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pubblicato: giovedì, 7 novembre, 2013

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La mossa a sorpresa di Draghi: taglio dei tassi allo 0,25%

mario draghi tassi ai minimi storici

 

 

Il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi ha annunciato, nel pomeriggio, il taglio di un quarto di punto del tasso di riferimento nell’Eurozona: in questo modo, dallo 0,50% si passerà allo 0,25%, la cifra minima mai toccata dall’entrata in vigore dell’euro nel 2002. L’istituto di Francoforte ha preso questa decisione – “efficace e a maggioranza”, ha sottolineato Draghi – per scongiurare il rischio di deflazione.

In conferenza stampa, Draghi ha confermato che “la politica monetaria della Bce resterà accomodante e che l’inflazione resterà bassa per lungo tempo”, il cui tasso “salirà gradualmente fino ad arrivare a livelli inferiori al 2%”. Inoltre l’Eurotower ha spiegato che “il calo dell’inflazione è stato più forte del previsto a ottobre, dello 0,7 %, un record per i paesi dell’area euro”. L’ex governatore della Banca d’Italia ha così avvertito i governi dell’Eurozona: “Ci aspetta un periodo prolungato di bassa inflazione”, ha ripetuto in sala stampa.

Per quanto riguarda i dati sull’economia reale, Draghi ha fatto sapere che “la disoccupazione nell’Eurozona resta elevata e il consolidamento nel settore pubblico e privato continua a pesare sull’attività economica”. Ma “le famiglie stanno beneficiando del calo dei costi dell’energia” e “gli ultimi indicatori mostrano un’ulteriore diminuzione della pressione sui prezzi nell’area euro”, ha precisato il governatore dell’Eurotower.

Per il board di Francoforte, l’euro forte non è un problema: “I fondamentali dell’Eurozona sono i piu’ forti al mondo, e l’area è quella con il deficit pubblico piu’ basso, anzi vanta un surplus primario dello +0,7%”, ha detto Draghi in merito allo stato di salute delle economie europee e della moneta unica. Il prossimo impegno sarà quello di “rafforzare la solidità delle banche dell’Eurozona”.

Secondo l’Associazione delle banche private tedesche (Bdb), il taglio avrà “bassi effetti sull’economia”. Probabilmente non la pensano così i mercati, che hanno accolto positivamente la decisione dell’istituto centrale: bene Milano e l’indice Ftse Mib, che guadagna l’1%, così come Londra (0,44%), Parigi (1,3%), Madrid (1,79%) e la stessa Francoforte (1,25%). Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende a 241 punti base. L’euro è a quota 1,335 sul dollaro.

Il presidente del Consiglio Letta ha subito commentato la scelta imprevista della Bce: “Il taglio dei tassi nell’Eurozona da parte della Bce è una grande notizia, – ha detto il premier in visita a Dublino –, una dimostrazione che la Bce ha a cuore la crescita e la competitività in Europa. Una scelta importante e positiva, che ci incoraggia e consentirà di continuare sulla strada della crescita”.

 

Fabrizio Neironi


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