Pubblicato il 11/01/2017

La Russia sta ricattando Trump?

autore: Guglielmo Sano
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La Russia sta ricattando Trump?

Da mesi, starebbe girando ai più alti livelli della sicurezza americana e in alcuni ambienti giornalistici un dossier relativo a dei presunti contatti tra Trump, il suo staff e l’intelligence russa. Il documento sarebbe stato redatto da un ex agente segreto britannico, adesso, consulente per un azienda privata. Le accuse contenute in esso sono già state respinte da Trump così come quelle sulle interferenze degli hacker russi nelle campagna per le presidenziali. Solo l’ennesimo episodio della “caccia alle streghe” di cui sarebbe vittima. Secondo Buzzfeed, il portale americano per primo ieri ha pubblicato le pagine “scottanti”, non c’è modo di verificare le informazioni venute a galla, mentre le agenzia di sicurezza federali continuano a ribadire l’assoluta affidabilità della fonte.

La Russia sta ricattando Trump?

Stando a quanto riportato nel dossier, i servizi segreti russi avrebbero in mano del materiale abbastanza compromettente – dal punto di vista finanziario e personale – da permettergli di ricattare il Presidente eletto. In pratica, il Cremlino starebbe “aiutando” Trump da almeno 5 anni. In questo lasso di tempo, l’intelligence lo avrebbe sorvegliato, pare di capire, attraverso dei pedinamenti ma anche registrando materiale audiovisivo (video di camere d’albergo, registrazioni telefoniche etc.), tenendo traccia dei suoi affari e delle sue “scabrose” frequentazioni.

trump

A Trump, i russi avrebbero offerto tantissime occasioni, anche molto remunerative, soprattutto nel business immobiliare, si legge nel documento. D’altra parte, il magnate newyorkese non avrebbe mai accettato. Non viene specificato il motivo dei costanti rifiuti. Detto ciò, assicura la fonte, l’intelligence russa non avrebbe mai fatto mancare l’apporto di informazioni sensibili sui propri avversari politici al candidato repubblicano.

trump

In un’altra parte del dossier, si raccontano quelle che sarebbero le perversioni sessuali di Trump, monitorate attentamente dall’FSB, l’erede del KGB. Il Presidente eletto avrebbe, addirittura, scelto una stanza del Ritz di Mosca, dove sapeva aver dormito in precedenza il Presidente Obama insieme alla First Lady, per intrattenersi con uno spettacolo “sconcio” di cui era protagonista un gruppo di prostitute. Per quanto possiamo avere a intendere, la storia “puzza” da ogni punto di vista. Dall’origine del documento al modo in cui è stato acquisito e poi diffuso, senza parlare della scansione del contenuto. Questo è presto detto, non c’è bisogno neanche di considerare le numerose incongruenze, ammesse anche da Buzzfeed, come il nome sbagliato di una società russa che avrebbe avuto rapporti con Trump.

Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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