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pubblicato: lunedì, 30 dicembre, 2013

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In sette anni poveri raddoppiati

Povertà

In sette anni poveri raddoppiati

In poco più di 7 anni, tra l’inizio del 2005 e la fine del 2012, il numero dei poveri presenti in Italia è cresciuto in maniera esponenziale fino a raddoppiare. È quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro, secondo cui l’anno scorso la povertà era una realtà per il 12,7% delle famiglie residenti in Italia e per il 15,8% degli individui.

Dati in crescita rispetto al 2011, sia per le famiglie (+1,6 punti), che per gli individui (+2,2 punti) e in vera e propria impennata rispetto al 2005, quando il numero degli indigenti era la metà su scala nazionale e addirittura un terzo nel nord (2,3% contro l’attuale 6,5%).

Ad essere colpite dalla crisi sono soprattutto le famiglie numerose con figli, soprattutto se di minore età, residenti nel Mezzogiorno e per le famiglie con membri aggregati, in cui convivono più generazioni. Fra queste ultime una famiglia su tre è relativamente povera e una su cinque lo è in senso assoluto.

poveri

I dati sono impressionanti anche per quanto riguarda i pensionati e gli anziani: quasi un pensionato su due (46,3%) ha percepito nel 2012 un reddito da pensione inferiore a mille euro, il 38,6% ne percepiva uno fra mille e duemila euro, solo il 15,1% dei pensionati aveva un reddito superiore a duemila euro. Dal 2010 al 2012 il numero di pensionati è diminuito mediamente dello 0,68%, mentre l’importo annuo medio è aumentato del 5,4%. A fine 2012 i pensionati erano 16 milioni 594mila; di questi, il 75% percepiva solo pensioni di tipo Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (Ivs), il restante 25% riceve pensioni di tipo indennitario e assistenziale, eventualmente cumulate con pensioni Ivs.

Ad aggravare una situazione già di per sé molto critica, c’è anche l’aspetto salariale, letteralmente bombardato dalla crisi economica e dalla pressione fiscale: lo stipendio netto è aumentato di soli 4 euro fra il 2011 e il 2012 per gli italiani, mentre è addirittura sceso di 18 euro per gli stranieri che lavorano in Italia, il valore più basso dal 2008. Nel 2012 la retribuzione mensile netta si è assestata intorno ai 1.304 euro per i lavoratori italiani e di 968 euro per gli stranieri (cifre che ci collocano agli ultimi posti dell’Unione europea).


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11 comments
Anton Ross Effebi
Anton Ross Effebi

Da decenni i partiti non hanno fatto altro che nominare generali, questori, prefetti ( 22 pochi giorni fa', per tappare, eventualmente, qualche defezione?..) e mettere nelle istituzioni le loro putride emanazioni e propagazioni. Le commistioni mafia, delinquenza e politica emergono ogni giorno. Io spero di no, ma sono ancora piu' convinto che eliminare questa classe politica marcia e l'oligarchia collegata non sara' ne' facile ne' indolore. Comunque non ci scoraggeremo. Per un 2014 sereno, prospero e per il nostro futuro..Auguri..

Vito Casale
Vito Casale

Peccato solo che calcola il povero l ISTAT in base ai consumi...per cui se uno ha soldi in banca ma spende solo 1000€ al mese risulta povero. un modello basato sui consumi e' interessante ma fallibile

Pennetta Arnaldo
Pennetta Arnaldo

se aumentano le distanze tra miseria e ingiustizie cresce l'instabilita' politica

Oscar Pelli
Oscar Pelli

beata la nazione dove diminuiscono i supericchi e i superpoveri, purtroppo in Italia aumentano entrambi.

Riccardo Bottegal
Riccardo Bottegal

che tu abbia diritto di voto non mi sembra giusto, dato che dimostri di essere "diversamente intelligente"

Fabio Graziosi
Fabio Graziosi

i politici italiani e le loro schifose non scelte sono la causa di tutto questo da cacciare con mazze e bastoni

Luigi Scarrà
Luigi Scarrà

tra i nostri poveri e i clandestini che differenza c'è? i nostri poveri devono chiedere l'elemosina e vivere di carità..ai..clandestini diano 1.300 euro mese casa ecc.ecc....vi sembra giusto?