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pubblicato: lunedì, 17 febbraio, 2014

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L’Italia riprende a crescere, e l’Europa?

quantitative easing, draghi

Assieme alla staffetta forzata tra Letta e Renzi, è la notizia degli ultimi giorni il ritorno alla crescita del PIL dell’Italia. Solo dello 0,1% congiunturale, ma è la prima volta dal 2011 che un trimestre non vede un calo rispetto al trimestre precedente.

A livello di crescita tendenziale, anno su anno, c’è ancora il segno meno, -0,8%, e si dovrà attendere per vedere se la promessa di un +1% per ill 2014 sia realizzabile o meno, visto che già Confindustria, come il FMI pensano a un più realistico +0,7%.

Vediamo però come se la sono cavata gli altri Paesi, sia nella crescita congiunturale che in quella tendenziale.

Qui il dato trimestre su trimestre:

Come ormai accade sempre da circa 15 anni, in realtà l’Europa se l’è cavata meglio dell’Italia, a livello di congiuntura la crescita dei Paesi euro è stata dello 0,3% e di tutta l’Unione Europea dello 0,4%. Anno su anno i Paesi della moneta unica sono cresciuti dello 0,5% e l’Unione nel suo complesso globalmente dell’1%.

L’Italia rimane anche indietro rispetto alla Germania che cresce a livello congiunturale dello 0,4% e della Francia con lo 0,3%, tra l’altro nel caso della Francia la crescita è più alta del previsto, un sospiro di sollievo per Hollande, essendo il suo Paese tra i candidati ad essere il “malato d’Europa” secondo molti economisti.

I migliori si sono rivelati Romania, Repubblica Ceca e Lituania, tutte sopra l’1%, si tratta della continuazione di un trend positivo per Romania e Lituania e di una netta ripresa dalla recessione per i cechi.

Valori negativi per Norvegia ed Estonia, ma soprattutto per la Finlandia, con un -0,8%, che conferma il difficile momento provocato dalla crisi strutturale dell’industria della carta, le difficoltà della Nokia e i consumi in calo per la disoccupazione che sfiora il 9%. Cipro è la peggiore con un -1% per la crisi finanziaria.

Qui i dati tendenziali:

La Grecia non ha reso noto solo dati congiunturali ma solo tendenziali, tra l’altro non destagionalizzati, e compare come quella con la performance peggiore (dopo Cipro a -5,3%), perdendo il 2,6%, e tuttavia è la migliore statistica da diversi anni, con una speranza di crescita per il 2014.

Vi è poi la Finlandia con un -1,4%, di cui si è detto, e poi l’Italia, perchè la Spagna già intravede la crescita, con un calo di solo lo 0,1%, e un accenno a parte merita il Portogallo, che sta stupendo con un +1,6%, una crescita superiore a quella tedesca (+1,4%).

L’economia lusitana si è ripresa e buone sono le speranze alle soglie della ricollocazione di titoli di debito portoghesi bloccati da anni dall’intervento e dall’aiuto del Fondo di Salvataggio europeo. La crescita congiunturale dello 0,5% è nettamente superiore alla previsione dello 0,1% degli economisti, e il consensus è stato anche superato per il dato totale del 2013, ovvero un calo del 1,4% contro la previsione del -1,8%. Un grande passo avanti del turismo e un aumento delle esportazioni fanno sperare per il futuro portoghhese.

La Romania sfodera un fantastico +5,1% superando anche le altre economie fiorenti dell’Est, come Polonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, tutte sopra il 2%.

Tra i Paesi occidentali la migliore è l’Inghilterra con + 2,8% mentre sotto l’1% rimane la crescita di Francia, Belgio e Olanda.

Tra i compiti del nuovo governo italiano sarà quindi fare un’operazione di catching up verso i partners europei così da vedere il segno più anche nella crescita tendenziale.




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