29/11/2016

Mappe: da dove vengono le notizie false?

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Mappe: da dove vengono le notizie false?

La diffusione di alcune notizie false, in gergo sono notoriamente chiamate “bufale”, potrebbe aver favorito e la vittoria della Brexit e l’elezione di Trump. Il dibattito sul tema continua da una sponda all’altra dell’Atlantico, nel frattempo, Jonathan Albright – professore dell’Elon University, North Carolina, esperto di data journalism, che ha lavorato anche per Google e Yahoo – ha elaborato una mappa che ricostruisce il “fake news ecosystem”, cioè quello sterminato groviglio di notizie false che, soprattutto, quando riesce a distribuirsi su Google e Facebook, spesso, attecchisce e prospera.

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Mappe: da dove vengono le notizie false?

L’analisi di Albright ha messo sotto la lente d’ingrandimento 117 siti noti per la diffusione di notizie false. In seguito, ha seguito il percorso delle fake news attraverso altri 300 siti (più è grande il cerchio maggiore è la capacità di interconnessione di questi ultimi). Così, è emersa l’esistenza di alcuni “hub”, di alcuni “snodi principali”, in grado di assicurare una grande visibilità alla “bufale”, anche se ben pochi utenti ne hanno mai sentito parlare.

Tra quelli individuati da Albright i principali sono Conservapedia (una sorta di Wikipedia ultra-conservatrice), Rense, Breitbart News, che ha guadagnato l’onore delle cronache dopo la nomina di Stephen Bannon, suo ex direttore, a senior adviser del Presidente Trump, un altro sito simile chiamato Dailycaller oltre a, era facile immaginarselo, Youtube.

Lo studio del professore americano – prende in considerazione il traffico in entrata di oltre 1,3 milioni di Url – è forse il primo tentativo scientifico in grado di aiutare Google e Facebook nella creazione di algoritmi capaci di distinguere i contenuti palesemente falsi e spuntare le armi di quella che ormai viene chiamata la “macchina della micro-propaganda”. Poco tempo fa, Melissa Zimdars, docente di Media & Communications al Merrimack College, aveva fornito una lista di un centinaio di siti specializzati in fake news da tenere d’occhio sui social network e su Google News, specialmente, in periodo di campagna elettorale.