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pubblicato: mercoledì, 6 luglio, 2011

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La Manovra lascia il difficile al prossimo governo

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Rappresenta davvero un gesto di responsabilità una manovra finanziaria che rimanda tra due anni i dettagli delle decisioni economiche più difficili da prendere? Certo, il manovrone arrivato ieri finalmente al Quirinale prevede  misure che entreranno in vigore fin da subito: per esempio il superbollo sui SUV oppure i tagli alle rinnovabili. Altri provvedimenti dolorosi quali i tagli di natura progressiva delle pensioni oppure la reintroduzione del ticket sanitario entreranno invece in vigore a partire dall’anno prossimo.

Queste sono tutte decisioni politicamente difficili. I tagli all’INPS sono stati bocciati da Bossi prima ancora di essere formalmente annunciati. La CGIL minaccia già scioperi per il 15 Luglio. I tagli agli incentivi per le rinnovabili, prima smentiti dal Ministro Romani, compaiono ora nel testo ufficiale e stanno creando tensioni anche con il Ministro Prestigiacomo. Ma ciò che è chiaro è che gli effetti più dolorosi della manovra, i tagli veramente grossi, saranno da effettuare dopo lo scadere dell’attuale legislatura.

Dei 47 miliardi di tagli complessivi annunciati infatti, solo due si collocano nel 2011, cinque nel 2012 e gli altri 40 in due tranche per 2013 e 2014.manovra
I sopracitati provvedimenti per il 2011 e 2012 sono destinati a creare scontenti. Non parliamo nemmeno degli aspetti più controversi del testo finale quali la reintroduzione del “Lodo Mondadori”. Ma vi è una grossa distinzione da fare tra tagli politicamente difficili e tagli di una misura così grande da essere intrinsecamente destabilizzanti per un Governo.

La logica economica della riduzione dei deficit chiedeva numeri più coraggiosi fin da subito. Ma perlomeno è un comportamento coerente con un naturale cinismo politico che tende a posticipare le scelte difficili, seppur sotto la copertura di una presunta austerity tremontiana.

[ad]Più che il procrastinare in sé colpisce la decisione di lasciare il difficile a dopo la presunta data delle prossime legislative. In questo non si può non scorgere almeno in parte una consapevolezza da parte del Centrodestra che vincere nel 2013, sempre che ci si arrivi, sarà molto difficile. Il governo si trova infatti nelle strette. Il 24 Giugno lo spread tra gli interessi dei bond italiani a maturazione di 10 anni e quelli tedeschi aveva toccato un picco di sempre di 214 punti base. Il Centrodestra con un occhio guarda ai sondaggi elettorali che lo vedono in netto calo rispetto al Centrosinistra. Tagli immediati sarebbero fatali, oltre che per equilibri all’interno della maggioranza, per le speranze elettorali del PDL. Ma con l’altro occhio guarda allo spread, di cui un possibile aumentare ha può essere potenzialmente catastrofico per il paese.

Sembrerebbe essere stata dunque la situazione politica interna, opposta alle esigenze esterne di rigore finanziario poste dalla UE e dai mercati a imporre questa ennesima procrastinazione. Viviamo un momento in cui i mercati si sono finalmente svegliati alla possibilità di un naufragio economico dell’Italia. Per Noise From Amerika questa scelta è estremamente irresponsabile. Ma se questo è vero, teoreticamente dovrebbe crollare la fiducia nei nostri confronti.

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2 comments
Pinco
Pinco

Non credo che questa manovra risolva il problema. Il problema del Paese che ha vissuto "living large" per lunghi anni si risolverà quando: - la cosidetta "casta" limiterà il proprio numero ed i propri guadagni; - i giudici lavoreranno tutto l'anno per 8 ore al giorno senza interruzzioni nel periodo estivo, durante le festività e le consultazioni elettorali ; - i dipendenti del ministero della pubblica istruzione (circa 1.300.000) lavoreranno tutto l'anno per 36 ore settimanali (mattina e pomeriggio come in Svizzera); - i dipendenti pubblici (circa 3.300.000) lavoreranno e produrrano nell'orario di lavoro non limitandosi ad assicurare solo la presenza; - i dipendenti degli enti locali lavoreranno anche dalle 8 alle 14 e non solo nell'orario straordinario; - i professionisti ed i commercianti dichiareranno il loro reddito effettivo e non 8.000-10.000 Euro/anno; - gli addetti all'ordine pubblico saranno effettivamente dediti a questa funzione. In definitiva io mi chiedo come questo Paese sia potuto andare avanti tutti questi anni e in queste condizioni. La probabile risposta è unica: il debito.

Gianni Balduzzi
Gianni Balduzzi

A me sembra francamente fantasioso che gli spread coi titoli tedeschi possnao anche solo minimamente dipendere dalla speranza e previsione di un governo diverso del 2013 che farebbe in modo migliore il grosso della manovra, anche eprchè in 2 anni la situazione ceconomica può sempre cambiare rispetto alle previsioni in meglio o peggio. Non credo neanche a improvvisi furori keynesiani di timore per eccessivi tagli. Semplicemente l'Italia non ha mai rischiato veramente situazioni greche, sia per il livello del deficit che lascia il debito/PIL stabile e non in crescita, sia perchè quella parte di debito pubblico in mano a stranieri è nelle mani di tedeschi e francesi che non possono certo rischiare di far crollare tutto, l'euro e loro stessi per un fantasioso default italiano. Diciamo che le parole di Moody's (per quanto a mio avviso da incompetenti nel merito) e quel picco nello spread con i bund tedeschi sono stati di moral suasion per assicurarsi che questi italiani facessero qualcosa nella manovra e quel qualcosa molto timido per fortuna basta per ora.