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pubblicato: sabato, 13 dicembre, 2014

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Ucraina: “raddoppiare spese militari”

Il ministro della Difesa di Kiev, Stepan Poltorak ha chiesto al Parlamento di raddoppiare la spesa militare ucraina. Per sconfiggere i ribelli nell’Est bisogna incrementare il numero delle truppe e migliorarne l’equipaggiamento. Il premier Yatseniuk è d’accordo, anche se bisognerà tagliare la spesa sociale, così ha detto giovedì. Intanto il Fondo Monetario Internazionale ricorda che nel 2015 l’Ucraina dovrà affrontare un deficit di bilancio pari a 15 miliardi di dollari.

Sforzo militare

Per affrontare i ribelli filorussi che tengono sotto controllo le regioni di Donetsk e Luhansk il governo di Kiev deve stanziare almeno 3 miliardi di dollari. Al momento viene spesa la metà di questa cifra. Il ministro della Difesa Stefan Poltorak, nel suo discorso di ieri alla Rada Suprema, è stato chiaro: “bisogna raddoppiare la spesa militare”. Poltorak ha aggiunto che 110 milioni dovranno servire esclusivamente ad acquistare armi all’estero. Tuttavia, oltre a migliorare gli equipaggiamenti, sarà necessario incrementare anche il numero delle truppe impegnate nella parte orientale del paese. Dovranno passare da 232mila a 250mila. L’intenzione del governo, stando a quanto dice Poltorak, è quella di aumentare il numero di coscritti e soldati professionisti.

Il Senato Usa ieri ha approvato, come la Camera dei Rappresentanti il giorno precedente, una risoluzione che autorizza la Casa Bianca a inviare al governo di Kiev armi letali e non per un valore totale di 350 milioni di dollari per combattere i ribelli delle regioni orientali sostenuti da Mosca. Il documento ha sollecitato le autorità statunitensi a intensificare pure le sanzioni economiche contro la Russia (possibilità per il momento esclusa dall’esecutivo) e ad attivarsi per attribuire all’Ucraina, alla Georgia e alla Moldavia lo status di “maggiore alleato non Nato”.

ucraina kerry

Primo giorno di tregua

La tregua tra Kiev e i ribelli filorussi è scattata ormai mesi fa – il “cessate il fuoco” è stato siglato il 5 Settembre – in realtà non è mai stata rispettata (10 morti ogni giorno). Fino a ieri, secondo quanto riferito dal Presidente Petro Poroschenko. Da Sydney, il “re del cioccolato” ha dichiarato che venerdi 12 dicembre “è stato il primo giorno senza scontri significativi, senza morti”. In seguito, dall’esercito ucraino hanno comunicato di essere stati impegnati in un conflitto a fuoco e che era stato ferito un soldato, ma “la tregua resta comunque salda”.

Eppure la tensione tra l’Ucraina, i suoi alleati occidentali, e la Russia non accenna a scemare. La scelta di Washington di supportare militarmente il governo di Kiev è stato definito in queste ore dal portavoce del Cremlino Alexei Puskov come “il tentativo di gettare le basi di una nuova guerra fredda”. Il Segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, lunedì, si incontreranno a Roma per discutere dello spinoso scenario ucraino.

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