Usa, svolta al Congresso ma crolla la popolarità di Obama

Pubblicato il 12 Dicembre 2013 alle 14:30 Autore: Giacomo Morabito

Negli Usa sta per terminare una lunga crisi durata circa tre anni. Infatti, il Congresso degli Stati Uniti d’America ha finalmente approvato il piano di bilancio, che fissa un livello di spesa di circa 1012 miliardi dollari per il 2014, e di circa altri 1014 miliardi di dollari per il 2015. L’approvazione del piano consentirà una maggiore certezza economica ma, soprattutto, ha migliorato l’immagine dello stesso Congresso, rovinata da “quei” 16 giorni di stallo durante lo scorso ottobre, che hanno influenzato anche l’economia reale.

Il Presidente Barack Obama ha manifestato il proprio entusiasmo tramite una nota diffusa dalla White House, esaltando l’accordo bipartisan necessario per superare l’impasse politica che stava tormentando gli Usa. Il piano prevede un aumento delle spese militari e delle agenzie federali nei prossimi due anni, mentre aumenteranno le tasse sui biglietti aerei, e ci saranno tagli alle pensioni dei dipendenti federali e dei militari e aumenti dei premi per le assicurazioni federali.

Secondo l’ex senatore repubblicano Alan Simpson, nonostante lo storico accordo raggiunto fra le forze politiche, il piano di bilancio non affronta le vere sfide fiscali della nazione, come l’estensione dei benefici per la disoccupazione di lunga durata. Ciò potrebbe rivelarsi un rischio per oltre un milione di disoccupati statunitensi, e anche per l’amministrazione Obama.

Congresso

Infatti, la popolarità del Presidente Obama sta diminuendo in maniera indicativa: nel mese di gennaio, il suo indice di gradimento era oltre il 50% mentre, secondo un recente sondaggio da parte di Wall Street Journal/NBC News, oltre la metà dei cittadini statunitensi disapprova il suo operato. Circa il 54% degli americani ha ammesso di essere finora insoddisfatto della presidenza di Obama, al contrario del 42% che la apprezza.

Infine, in occasione della commemorazione di Nelson Mandela in Sudafrica, Obama ha suscitato altre polemiche, in particolare da parte dell’opposizione, a causa della stretta di mano al Presidente cubano Raúl Castro.