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pubblicato: venerdì, 22 febbraio, 2013

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Fact checking di Pagella Politica: Berlusconi e i contratti con gli italiani

berlusconi_contratto

Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Qualcuno dentro lì ha detto ‘Ah aveva promesso e poi non ha fatto’. Io ho qui il contratto con gli italiani che ho firmato davanti a lei tanti anni fa, ed era nel 2001. Poi ho un altro contratto che ho firmato da un’altra parte nel 2008. […] Punto primo: tutti questi punti sono stati rispettati, tutti! […] L’università di Siena che è notoriamente non amica ha detto che l’85% del contratto degli italiani è stato rispettato”. “Pagella Politica ha effettuato il fact checking della dichiarazione di Berlusconi e si è espressa con un “Pinocchio andante”

[ad]Dichiarazione complessa questa di Berlusconi che richiede il fact checking di ben due contratti composti rispettivamente da cinque e sei punti chiave, spesso con ulteriormente declinati in sottopunti, per un totale complessivo di 19 promesse da verificare. Promesse spalmate su quasi un decennio di governo e non sempre “quantificabili” in maniera precisa a causa della difficoltà nel reperire i dati. E’ questa una affermazione che Berlusconi ha fatto a più riprese in questa campagna elettorale, se pur in salse leggermente diverse: l’ex premier ha infatti dichiarato l’adempimento dei propri contratti non solo in questa dichiarazione tratta da Porta a Porta, ma anche da Ilaria d’Amico a ‘Lo Spoglio‘ a metà gennaio, alla Fiera di Milano a fine gennaio, su Twitter il 7 febbraio e per ultimo ieri sera a ‘Bersaglio Mobile’ da Enrico Mentana (dal minuto 15 in avanti). Affrontiamo in un’analisi unica – speriamo esaustiva – questa dichiarazione.

La premessa fondamentale è che Berlusconi sostiene di aver rispettato entrambi i contratti nella loro totalità. Sottolineiamo inoltre che non è nostra intenzione valutare l’efficacia o l’opportunità di queste promesse né tantomeno offrire una valutazione complessiva degli sforzi dei successivi governi Berlusconi nel perseguire questi obiettivi. Ci accingiamo meramente a constatare se l’asserzione di Berlusconi risulta corretta. Vediamo.

I contratti si possono reperire sul sito del Popolo della Libertà, corredati da commenti sui risultati ottenuti che affronteremo uno ad uno. Per semplicità, riassumiamo in due tabelle i due contratti e le relative promesse.

CONTRATTO 2001
Iniziamo con il contratto firmato nel 2001, che si sarebbe quindi concluso nel 2006, e che si apre con una serie di promesse riguardanti il fisco. Nello specifico il contratto prometteva di:
– introdurre un’esenzione totale per i redditi inferiori ai 22 milioni (di vecchie lire). Questo obiettivo è stato raggiunto a metà: la c.d. “no tax area” è stata introdotta nel 2003 ma solo per i redditi da 3.000 euro fino ad un massimo di 7.500 euro, solo in specifiche situazioni (vedi questo studio Ocse, punto 12 tabella 4). Anche se fosse stata introdotta per tutti i redditi pari a 7.500 euro, questo significherebbe che l’esenzione valeva per i redditi inferiori a 15 milioni di lire, 7 milioni in meno rispetto al traguardo promesso nel contratto. .
– semplificare il sistema di aliquote sul reddito riducendone il numero a due: 23% per i redditi inferiori ai 200 milioni (sempre in lire) e 33% per i redditi superiori ai 200 milioni. Sfogliando il Libro Bianco dall’allettante titolo “L’Irpef dalla sua istituzione ai giorni nostri” pubblicato sul sito della Scuola di formazione del Ministero dell’economia e delle finanze, possiamo fare un viaggio nell’andamento delle aliquote Irpef (e relative detrazioni) dal 1974 al 2007. Per chi come noi vuole andare dritto al punto, si può partire da pagina 60-63, dove troviamo gli scaglioni di reddito e le relative aliquote nel periodo 2001-2006. Gli scaglioni erano in partenza  cinque: 18%, 24%, 32%, 39% e 45%. La loro rimodulazione da parte del Governo Berlusconi li ha dapprima ridotti a quattro, 23%, 29%, 31%, 39% e 45%, per poi eliminare l’aliquota del 29% e rimodulare, verso l’alto quella del 31% (passata al 33%), e verso il basso quella del 45% (passata al 43%).

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1 comments
MARIO Del Prete
MARIO Del Prete

il grande problema non è se Berlusconi onora i contratti ma se attua ciò che promette.