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pubblicato: lunedì, 26 ottobre, 2015

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Lega Nord: la spinta propulsiva di Salvini si è fermata

salvini sul palco montato in piazza montecitorio con la maglia con la scritta polizia

Negli ultimi tempi Matteo Salvini compare un po’ meno in televisione. Tantissimo, ma leggermente meno.

Al tempo stesso è innegabile che compaia decisamente ridimensionato nel dibattito pubblico (nonostante gli ultimi fatti di cronaca).

Alcune indiscrezioni giornalistiche vedono il segretario leghista intenzionato a puntare su tre uomini per sostituirlo nelle future comparsate televisive: Zaia, Fedriga e Giorgetti.

Il primo è arcinoto al pubblico: presidente della Regione Veneto dal 2010, ex ministro, vicepresidente regionale e presidente di provincia. Il secondo è l’attuale capogruppo alla Camera, desideroso di sfidare Debora Serracchiani alle regionali del…2018! Il terzo è il volto istituzionale della Lega, già segretario nazionale della Lombardia e già indicato come potenziale delfino di Bossi a seguito della malattia del marzo 2014.

Per quanto si tratti di scenari a tavolino, ci mostrano un quadro con cui fare i conti: la limitata capacità di espansione della Lega a trazione salviniana.

salvini in conferenza stampa sorridente e con la camicia bianca

Salvini e la Lega: spinta propulsiva calante

Diciamocela tutta: Salvini avrà fatto pure un capolavoro politico portando il Carroccio da istanze autonomiste e federaliste a posizioni nazionaliste e frontiste. Ma non si è dimostrato un leader del tutto carismatico. Soprattutto se lo si paragona a Marine Le Pen e Farage (personaggio comunque molto diverso da Salvini e per certi versi più vicino alle posizioni della Lega bossiana).

Se guardiamo i sondaggi la Lega Nord è il primo partito del centrodestra italiano. Un risultato mai raggiunto da nessuno. Ma nonostante lo stato comatoso del centrodestra, la decadenza di Berlusconi e l’età dello stesso Cav, la Lega non spicca il volo come potrebbe. Anzi: secondo alcuni sondaggi addirittura, seppur di poco, si manterrebbe sotto Forza Italia. Nonostante il vento favorevole.

In questo quadro e considerando la mancanza di leadership del centrodestra, lo stesso Salvini sta riconoscendo la sua mancata di vocazione governativa. E quando si dovrà lanciare un nuovo leader del centrodestra, con Berlusconi fuori dai giochi e la Lega in crescita, via Bellerio intende proporre un suo uomo. Ma partendo dal presupposto che lo stesso Salvini non potrà essere questo uomo.

Cercando forse un amministratore popolare e non dalla fama di buon uomo di territorio. Un identikit che porta ad un solo nome. Soprattutto a seguito del divorzio Salvini-Tosi: Luca Zaia.

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