Primarie USA: ecco (in numeri) perché Trump non ce la farà

Pubblicato il 14 Aprile 2016 alle 13:55 Autore: Emanuele Vena
sondaggi usa 2016 Donald Trump elezioni

Primarie USA: ecco (in numeri) perché Trump non ce la farà

Donald Trump non riuscirà a raggiungere quota 1237, ovvero il “numero magico” che rappresenterebbe la maggioranza assoluta dei delegati, tale da metterlo al riparo da eventuali colpi di scena in sede di convention nazionale, programmata per il 18-21 luglio. A dirlo sono gli esperti di Fivethirtyeight, che hanno analizzato i rimanenti appuntamenti delle primarie USA per calcolare le probabilità del miliardario di centrare la nomination repubblicana alla Casa Bianca.

L’approfondito studio di Nate Silverqui il report completo – prende in considerazione 3 possibili scenari: deterministico, probabilistico e vincente.

Primarie USA: perché Trump non ce la farà

Nel primo viene preso in considerazione il risultato più probabile, Stato per Stato. Nel secondo viene operata una sorta di correzione, basata su una media tra le varie possibilità analizzate dai sondaggi. Per esempio: se in uno Stato da 50 delegati winner-takes-all – dove cioé chi arriva primo vince tutti i delegati – Trump ha il 60% di possibilità di fare en-plein e il 40% di restare a bocca asciutta, nel primo caso a Trump verranno quantificati tutti e 50 i delegati in palio, mentre nel secondo solo 30 (cioè la media tra il 60% di vincerne 50 e il 40% di ottenerne zero).

elezioni usa 2016 presidenziali banner logo tp

Il terzo scenario è il cosiddetto “minimo vincente”, cioè quello che per Silver rappresenta il numero minimo di delegati che Trump deve ottenere Stato per Stato per il raggiungimento di quota 1237. A questi 3 si aggiunge un ulteriore scenario, precedentemente analizzato ed ora revisionato da Silver con queste nuove elaborazioni.

primarie usa proiezioni delegati trump

Dai risultati si evince che i nuovi modelli “condannano” Trump a restare al di sotto del “numero magico”, in maniera ancora più netta rispetto al modello originario. Se prima Trump era accreditato di una proiezione di 1175 delegati, ora le previsioni scendono rispettivamente a 1155 – con lo scenario deterministico – e a 1159, con quello probabilistico. Il miliardario avrebbe dunque lasciato per strada, nel corso delle settimane, almeno 15-20 delegati, allontanandosi così sempre più da quota 1237.

A scendere, in particolar modo, sono le proiezioni relative all’Indiana, che lo vedrebbero perdere almeno una quindicina di delegati rispetto allo scenario originario. Una situazione che rappresenta il perfetto antipasto per un’infuocata convention, in cui saranno tanti coloro che cercheranno di affossare definitivamente il candidato più divisivo degli ultimi 20 anni di storia repubblicana.

 

L'autore: Emanuele Vena

Lucano, classe ’84, laureato in Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e specializzato in Politica Internazionale e Diplomazia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Appassionato di storia, politica e giornalismo, trascorre il tempo libero percuotendo amabilmente la sua batteria. Collabora con il Termometro Politico dal 2013. Durante il 2015 è stato anche redattore di politica estera presso IBTimes Italia. Su Twitter è @EmanueleVena
Tutti gli articoli di Emanuele Vena →