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pubblicato: sabato, 4 gennaio, 2014

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Renzi: “Legge elettorale in soli sette giorni” Fassina si dimette “Non più in sintonia con linea Pd”

pd

Primo esperimento “ufficiale” del nuovo Pd targato Renzi: la segreteria del Partito democratico – la prima del nuovo corso – si riunisce in trasferta, lasciando il Nazareno di Roma per Palazzo Ruspoli di Firenze, lo stesso edificio che ha ospitato il comitato elettorale di Matteo Renzi, la segreteria del Pd. In agenda, a quanto si capisce, le riforme (compresa quella elettorale) e il lavoro.

Matteo Renzi è arrivato alle 10.45, mentre erano già lì gli altri membri della segreteria, da Stefano Bonaccini a Francesco Nicodemo a Debora Serracchiani. Alle 11 è iniziata la riunione, che dovrebbe durare alcune ore. Sarà proprio la Serracchiani a divulgare i contenuti della segreteria, in una conferenza stampa prevista per le ore 16.30.

Renzi

FASSINA: “PRONTO A RIMETTERE IL MIO INCARICO” – Nel frattempo, interviene su Repubblica il viceministro dell’economia Stefano Fassina, che non si sottrae a domande sul “nuovo corso” del partito (non proprio in linea con lui) e sul suo futuro immediato: “È doveroso che la nuova segreteria guidata da Renzi segni l’agenda di governo. E siccome le idee camminano sulle gambe di uomini e donne, il nuovo programma va di pari passo con una nuova squadra a Palazzo Chigi”. Unica condizione posta da Fassina, discutere le proposte prima nel partito per poi portarle al governo, e non l’inverso: “Se no passiamo dalle riunioni che con Bersani erano sedute di autocoscienza, a quelle che diventano un rito autocelebrativo”.

Non dà per scontata la sua permanenza nella squadra di governo Fassina: “Sono prontissimo a mettere il mio mandato nelle mani di Letta e del segretario del Pd, c’è una valutazione politica che lo impone: la squadra nel governo Letta è la fotografia di un Pd archiviato dal congresso. Ora il partito nato dalle primarie è un’altra cosa, c’è un altro leader che legittimamente punta a una discontinuità con quel gruppo di ministri e con quel programma”.

Non ci sta però il viceministro a vedere  minimizzata l’azione dell’esecutivo, anche all’interno dello stesso Pd: si sarebbero enfatizzati “aspetti marginali e ignorando invece molti buoni provvedimenti. Da un partito che esprime il presidente del Consiglio, qualche riconoscimento in questo senso me lo sarei aspettato, e meno critiche distruttive“. Prima indiziata della frecciata è l’area renziana, ma non solo: “Pure autorevoli ministri, anziché rivendicare queste buone misure fanno finta di raccogliere stimoli positivi da quelle che in realtà sono soltanto bordate polemiche. Ecco perché serve un chiarimento, nella prossima riunione della direzione del Pd, sul rapporto fra il governo e il partito uscito dalle primarie”. 

FASSINA RASSEGNA LE DIMISSIONI – Il viceministro dell’Economia Stefano Fassina ha presentato al premier Enrico Letta le proprie “dimissioni irrevocabili”, secondo quanto ha riferito all’Ansa.”Le parole del segretario Renzi su di me confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del Pd al governo va resa coerente con il risultato congressuale. Non c’è nulla di personale. questione politica. un dovere lasciare per chi, come me, ha sostenuto un’altra posizione”. Le dimissioni erano state ventilate dallo stesso Fassina nella giornata di oggi.

SERRACCHIANI: “UNIONI CIVILI, TRATTIAMO CON TUTTI”- Nel corso della segreteria è intervenuta Debora Serracchiani, Presidente del Friuli Venezia Giulia, che ha ribadito la volontà del Pd di andare avanti sul tema delle unioni civili. “Noi non vogliamo solo le unioni civili ma un Paese civile. Facciamo una trattativa con chi ci sta perché siamo un Paese che ha bisogno di risposte”. La Serracchiani interviene anche sulle altre questioni spinose, legge elettorale e lavoro. Per quanto riguarda la legge elettorale sottolinea la necessità di una “riforma che dia governabilità e nuova credibilità all’Italia». «Abbiamo fatto proposte chiare – continua – ora sta agli altri dire se sono d’accordo o no. Noi siamo pronti alla trattativa fino in fondo». «Nessuno qui sta lavorando alla crisi di governo – ha aggiunto. C’è una segreteria che lavora per dare un’agenda forte a questo governo affinché faccia le cose».   E sul lavoro ha detto che la segreteria sta abbozzando «un documento sul Job Act che sarà pronto per la Direzione» prevista per il 16.

renzi

RENZI: “LEGGE ELETTORALE E’ PUNTO CENTRALE – Al termine della segreteria del Pd si è tenuta una conferenza stampa nella quale il segretario Matteo Renzi ha ribadito l’agenda delle riforme del Pd. “In primo luogo c’è la legge elettorale e in tre giorni abbiamo fatto più passi in avanti che negli ultimi tre anni. Va approvata entro la fine di gennaio. Io non sono interessato ad una trattativa ed è per questo che ho indicato tre modelli chiari. Attendiamo di capire cosa vogliono le altre forze politiche, a cominciare dalla discussione che si è aperta dentro il Movimento 5 Stelle. C’è poi anche il Nuovo centrodestra, che si è detto favorevole al sistema dei sindaci”.

Poi una stoccata ad Alfano sulle unioni civili: “Non è corretto contestare il provvedimento sulle unioni civili tirando in ballo la famiglia. I governi di centrodestra sostenuti da Alfano e Giovanardi per la famiglia non hanno fatto niente, anzi hanno azzerato il fondo perle famiglie”. “La proposta del Pd è quella della civili partnership sul modello tedesco. Un modello, dunque, che non prevede le adozioni”.

“L’equilibrio del governo lo si trova andando avanti, non restando fermi. La ripresa, che è in corso in tutto il mondo (gli Usa sono tornati a crescere del 4%), deve farci andare avanti. Nei prossimi giorni vorremmo che il governo corresse”. “Nessuno – sottolinea Renzi -vuole mettere in difficoltà il governo. Il Pd si occupa di risolvere i problemi degli italiani e aiuterà il governo”.

Una battuta arriva anche sulla politica economica europea e sul vincolo del 3% del rapporto tra deficit e Pil: “Il vincolo del 3% è fondamentale perchè alimenta il rigore e la correttezza dei conti. Ove però ci fosse un grande investimento del paese, si potrebbe percorrere la strada di affrontare e discutere il tetto del 3%, che comunque risale a vent’anni fa. La Germania, durante il governo Schroeder, ha chiesto e ottenuto di non rispettare il vincolo perchè ha fatto le riforme”.

Arriva anche attacco a Giovanardi e Formigoni: “Non abbiamo rottamato i nostri leader per andare a prendere ordini dai leader degli altri, che sono in politica da una vita. Formigoni e Giovanardi sono in politica da 30 anni, dai tempi della Prima Repubblica”. Battuta finale sul lavoro e Job Act Renzi promette un “documento pronto a breve, dovrebbe arrivare entro il 16 gennaio”.

Gabriele Maestri


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45 comments
Gigi Grieco
Gigi Grieco

Finalmente una persona seria ora sotto a chi tocca

Giorgen Rock
Giorgen Rock

Continuano imperterriti a prenderci per il culo

Alessandro Nizzoli
Alessandro Nizzoli

Torna a fare il deputato attaccato alla sua poltrona nelle file del PD. Ma che razza di dimissioni sono?

Vito Contardo
Vito Contardo

Dal video di Rainews risulta chiaramente che dice solo "chi?" e pare dirlo nel senso di non aver capito (se intendeva irriderlo concordo che sia stato sbagliato farlo). Ciò detto, riflessione seria: in quanto viceministro la sua nomina è stata una scelta fatta da Letta nella sua carica di presidente del Consiglio, Fassina era lì per realizzare il programma del governo e non quello del PD: il piano dei progetti del PD e quello dei progetti del governo non sono coincidenti ma sovrapponibili (e solo in parte)...perciò il fatto che sia cambiata la linea politica del partito non dovrebbe indurlo a dimettersi (peraltro se la ragione fosse questa in base alla sbandierata coerenza avrebbe dovuto dimettersi all'indomani della vittoria alle primarie di Renzi, la linea politica esposta nella campagna per le primarie poteva, naturalmente, risultare per lui non condivisibile ma è indubbio che era chiara e delineata).

Luigi Babbetto
Luigi Babbetto

Ma Letta quando va affanculo con tutta la ciurma?

Marino Coati
Marino Coati

"delicatuccio" ! L'importante e' che non ci ripensi...

Agnese Diana
Agnese Diana

Che si senta offeso lo capisco, ma le dimissioni cosa c'entrano? ?

Fabio Graziosi
Fabio Graziosi

cambiare tutto per lasciare le cose come stanno!!!!!!!

Nicola Cuciniello
Nicola Cuciniello

RENZI COL SUO PartitoDemocristiano:F U O R I D A I C O G L I O N I!!!

Nicola Cuciniello
Nicola Cuciniello

IL MASANIELLO RENZI FA PASSI DA GIGANTI SULLE BOLLE DI SAPONE

Claudio Nigi
Claudio Nigi

oddio !?!? e ora come si fa senza fassina ?? vai libero fassina, magari vai a lavorare, che è meglio !

Marina Vitelli
Marina Vitelli

caro renzi dalle mie parti si dice "ti devi vantare quando torni dal mulino, no quando vai"

Rodolfo Bolla
Rodolfo Bolla

E quali sarebbero questi passi avanti? La disponibilità di Berlusconi alla ipotesi renziana del "sindaco" d'Italia? Col tempo avremo occasione di vedere quante convergenze ci saranno tra Renzi e Berlusconi e come ogni convergenza sarà anticipata da una inaccettata alleanza (in realtà mai voluta - NON SIAMO MICA MATTI!) col M5S. Una manfrina che saremo costretti a rivedere ancora fino al definitivo sputtanamento di chi continua a proporla, convinto del suo tornaconto elettorale.

Rossella Beccari
Rossella Beccari

Bene ora tocca in primis a Napolitano, poi a Renzi, Letta,Monti,Vendola, Alfano, la Boldrini, Bonino,Kienge...in poche parole tutta la vecchia casta politica e anche una parte di quella """finta nuova"""

Rodolfo Bolla
Rodolfo Bolla

SPACCATURA NEL PARTITO DEMOCRATICO !!! No, il PD non è il M5S (ironia). I "grillini" si spaccano o si epurano, i piddini NO! Si tratta di una semplice divergenza interna, che talvolta richiede una scelta coerente. E Fassina, economista della gestione "rottamata", lascia spazio agli economisti della nuova gestione "rottamante". Cosa cambierà? Probabilmente poco o nulla. Ma i politici ci hanno ampiamente dimostrato in passato che, se necessario a mantenere il loro potere e la loro poltrona, sono disposti e pronti a cambiare "temporaneamente" idea e anche a cavalcare proposte popolari.

Fabio Todisco
Fabio Todisco

tutte scuse, sei una nullita'...... ne carne ne pesce

Emanuele Cadoni
Emanuele Cadoni

Era ora adesso vai zappare cosi sai cm si suda Parassita

Lorenzo Sassi
Lorenzo Sassi

Fassina era il ministro dell'economia di Bersani . Ora anche lui è mezzo trombato . In questi mesi assisteremo alle lotte dei lunghi coltelle de PD: la sola speranza è che si ammazzino tutti , ma proprio tutti , iniziando dalla Kyenge e dal suo patrocinatore DEL RIO

Pennetta Arnaldo
Pennetta Arnaldo

sempre tasse. uno progressista deve pensarla diversamente.

Ciro Pocobello
Ciro Pocobello

sono tutti inguardabili , ma Fassina è stato l'unico che e sceso tra la gente a parlare , nessuno del PD lo ha mai fatto , hanno tutti la coscienza sporca , al PD mai più il voto .

Trackbacks

  1. […] “Fassina chi?”, si chiedeva Matteo Renzi, mesi fa, quando l’allora vice Ministro dell’Economia si batteva con forza e coraggio contro le scelte del numero 1 del partito. Si dimise nei primi giorni di gennaio, è cosa nota. E da allora è sempre stato la voce fuori dal coro, sia nelle scelte del Pd, che – particolarmente – nelle scelte economiche dell’esecutivo targato rottamatore fiorentino. […]