Abbattimento aereo russo Turchia: fatti e conseguenze

Pubblicato il 26 Novembre 2015 alle 15:28 Autore: Guglielmo Sano
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Abbattimento aereo russo Turchia: martedì mattina un bombardiere tattico Su 24M dell’aeronautica militare di Mosca è stato colpito da un aereo turco. Non è la prima volta che Russia e Turchia hanno simili problemi: già a ottobre, un aereo russo aveva brevemente oltrepassato il confine turco-siriano nel corso di una manovra “evasiva” rispetto a un “blocco” posto da un jet di Ankara. In quell’occasione, alle proteste turche erano seguite le scuse di Mosca. Riguardo all’ultimo “incidente”, invece, sia Ankara che Mosca raccontano versioni contrastanti dell’accaduto. Esponiamo in punti quanto sappiamo di certo.

Abbattimento aereo russo Turchia: quello che sappiamo

L’aereo è stato abbattuto alle ore 9.30 locali in un’area sotto controllo dei terroristi

L’ha reso noto nelle ore successive all’abbattimento il ministero della Difesa russo sul proprio profilo Facebook. La responsabilità di tale “atto ostile” è stata subito attribuita all’aeronautica turca. Nella zona, circa 2mila uomini di etnia turcomanna – facenti parte del Free Syrian Army – stanno combattendo contro le truppe di Assad.

Un pilota è stato salvato e un altro è morto

Sia il capitano Kostantin Murakhtin che il capitano Sergey Rumyantsev, una volta colpito il loro velivolo, si sono lanciati fuori dall’aereo. Il primo è stato salvato e pare essere fuori pericolo, grazie a un’operazione di salvataggio durata 12 ore, il secondo, invece, è stato ucciso. Un ufficiale  – figlio di un ex sindaco turco – della brigata turcomanna – vicina al partito nazionalista, pan-turco, MHP –  che avrebbe abbattuto l’aereo ha dichiarato che il pilota russo è stato colpito ancora prima di toccare terra, dopo essersi paracadutato (è un “crimine di guerra” secondo la Convenzione di Ginevra).

Close-up footage of Russian Su-24M jet falling in flames hit at Syria-Turkey border

La Turchia dice che è stato violato il suo spazio aereo e che ha inviato 10 avvertimenti

Secondo Ankara, il jet russo (non si conosceva ancora la sua nazionalità, dicono dalla Turchia) ha violato il suo spazio aereo presso la città di Yayladagi, regione di Hatay. In 5 minuti, due jet russi sono stati avvertiti per 10 volte prima che venisse ordinato a un F16 di lanciare il missile aria-aria che poi ha colpito uno dei Sukhoi.

Secondo questo documento dell’ambasciatore turco alle Nazioni Unite – pubblicato da Wikileaks –  l’aereo colpito è rimasto nello spazio aereo turco per 17 secondi.

Murakhtin, il pilota che si è salvato, ha escluso categoricamente di aver violato lo spazio aereo turco e sostiene di essere stato abbattuto mentre sorvolava la Siria. Inoltre, sempre Murakhtin, riferisce di non essere stato avvisato in alcun modo dall’aeronautica turca.

La Siria accusa la Turchia, “provocazione pianificata” per Mosca

Il ministro degli Esteri siriano Wualid Muallem ha accusato la Turchia di aver violato lo spazio aereo siriano per colpire il jet russo (gli unici autorizzati dal governo di Damasco a sorvolare la Siria sono i russi: secondo il diritto internazionale qualsiasi altra operazione è in questo momento, sostanzialmente, “illegale). “Questo dimostra come a Erdogan – ha dichiarato Muallem – dia fastidio il tentativo di distruggere l’Isis”.

 La Turchia, nei momenti successivi ai fatti, ha subito allertato gli alleati NATO, rifiutandosi di comunicare con le autorità russe. Jens Stoltemberg, segretario dell’Alleanza Atlantica, a margine di una riunione di emergenza ha detto che “siamo solidali con il nostro alleato e sosteniamo la sua integrità territoriale”. Tuttavia, diversi membri del Patto hanno mostrato molta cautela riguardo alle lamentele turche: d’altronde, l’aereo russo non stava compiendo nessun azione talmente aggressiva da giustificare una risposta del genere.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha commentato: “dubitiamo che si sia trattato di un atto involontario, sembra più una provocazione pianificata”. Il ministro russo, a tal proposito, ha riferito che, in seguito all’accordo con gli Usa (a capo della coalizione anti-Isis, di cui la Turchia fa parte) che avrebbe dovuto evitare questo tipo di incidenti, l’aviazione turca non avrebbe potuto lanciare un missile senza prima avvertire il Pentagono.

Un particolare che complica la risposta alla domanda: cosa succederà adesso?

abbattimento jet russo turchia

Abbattimento aereo russo Turchia: le possibili conseguenze

Il petrolio e il gas

Russia e Turchia, fino a quest’ultimo episodio, potevano essere considerate nazioni “molto amiche”: basta dire che i due paesi hanno sottoscritto accordi commerciali di ogni tipo (su tutti quello che dovrebbe portare alla costruzione di Turkish Stream, il gasdotto che permetterebbe alla Russia di far arrivare il gas in Europa, in pratica, bypassando l’Ucraina) e che i cittadini russi possono andare in Turchia senza bisogno di visto e viceversa (i turisti russi portano ogni anno 4 miliardi di dollari sulle spiagge turche: alcune agenzie di viaggi hanno già cancellato la Turchia dalle proprie destinazioni).

Tuttavia, una cosa sembra aver cambiato le carte in tavola. Non pochi hanno notato che l’abbattimento del jet russo è avvenuto poco tempo dopo che Putin ha dichiarato guerra al “traffico di petrolio” che porta ingenti somme nelle casse dello Stato Islamico. Da anni, indisturbatamente, la Turchia è uno dei suoi migliori clienti. Ora che le relazioni russo-turche si sono drammaticamente raffreddate, la “questione energetica” potrebbe rappresentare anche una parte della rappresaglia di Mosca. Anche se Erdogan ha già detto di poter fare a meno del gas russo, rimane il fatto che il 60-70% del metano utilizzato dalla Turchia arriva via Mosca. Gazprom, molto probabilmente, non taglierà le forniture ad Ankara. Ma può sempre verificarsi un guasto, proprio quando fa più freddo…

I turcomanni e i curdi

“Turkoman or Turk man?” si chiedevano oggi diversi media russi evidenziando la vicinanza tra la brigata turcomanna che combatte Assad e alcune parti della politica turca. Detto questo, i russi in questo momento non avrebbero un ottimo motivo per attaccare direttamente questa fazione dell’FSA e mettere in campo delle truppe di terra in Siria? La Turchia non si può attaccare direttamente per questioni di realpolitik e per il rischio di una guerra mondiale. D’altra parte, c’è sempre la pressante questione dei separatisti curdi in Anatolia, una spina nel fianco di Erdogan, che potrebbero cominciare a ricevere “misteriose” donazioni da un momento all’altro.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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