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pubblicato: mercoledì, 11 dicembre, 2013

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Il gelo turco spazza via la Juve. Addio Champions League

L'inferno turco

Game over. Con la sconfitta nell’ultimo turno contro il Galatasaray la Juve dice addio agli ottavi di Champions ed è costretta ad accontentarsi dell’Europa  League. Nel recupero del match contro i turchi, sospeso dopo appena 31 minuti a causa delle pessime condizioni meteorologiche, la Juve ottiene una clamorosa sconfitta che compromette uno dei due obiettivi principali dei bianconeri: l’accesso alla fase finale della Champions.

Il gol che decide il match arriva al minuto 88 e porta la firma della premiata ditta Drogba-Snejder. Il fantasista olandese è bravo a dialogare con il centravanti ivoriano e, con un preciso diagonale, trafigge Gianluigi Buffon. Costretti a giocare in un campo del tutto impraticabile, i bianconeri mostrano più volte di poter tranquillamente domare i turchi, ma la fiammata dei due campioni giallorossi gela le speranze degli uomini di Antonio Conte.

galatasarayIl mister juventino a fine gara esprime tutta la sua amarezza con parole piuttosto dure: “Non commentiamo una partita di calcio. Al primo tempo ho detto più volte ‘ questo non è calcio’, era solo tamburello pericoloso per i calciatori. Noi abbiamo fatto una riunione con la Uefa prima della partita. Mancini ha detto che era pericoloso per i calciatori, io ho detto lo stesso. Per loro (la Uefa), invece, si poteva giocare, altre gare erano state disputate anche in condizioni peggiori”. Nei confronti della decisione dell’arbitro Proença però Antonio Conte è ancora più perentorio: “Interpretava la volontà del delegato Uefa. Parlando con me e Mancini, all’inizio era d’accordo: per lui era molto molto difficile giocare, si metteva a rischio la salute dei calciatori. Era pericoloso ieri, era pericoloso oggi. Si è giocato in virtù di interessi superiori”.

La scelta di giocare ha lasciato l’amaro in bocca a tutto lo staff juventino: il terreno infatti, in condizioni pietose, ha reso la partita tra Galatasaray e Juventus poco più che una lotta nel fango. Il ricordo dello scudetto perso nel pantano di Perugia affolla ancora le menti di tutti i tifosi bianconeri. La delusione passata, così come oggi, si unisce ad un profondo senso di rabbia ed alla consapevolezza di aver subito un’ingiustizia

partita

Le cause del terzo posto nel girone di Champions però non vanno ricercate nel fango di Istanbul, nell’assenza di Pirlo o nella semplice sfortuna: tre pareggi, due sconfitte ed una sola vittoria sono dati che condannerebbero qualunque squadra. Un collettivo come quello bianconero non può di certo permettersi di pareggiare a Copenaghen o farsi raggiungere, in casa contro lo stesso Galatasaray, a pochi minuti dal termine. Una sola vittoria, ottenuta contro la squadra cuscinetto del girone, non può bastare se si vuole puntare alla qualificazione alle fasi finali. La società e Antonio Conte dunque sono chiamati ad analizzare un cammino europeo assolutamente fallimentare: una delusione del genere rischia infatti di interrompere nel peggiore dei modi il progetto di Agnelli, Marotta e Conte.

Vincere in campionato e ben figurare in Europa League sono ora le condizioni essenziali per non arrivare a fine stagione con la consapevolezza di aver fallito gli obiettivi prestabiliti. Ciò che è certo è che la situazione di Antonio Conte, più volte messa in discussione dai giornali sportivi italiani, vive ora il momento di massima tensione.


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