Crimini d’odio in aumento negli Usa, basterà l’appello di Trump?

Pubblicato il 15 Novembre 2016 alle 14:25 Autore: Guglielmo Sano
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Crimini d’odio in aumento negli Usa, basterà l’appello di Trump?

Sono dati del Federal Bureau of Investigation che si basano su informazioni provenienti da 1.742 dipartimenti di polizia locale e statale, i crimini d’odio – categoria in cui rientrano atti di omicidio, violenza e vandalismo condotti per motivi riconducibili a razza, religione, genere, etc… – negli Usa sono aumentati del 6,8% tra il 2014 e il 2015. Il significativo incremento può essere collegato al maggior numero di attacchi contro i musulmani. Nel 2015, il numero delle aggressioni contro questa categoria di cittadini americani è aumentato del 67% rispetto all’anno precedente.

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Crimini d’odio in aumento negli Usa, basterà l’appello di Trump?

Reati contro i musulmani in aumento del 2,8%

Nel report FBI sono stati classificati 5.850 crimini d’odio per il 2015, a fronte dei 5.479 del 2014. Quelli che hanno riguardato cittadini musulmani sono stati 257, l’anno precedente ne venivano segnalati 154. Sul totale dei crimini d’odio verificatisi nel 2015, quelli contro i musulmani hanno rappresentato il 4,4% del totale, la crescita rispetto al 2014 è del 2,8%. In aumento del 9% i crimini d’odio contro gli ebrei. Il 21,4% del totale dei casi riguarda l’appartenenza a una religione, mentre, il 56,9% dei crimini d’odio denunciati è connesso al pregiudizio razziale. Il 52,7% dei 3.310 incidenti di questo tipo registrati nel 2015 ha riguardato cittadini afroamericani, i reati contro i neri sono aumentati del 7,6%.

L’appello di Trump e la “stonata” nomina di Bannon 

“Sono addolorato nel sentirlo, e dico di fermarli. Se aiuta, lo dirò guardando dritto in camera: fermateli” così il Presidente eletto Donald Trump ha commentato l’aumento dei crimini d’odio negli Usa, durante una lunga intervista con la Cbs, rilasciata a poche ore dal voto. Un messaggio che, insieme a quello di voler essere “il Presidente di tutti gli americani”, stona di gran lunga con la nomina a chief strategist e senior adviser di Stephen Bannon. Ex uomo di Wall Street, nel 2012, Bannon è passato alla direzione del portale Breitbart News, punto di riferimento dell’Alt-right (Alternative Right), termine “ombrello” per indicare quell’area del conservatorismo americano che si rispecchia nei “valori” della supremazia bianca, dell’islamofobia, in generale, del nazionalismo più oltranzista.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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