Attacchi terroristici Usa: il problema non sono i rifugiati siriani

Pubblicato il 24 Novembre 2015 alle 13:20 Autore: Guglielmo Sano
attacchi terroristici usa

Attacchi terroristici Usa:  la Camera dei Rappresentanti, il ramo del Congresso statunitense dove ogni stato ha un numero di deputati proporzionale alla sua popolazione (mentre al Senato ogni stato è rappresentato in ugual misura), la scorsa settimana ha approvato con una maggioranza “a prova di veto” una controversa legge sui rifugiati, il SAFE American Act. Il perno della riforma è un processo di valutazione del candidato – si pensava, in particolare, a quelli iracheni e siriani – molto più severo e complicato rispetto a quello che attuale (in pratica, affinché ogni singola richiesta d’asilo venga approvata è necessario il bene placito “incrociato” di FBI, Homeland Security e National Intelligence – si stima che con questo sistema non si potrà lavorare su più di 6 pratiche al giorno). Attualmente un siriano aspetta tra i 18 e i 24 mesi per la concessione dell’asilo negli Usa: la nuova riforma non potrà che dilatare ulteriormente l’attesa. Nel mese di ottobre, sono stati accolti negli Stati Uniti 187 rifugiati siriani: a questo ritmo se ne accoglieranno circa 2200 nel 2016, una cifra molto distante dai 10mila “promessi” da Obama.

Attacchi terroristici Usa: il problema sono gli americani

Sembra che la nuova politica sui rifugiati abbia come obiettivo quello di proteggere gli Stati Uniti da eventuali attacchi del fondamentalismo islamico. Tuttavia, stando ai dati della New American Foundation, gli autori di attacchi terroristici sul territorio americano raramente sono stati condotti da jihadisti stranieri. Sono molto più frequenti gli attacchi condotti da vari tipi di “radicalizzati” americani.

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Grafica elaborata da Vox.com in base a dati New American Foundation

Secondo gli esperti della New American Foundation, “convenzionalmente viene ritenuto pressante il problema dell’infiltrazione di terroristi stranieri”, d’altra parte, “anche se questa percezione è giustificata in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001, l’80% dei responsabili dei 330 attentati registrati successivamente era americano”. Negli ultimi 14 anni, nessun attentato è stato organizzato da un’organizzazione terroristica straniera, nello stesso lasso di tempo, terroristi “americani” hanno condotto 26 attacchi mortali. Di questi, solo 7 erano legati al fondamentalismo islamico, gli altri 19 possono essere ricondotti all’estremismo di destra e al razzismo (suprematismo bianco). Nonostante ciò, a partire dal 2001, gli arresti di “terroristi islamici” sono stati 314, invece, solo 183 quelli di “terroristi di destra”.

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Grafica elaborata da Vox.com in base a dati New American Foundation

In ogni caso, dei 497 arrestati per “terrorismo” – sia esso jihadista o di estrema destra – a partire dal 2001, il 64% è nato in America. Solo in 10 casi si trattava di rifugiati, ben 320 volte sono finiti in manette dei cittadini americani. Negli ultimi 14 anni, sono state 74 le vittime di terrorismo sul suolo americano: 48 persone sono morte in seguito ad attentati di estremisti di destra, invece, 28 i morti per opera di terroristi islamici. L’attentato jihadista più sanguinoso sul suolo americano, dopo quello alle Twin Towers e al Pentagono, risale al 2009, quando nell’attacco alla base militare di Fort Hood, Texas, morirono 13 persone e ne furono ferite una trentina.

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Grafica elaborata da Vox.com in base a dati New American Foundation

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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