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pubblicato: martedì, 18 giugno, 2013

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Ucciso italiano in Siria, combatteva con i ribelli

Delnevo

Ucciso italiano in Siria, combatteva con i ribelli

La guerra civile in Siria continua a mietere vittime. È di oggi la notizia, riportata da “Il Giornale”, di un italiano morto durante i combattimenti tra l’esercito fedele ad Assad e i ribelli sunniti. Il nome del connazionale è Giuliano Ibrahim Delnevo, 24 anni, genovese, che, pare, si trovava in Siria perché aveva abbracciato la causa degli insorti.

[ad]La storia del giovane è molto particolare: fino a sei anni fa è un normale teenager, come se ne trovano a milioni nei paesi occidentali. Nel 2008 la svolta che cambia per sempre la sua vita: Giuliano scopre la religione islamica, ne resta immediatamente folgorato e decide di convertirsi, mutando radicalmente il proprio stile di vita. Dai vestiti alla barba (che diventa lunga e folta), passando per le frequentazioni, arrivando addirittura all’identità, aggiungendo al nome italiano Giuliano quello islamico di Ibrahim.

Ma come ha fatto Delnevo a raggiungere uno dei più pericolosi teatri di guerra del mondo?

Secondo quanto appreso da fonti istituzionali, il ragazzo era andato in Siria nel dicembre del 2012 dopo essere stato contattato e, forse, già reclutato, quando ancora si trovava nel territorio italiano, a metà dello scorso anno; una pista che gli inquirenti stanno seguendo riguarda anche l’eventualità che Delnevo possa essere stato addestrato in Italia.

Delnevo

Tutto ciò ha destato grande sconcerto nella comunità islamica genovese, dove non mancano gli italiani di tutte le età che hanno scelto di abbracciare il Corano. “Non veniva a pregare nel nostro centro, ma ricordo di averlo visto a qualche nostro incontro, perchè era vestito come un Sufi” ha detto l’Imam Salah Hussein: l’abito dei Sufi è infatti una lunga tunica bianca  a cui si aggiunge il kizil bas,  copricapo a cono.  “Quello degli islamici europei che vanno a combattere in Asia, ha aggiunto l’Imam,  non è certo un fenomeno diffuso, anzi è una scelta forte, che fanno in pochi. Tanto più è difficile da fare nel caso della Siria, dove c’è molta confusione, non si capisce bene dove stia la verità e sembra che ci sia del marcio da entrambe le parti. Il mio augurio è che finisca al più presto questa guerra che ha già fatto tante vittime innocenti”.

Nel frattempo, la Procura di Genova, che ha aperto un fascicolo dopo avere ricevuto un’informativa dalla Digos sulla vicenda, ha reso noto che il giovane era stato già indagato per reclutamento ai fini di terrorismo. È chiaro, dunque, che la deriva estremistica fosse in atto già da tempo; lo conferma anche il profilo Facebook del ragazzo, nel quale le foto principali sono il logo del Kavkaz Center, un’agenzia di informazione fondamentalista cecena, e l’icona di Abd Allah Yusuf al-Azzam, il fondamentalista al quale si ispirò Osama bin Laden e al quale Al Qaeda ha intitolato alcuni suoi gruppi militanti.


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1 comments
Pierpaolo
Pierpaolo

Sarebbe stato meglio se il poveraccio avesse lasciato fare a Shady Hamadi, che di Siria la sa ben più lunga.