Russia: l’Isis comincia a sfaldarsi?

Pubblicato il 16 Ottobre 2015 alle 16:56 Autore: Guglielmo Sano
russia ucraina Vladimir putin, a una kermesse del suo partito

Russia: secondo quanto riferisce il ministero della Difesa russo tra le fila dello Stato Islamico cominciano a verificarsi delle forti defezioni. Oggi, durante la giornaliera conferenza stampa dello stato maggiore sul procedere dell’intervento in Siria, il generale Andrey Kartapolov, capo del “Direttorato per le operazioni principali” delle forze armate di Mosca, ha dichiarato: “la maggior parte dei combattenti sono demoralizzati e si sta diffondendo il malcontento nei confronti dei comandanti, siamo a conoscenza di diversi casi di insubordinazione”.

Il generale russo ha aggiunto, però, che non si tratta più di casi isolati, i jihadisti stanno cominciando a disertare “in massa”. Kartapolov ha poi precisato che ogni giorno sono circa un centinaio i miliziani che “scappano” verso la Turchia, utilizzando gli stessi percorsi dei “rifugiati”. Strano – riportano alcuni media – che, proprio stamattina, la contraerea turca abbia abbattuto un drone russo, precipitato a soli 3 chilometri dal confine siriano.

Sempre dal ministero hanno ribadito che la Russia non ha intenzione di dare il via ad alcuna operazione di terra sul suolo siriano; anche perché sembra che i raid stiano dando i risultati sperati, ossia facilitare la riconquista di posizioni all’esercito di Bashar al Assad. Al momento sono arrivati a quota 530 i raid contro posizioni dell’Isis lanciati dall’Air Force russa.

I terroristi hanno subito ingenti perdite di armi e altre attrezzature militari  sulla linea di contatto con l’esercito siriano. Nello specifico – ha enumerato Kartapolov – gli aerei russi hanno distrutto 456 obiettivi Isis dal 30 settembre: solo la scorsa settimana sono stati effettuati 394 raid che hanno colpito 46 centri di comando, 6 centri di produzione di esplosivi, 22 magazzini di carburante, oltre a 272 tra fortini, avamposti, centri addestramento dei terroristi.

Il generale russo – riferendo che, stando ai dati in suo possesso, alcuni mezzi della coalizione Usa-led hanno deliberatamente colpito infrastrutture civili (pare una centrale elettrica) in prossimità della città di Tell Alam – ha sottolineato l’importanza di arrivare a un accordo con i vertici militari americani. “Tutti i dettagli tecnici sono stati vagliati e approvati – ha detto Kartapolov – la speranza è che tale accordo possa essere firmato presto”.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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