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pubblicato: giovedì, 14 novembre, 2013

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Factchecking di Pagella Politica: Grillo, il Fiscal compact e i compiti dell’Italia

beppe grillo

Beppe Grillo ha dichiarato: “Nel 2015 – visto che voi non ne parlate – c’è il Fiscal Compact. Hanno già firmato per 20 anni che dobbiamo tagliare la spesa di 50 miliardi all’anno per 20 anni”. Pagella Politica ha effettuato il factchecking della dichiarazione e si è espressa con un “Nì”.

Beppe Grillo scalda i motori per le elezioni europee (che ha già annunciato di voler vincere) attaccando un trattato spesso citato ma forse poco compreso dai più.

Partiamo quindi dall’inizio: il cosiddetto “Fiscal Compact” è un tassello importante – insieme al “Six Pack” ed al “Two Pack” – della nuova governance fiscale che l’Unione europea (ed in particolare l’Eurozona) si è data negli scorsi anni. In realtà non è un trattato a sé stante bensì una sezione del “Trattato sulla Stabilità, sul Coordinamento e sulla Governance nell’Unione Economica e Monetaria“, sottoscritto nel marzo del 2012 da 25 Paesi membri (tutti tranne il Regno Unito, la Repubblica Ceca e la Croazia che non era ancora parte dell’Unione). All’articolo 4 ci imbattiamo nel tema a cui fa riferimento Beppe Grillo nella dichiarazione in analisi: “Quando il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo di una parte contraente supera il valore di riferimento del 60% […] tale parte contraente opera una riduzione a un ritmo medio di un ventesimo all’anno come parametro di riferimento”. Il concetto non appare chiarissimo nell’articolo del trattato, ma è spiegato bene in questo articolo dell’Osservatorio Economico dell’Università di Sciences Po (Parigi) in cui si legge che la riduzione è pari a un ventesimo della differenza tra il debito pubblico attuale e il valore corrispondente al 60% del Pil.

Torniamo alla dichiarazione: perché Grillo dice “nel 2015” se il trattato è già stato firmato? Come spiega questo articolo dell’European Council on Foreign Relations, la regola dell’1/20 (o del 5% che si voglia dire) diventa vincolante solo quattro anni dopo che un Paese è uscito dalla “sorveglianza speciale” dell’Ue all’interno della procedura di disavanzo eccessivo, ossia quando ha portato il proprio deficit sotto il livello del 3% del Pil. Secondo David Barnes dell’Ocse, gli anni che devono passare in realtà sono tre; in ogni caso, visto che l’Italia è uscita solo a giugno di quest’anno dalla procedura di disavanzo eccessivo (e chissà che non ci ricaschi), non dovrà rispettare la regola del 5% prima del 2016-17. Prima piccola imprecisione per il leader del M5S.

Passiamo ora ai numeri più “tosti”. E’ vero che dovremmo ridurre la spesa di 50 miliardi all’anno per 20 anni? Non esattamente. Per provare a verificare quanto detto da Grillo, abbiamo usato le stime del Fondo Monetario Internazionale per proiettare al 2030 l’andamento del Pil nostrano a prezzi correnti e, allo stesso tempo, tagliare 50 miliardi all’anno dal valore stimato del debito pubblico nel 2015. I nostri conti sono aperti a tutti* ed è importante segnalare che Grillo commette due errori di partenza: in primis 1/20 della differenza tra il valore del debito pubblico nel 2015 e il valore di riferimento (ovvero il 60% del Pil 2015) sarebbe pari a circa 58,5 miliardi, non 50. In secundis tale riduzione avverrebbe solo nel primo anno: poichè è un valore relativo al debito pubblico, se quest’ultimo cala ogni anno, calerà anche il relativo 5%. In realtà la riduzione media del debito sarebbe pari a circa 31 miliardi l’anno.

grafico

 

Di seguito riassumiamo i risultati. Rimuovendo ogni anno dal 2015 il 5% richiesto dal debito pubblico, e presumendo una crescita annua per il periodo uguale alla media del periodo 2015-2018, arriveremmo sotto la soglia “magica” del 60% nel 2029, ossia in 14 anni. Sulla natura quasi fantascientifica del grafico qui sotto e sulla rettitudine fiscale che sarebbe richiesta ai nostri successivi governi, non ci esprimiamo. Possiamo però già sostenere che Grillo esagera di ben 6 anni la durata del periodo necessario per rispettare le regole del Fiscal Compact.

Concludiamo con un’ultima annotazione al commento di Grillo: il Fiscal Compact richiede una riduzione del debito non tanto della spesa pubblica; la spesa pubblica potrebbe rimanere invariata o addirittura aumentare se le tasse (e le conseguenti entrate) dovessero aumentare.

Grillo confonde i tagli alla spesa con quelli al debito, gonfiando entrambi i numeri che cita. La sentenza finale è difficile da attribuire, a cavallo tra il “Pinocchio andante” e il “Nì”. Alla fine, dopo aver fatto le giuste considerazioni, decidiamo per quest’ultima poiché il Fiscal Compact effettivamente determinerà – se verrà rispettato – un lungo periodo di dure decisioni di politica fiscale e Grillo indica correttamente il senso (seppur non le misure) del fenomeno.

Per maggiori informazioni sul Fiscal Compact suggeriamo questo articolo della Bce e questa completa rassegna di articoli curata dal think tank Bruegel.

*Pagella Politica si impegna a pubblicare sempre i calcoli che sono alla base delle sentenze che emette per ricevere commenti, integrazioni o critiche. Gli attenti sguardi dei nostri lettori rafforzeranno il nostro lavoro in un processo di factchecking dei factchecker!

 


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22 comments
Rocco Daraio
Rocco Daraio

Sono partito dai dati Eurostat al II trimestre 2013: DEBITO 2.076 mld, PIL 1.557 mld, pari a DEBITO/PIL 133%. Ricordo che: il target del Fiscal Compact e’ arrivare in 20 anni ad un DEBITO/PIL = 60%. e che nonostante Monti, il debito continua inesorabilmente ad aumentare, mentre il PIL e’ diminuito e si vantano ora che sembrerebbe timidamente aver invertito rotta.

Ho elaborato 8 scenari, tutti, secondo me, molto ottimisti, perche’ prevedono solo un PIL in crescita (tassato ufficialmente al 44,7%, che gia’ dicono essere pressione fiscale record) e dei Tassi di Interesse sul Debito del 3% e del 2%. Credo di essere stato buono anche sui tassi. Da tener presente che il rendimento attuale (al 21/02/2014) di un BTP a 10 anni e’ al 3,588% annuo, sceso a livelli pre-crisi, mentre quello di un Bund tedesco di pari durata e’ salito negli ultimi mesi ed e’ oggi pari a 1,665% annuo- spread a 192.

Infine aggiungo che ogni scenario e’ stato calcolato con gli stessi parametri per 20 anni tutti uguali. Credo che i risultati si spieghino da se' e possano aiutare a ragionare con piu' cognizione di causa sui relativi parametri nazionali..

Tasso al 3%

PIL +0,5% => 97,5 mld all'anno x 20

PIL +1,0% => 89,5 mld

PIL +1,5% => 80,8 mld

PIL +2,0% => 71,3 mld

Tasso al 2%

PIL +0,5% => 80,8 mld

PIL +1,0% => 72,4 mld

PIL +1,5% => 63,2 mld

PIL +2,0% => 53,1 mld 

Insomma, se tassi e pil ci assistono, parliamo di cifre annue che vanno da 53 a 97 mld per 20 anni! Per un raffronto, ricordo che la manovra “salva italia” di Monti valeva in media (su 3 anni) circa 34 mld all'anno!

morpe2000
morpe2000

Salve a tutti, ho provato a fare i conti, 31 MLD/anno è la cifra corretta se si calcola il PIL italiano nel 2035 proiettando i dati del FMI fino a quella data (il che significa crescere del 54% in vent'anni!!!!! a mio avviso ridicolo), se invece ipotizziamo crescita 0 del PIL italiano fino al 2035 otteniamo 56,3 MLD/anno!!! Probabilmente la verità sta nel mezzo... Vi invito invece a fare un semplice conto: 31MLD /60.000.000 ovvero la popolazione italiana... Se siete pessimisti fatelo con 56,3MLD, sono quasi 1000 euro a testa per anno, compresi bambini, disoccupati, pensionati, invalidi ecc... mica male no?

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

Se è quello che impari studiando economia, cambia tipo di studio,coglione saputello, l'economia non fa per te, cretino,maledcato, il cazzo tientelo in bocca scemo!!!

Diego Gavazzeni
Diego Gavazzeni

Sei ignorante e pure rimbambito, io studio economia, ma questa è pura e semplice matematica, pirla!

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

Gavazzeni: Parla di cose di cui sei competente, ignorante, e lasc ia perdere quello che non sai , se vuoi imparare vai a scuola di finaza, stuipido!!

Stefano Faccin
Stefano Faccin

Bene Adriano, fammi leggere il tuo programma, perchè a chiacchiere son tutti bravi .

Fabio Galli
Fabio Galli

Ma non ti crede più nessuno "LEVATEIE ER FIASCO"

Diego Gavazzeni
Diego Gavazzeni

Così per curiosità ho provato a controllare i numeri dei vostri calcoli: https://docs.google.com/a/pagellapolitica.it/spreadsheet/ccc?key=0AtklQ5LuQdr9dEhKeFZnZ1hUMUREVERzeFlDLWlfemc#gid=0 Nella colonna del "Debito B" in milioni di €, il debito cala sempre di 53-58 miliardi l'anno... com'è possibile che la media faccia 31,5 miliardi? In realtà credo che i calcoli siano assolutamente cannati, rifacendo tutto a me risulta una media di 27,1 miliardi di € l'anno di calo (x 18 anni e mantenendo la crescita del pil all'assurdo valore del 2,79% annuo), di 32,9 miliardi con una crescita del pil all'1% e di 36,8 miliardi con Pil stagnante allo 0%. Vi consiglierei di controllare i vostri dati prima di mettervi a fare le pulci agli altri.... ps: la formula della colonna E è sbagliata

Diego Gavazzeni
Diego Gavazzeni

Non hai capito un cazzo tu, non devi "baricentrare" proprio nulla, 60 miliardi è GIA' la media, se vuoi far calare il debito di 1200 miliardi in 20 anni e raggiungere il 60% del debito/pil. Se togli solo 30 miliardi l'anno ne avrai tolti solo 600 e dagli attuali 2000 miliardi raggiungi i 1400, che è circa il 90% del pil (obiettivo mancato!).

Diego Gavazzeni
Diego Gavazzeni

Guarda che devi fare 1200 diviso 20 e sono 60 miliardi l'anno da pagare.

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

Grillo dice solo corbellerie! Le dice cosciente di dirle, per incantare demgogicamente i suoi eventuali e /o potenziali alettori. Intanto per il Fiscal Compact, se non avremo una nuova infrazione per Deficit Eccessivo, il primo pagamento avverra a fine 2016 onel 2017, Perchè scatta dopo tre anni dall'uscita dell'infrazione, già citata, poi la differenza tra il 60% e 135% del PIL, grossomodo fa 75% , che in assoluto sono 1200MILD di rientro in 20 anni, quindi, baricentrando a metà 1200 MLD, tale cifra diventa 600MLD che al 5% fanno 30 MLD e non 50 che si badi bene sono di riduzione media annua del Debito Pubblico, cioè ammontare di Titoli di Stato rimborsati e non più rinnovati, quindi tagli alla spesa pubblica.

Diego Gavazzeni
Diego Gavazzeni

Calcoli fatti presumendo una crescita del 2,79% del Pil annuo dal 2015 al 2035, praticamente una crescita del 78% in 20 anni..... uahhahahahha scusate se RIDO!! Grazie al cazzo che si pagherebbero "solo" 31 miliardi l'anno di media, se fate raddoppiare il Pil il rapporto debito/pil si dimezza e quindi si paga di meno.... SIETE PENOSI!

Eugenio Policriti
Eugenio Policriti

perchè questuomo non si lava? mi a chiesto mio figlio io ho risposto chesi lava anche spesso e il bambino a ribadito ma babbo è sporco anche come parla ( grillo beccati questa)

Sfuggente Mascetti
Sfuggente Mascetti

Una fonte davvero credibile il fondo monetario Cioe coloro che hanno propugnato tale obrobrio

Adriano Buoso
Adriano Buoso

Grillo è una tragedia, condivido le cose che denuncia, capisco che non sà come.si risolvono i problemi, le sue proposte ucciderebbero ulteriormente il paese. Dobbiamo far ripartire la macchina non scassarla definitivamente!

Roar969
Roar969

veramente una crescita del pil nominale pari al 2,79% è una crescita bassa,visto che in situaizione normale di deflatore del pil intorno al 2%,corrisponde ad una crescita del pil reale intorno allo 0,8-1%.E se la crescita del pil nominale fosse quella in media nei prossimi 20 anni,allora ci basterebbe il pareggio di bilancio ogni anno per ridurre il debito/pil della quantità richiesta,senza ridurlo in valore assoluto,altro che doverlo ridurre di 31 miliardi all'anno di media.Quante sciocchezze mi tocca leggere