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pubblicato: lunedì, 8 aprile, 2013

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Mastrangeli (M5s) “Tutto ciò che non è nel Programma va messo al voto degli attivisti”

“Tutto ciò che non è nello statuto venga sottoposto al voto degli attivisti”. La proposta, nemmeno tanto peregrina, arriva da Marino Mastrangeli, senatore del Movimento 5 Stelle. In un’intervista rilasciata all’Huffington Post, il senatore grillino spiega la sua ricetta per uscire dal quesito shakesperiano che attanaglia gli elettori dei Cinque Stelle: “Fiducia a Bersani si o no?”. “Io sono da anni fautore della democrazia diretta, per cui ritengo che qualunque provvedimento che non sia compreso nel programma debba essere sottoposto alla valutazione degli attivisti” spiega Mastrangeli. Una soluzione dell’impasse quindi sarebbe lasciar parlare la “rete”.

[ad]Il senatore grillino si rifà poi al “Comunicato politico numero 45’ di Grillo”. “ Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo. […] La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza”. Un modo come un altro per smentire le illazioni che ritraggono Grillo come il padre-padrone del Movimento. Il vero capo dei grillini è il popolo spiega Mastrangeli: “Noi siamo schiaccia bottoni per conto del popolo, portavoce dei nostri elettori”.

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1 Commento

  1. Nicolò ha scritto:

    Interessante la definizione che si dà da sè questo grillino: “schiaccia bottoni per conto del popolo”; si autodipinge non proprio come un essere pensante, quanto più come un’automa, o uno zombie per usare un paragone a loro caro. In ogni caso, non sempre il popolo di per sè ha la risposta ai problemi, anzi molto spesso (e la storia lo insegna) ha deciso contro l’interesse generale, proprio perché ognuno si fa portatore del proprio (personale), di interesse.

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