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pubblicato: mercoledì, 7 maggio, 2014

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Caso Genovese, la giunta dice sì all’arresto. Ora la palla passa all’Aula

Dopo 49 giorni di silenzio, trattative, colloqui e strategie inconfessate, qualcosa si muove in giunta per le autorizzazioni della Camera. Francantonio Genovese (Pd, renziano dell’ultim’ora) non può più stare tranquillo. O così pare. Il 18 marzo il gip di Messina aveva chiesto per il deputato un ordine di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al peculato, alla truffa e al riciclaggio. Quest’oggi, la prima votazione in giunta: Sel, Pd e M5S hanno votato insieme (12 voti) e contrari alla relazione del relatore di maggioranza Antonio Leone (Ncd) che ieri aveva sostenuto l’esistenza del famoso fumus persecutionis nei confronti di Genovese (5 voti). Ora la palla passa al nuovo relatore Pd Franco Vazio (avvocato ligure, renziano pure lui) e poi all’Aula per il voto a scrutinio segreto.

Genovese chi? Francantonio Genovese, figlio d’arte e nipote del più volte ministro democristiano Nino Gullotti, è cresciuto a pane e scudo crociato. A soli 18 anni si iscrive alla Dc, nel ’95 fonda con Buttiglione il Cdu (Cristiani democratici uniti) per poi passare sotto l’Udr di Cossiga. Nel ’99 aderisce al Ppi di Marini e nel 2005 diventerà sindaco di Messina dove in poco tempo diventerà il ras, l’acchiappavoti. Entra in Parlamento nel 2008 con Bersani segretario e nel corso della XVI legislatura è membro della commissione antimafia e di quella del bilancio. Nel 2012 si candida alle primarie del Pd in Provincia di Messina e prende 19.590 mila preferenze: è lui il più votato in tutta la penisola. Dal febbraio 2013 è rieletto alla Camera ed è membro della commissione sulle politiche europee e sarà riconfermato anche al bilancio (da cui si dimetterà il 14 marzo).

Francantonio Genovese

L’indagine. I pm scrivono che “Francantonio Genovese è “al vertice di un sodalizio criminale diffuso, ben avviato e adeguatamente potente” che negli ultimi anni ha divorato circa 6 milioni di euro di fondi europei e regionali della formazione professionale grazie alla gestione, diretta o occulta, di almeno dieci enti. L’arresto è stato predisposto perché, concludono i pm, “ragionevolmente continuerà a delinquere”. L’esigenza della custodia cautelare è causata anche dalla potenza dell’organizzazione e dall’esistenza degli enti che agiscono sul business della formazione professionale siciliana.

Cosa succede ora. “Noi non dobbiamo sostituirci ai giudici, dobbiamo solo esprimerci sul fumus persecutionis” aveva dichiarato ieri Franco Vazio che è stato nominato dal presidente della giunta Ignazio La Russa (FdI) nuovo relatore. “È una cosa molto delicata che attiene alla libertà personale” ha commentato oggi lo stesso Vazio e ha concluso: “con coscienza riteniamo che il materiale esaminato da più giudici ci consente di affermare che il fumus persecutionis non sussiste. Ci dispiace a livello personale, ma in questi casi dobbiamo spogliarsi di ruolo politici e personali. Ora mi accingerò a preparare la relazione per l’aula”. La Russa ha inoltre annunciato che “il relatore ha chiesto qualche giorno di tempo per studiare il caso. Ma dalla prossima settimana la relazione potrà arrivare in Aula”.

 

Giacomo Salvini

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