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pubblicato: lunedì, 7 aprile, 2014

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Agenzia delle Entrate, la mappa dell’evasione in Italia

L’Italia per il Fisco può essere divisa in otto: da aree a “Rischio totale” a quelle in cui “Stanno tutti bene” passando per “Niente da dichiarare?”. A stilare la nuova mappa, che accomuna gruppi di province per indicatori di fisco, criminalità ed economia, è l’Agenzia delle Entrate. Obiettivo: lotta all’evasione e miglioramento dei servizi.

La mappatura del Paese, spiega l’indagine resa nota nei giorni scorsi, punta a “Comprendere i bisogni dei contribuenti e le realtà territoriali da amministrare e controllare e a pianificare le attività in modo differenziato sul territorio”. L’Agenzia ha identificato una serie di aree tematiche sulla base della dimensione del bacino, della pericolosità fiscale, della pericolosità sociale, del tenore di vita, della struttura produttiva, dell’accesso ai servizi tecnologici, delle infrastrutture di trasporto. Lo studio nasce da una seria e rigida analisi statistica che ha utilizzato 245 variabili raccolte da fonti ufficiali.

mappa evasione fiscale agenzia delle entrate

La scala tonale della mappa tracciata dall’Agenzia delle Entrate ha tantissime sfumature: passa per le aree a basso sviluppo ed alta evasione (“Niente da dichiarare?”) a quelle con molte attività manifatturiere (“L’industriale”), dalle province “Equilibriste” alle due aree metropolitane di Roma e Milano (“Metropolis”), per esaminare anche i due gruppi “Rischiose abitudini” e “Non siamo angeli”.

Nomi che assomigliano a citazioni cinematografiche per fotografare una realtà fatta di 11,2 milioni di residenti che abitano nelle province “Rischio Totale”, dove l’alta pericolosità fiscale e sociale si sposa con un bassissimo tenore di vita. Seguono i 9,4 milioni di cittadini di altri due gruppi: i “Metropolis”, con i 7,1 milioni di residenti delle province di Milano e Roma e i “Niente da dichiarare”. Tutti e due hanno un rischio di evasione medio alto, ma sono divisi dalla pericolosità sociale, più alta nelle due grandi città. Ma ci sono anche 23,3 milioni di cittadini che abitano in province che il fisco considera tranquille e nelle quali la pericolosità fiscale è bassissima così come il rischio sociale: sono i gruppi “L’Industriale” e “Stanno tutti bene”.

Alessandra Scolaro

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