del Miur possiamo verificare che gli immatricolati nell’anno accademico 2003/2004 sono stati 338.477 mentre, relativamente all’a.a. 2011/2012 le immatricolazioni sono state 279.987: la differenza tra i due dati è di 58.490. Dunque – tralasciando le interpretazioni dei numeri – l’indagine del Cun riporta i dati corretti, e anche Bersani cita i numeri giusti (con una cauta approssimazione per difetto dovuta, forse, alla necessità di voler fornire un dato che rimanesse maggiormente impresso). “Vero” per Bersani!

P.S.: aggiungiamo una precisazione, però: qualche giorno dopo la pubblicazione dell’indagine del Cun, Il Post ha riportato un articolo di Repubblica dell’11 febbraio,  in cui si avvertiva della mancata contestualizzazione del dato che tanto aveva allarmato tutti gi osservatori. Nell’articolo, infatti, si fa notare come quei “58.000 studenti volatilizzati, tali non sono, poichè il numero dei laureati non è cambiato negli anni dal 2005 ad oggi”. Questa lettura dei dati trova riscontro se si considera il boom delle iscrizioni tra il 2003 e il 2005, dovuto all’introduzione delle lauree triennali con la riforma Moratti, a cui non è mai corrisposto un aumento dei laureati, rimasti costanti.

Se vuoi leggere tutti i fact checking sulle dichiarazioni di Bersani visita il suo profilo sul sito di Pagella Politica.


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4 comments
Giulia Numa
Giulia Numa

non sono diminuite le classi solo per il calo demografico ! Sono diminuite perchè in classe ora ci stanno 32 allievi invece di 25 e anche se ci sono allievi diversamente abili il numero non scende All'università molti ragazzi devono anche lavorare causa costi e finisce che un alto numero abbandona !

Antonio LA ROCCA
Antonio LA ROCCA

Certo è che gli iscritti sono in calo ... ovvio ... tra padri di famiglia che perdono il lavoro e non possono permettersi le tasse e le spese che gravitano attorno ad un universitario (soprattutto se fuori sede) ... nonché gli studenti/lavoratori che non riescono ad affrontare e sostenere le spese... per farci poi cosa con la laurea?!?! Se il prospetto futuro è "vedersi sorpassare in graduatoria da una siliconata che l'ha data a tutti" ... allora beh ... i miei figli li mando a lavorare piuttosto che all'università!!!

Isth
Isth

Se almeno una buona percentuale di giovani non si è iscritta perché ha voluto seguire una di quelle strade considerate "seconda/ultima scelta" in campi in cui ormai mancano lavoratori/trici (a meno di non "scomodare" gli stranieri), sarebbe un buon segno.

GC
GC

Il dato fondamentale che non riporta nessuno e che sarei davvero curioso di conoscere, però, è la percentuale di iscritti all'universita sul totale dei giovani dai 19 ai 25 anni. é infatti possibile che quei 58.000 in meno siano in effetti, almeno in parte, dovuti al calo demografico che vive il nostro paese (nel qual caso, il dato percentuale sarebbe più o meno uguale). Il fatto è che giusto una quindicina di anni fa si sono cominciate a ridurre le classi alle elementari ed a moltiplicare i maestri per classe perchè non c'erano più bambini sufficienti.. adesso quelle classi sono arrivate all'università,