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Marocco: intervista con il portavoce del movimento del Rif a Madrid

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Marocco: intervista con il portavoce del movimento popolare del Rif a Madrid, Yamani Eddoghmi

È un tema ancora poco conosciuto e poco discusso dai media. Tuttavia, in Marocco, è in atto una ribellione di grande portata. La regione interessata è quella del Rif, a Nord Ovest del Paese. Una regione molto importante dal punto di vista geostrategico (si consideri che è la porta principale del Marocco verso la Spagna) e con un forte legame storico con il Paese iberico. Attualmente, il Rif è tenuto sotto lo stretto controllo di oltre 20.000 militari, inviati dal Re Mohamed VI, per far fronte a una rivolta che avanti da circa 12 mesi e che ha già richiesto il suo “tributo di sangue”.

Da dove sorge questa protesta? Qual è la cronologia degli eventi? Chi sono gli attori principali di questo conflitto interno? Abbiamo sottoposto queste – e altre – domande al portavoce del movimento popolare del Rif a Madrid, il politologo Yamani Eddoghmi. L’intervista, in esclusiva, per Termometro Politico.

Marocco: intervista con il portavoce del movimento popolare del Rif a Madrid

L’occasione per una intervista con il portavoce del movimento popolare de Rif nella capitale spagnola si è presentata contestualmente a una manifestazione convocata per sabato 28 ottobre. Hanno assistito oltre 300 cittadini marocchini, la maggior parte di provenienza del Rif. Un dato decisamente alto, considerando che si tratta di una manifestazione celebrata al di fuori dei confini nazionali. Raggiungiamo il portavoce, Yamani Eddoghmi, al termine della manifestazione.

Domanda: Quali sono le ragioni di questa manifestazione? E come comincia la rivolta nel Rif?

Eddoghmi: in primo luogo, questa manifestazione è servita per mandare un messaggio di appoggio e di solidarietà con i nostri fratelli e sorelle nel Rif. La rivolta è cominciata in seguito a una tragica morte, di alcuni mesi fa: un pescatore, Mohsin Fikri, triturato in un camion della nettezza urbana.

Una morte che cristallizza le istanze sociali

Domanda: Qual è il nesso che collega questo tragico incidente con il potere politico?

Eddoghmi: Si dimostrò che quello del pescatore, fu un vero e proprio assassinio legato a motivi politici. Dal momento in cui si rivelano i fatti, la popolazione del Rif ha chiesto giustizia e, contestualmente, si cristallizzano altre istanze: lotta alla corruzione; un maggior coinvolgimento dello Stato per promuovere politiche sociali; investire in educazione, sanità e infrastrutture.

Infine, si chiede la derogazione del decreto del 1958 che assicurava il Rif come zona militare. Attualmente, oltre 20.00 effettivi tra polizia, militari e gendarmi, controllano la zona. Ogni giorno la popolazione del Rif manifesta contro le limitazioni e gli abusi del potere centrale, rischiando quotidianamente l’arresto solo per esprimere la propria opinione.

Marocco: il debito storico della Spagna con il Rif

Domanda: Cosa si aspettano da parte del governo spagnolo? E qual è la posizione della Moncloa rispetto alla crisi del Rif?

Eddoghmi: il governo della Moncloa ha un debito storico con il Rif, essendo stato un protettorato spagnolo in tempi recenti. Chiediamo che pertanto stiano attenti alla situazione, che tengano in considerazione prima gli interessi delle persone, e poi quelli delle grandi imprese. Attualmente, il governo spagnolo non sta rispondendo degnamente a questa crisi.

Domanda: Come si struttura il Movimento del Rif?

Siamo un collettivo che decide consensualmente, ci fondiamo sull’assembleismo. Rifiutiamo qualsiasi tipo di gerarchizzazione classica, tipica delle ordinarie organizzazioni politiche. Siamo un gruppo di persone a cui pesa e fa male tutto ciò che sta passando nel nostro Paese; facciamo il possibile per solidarizzare con i nostri fratelli e sorelle del Rif, dando voce alle loro sofferenze e sensibilizzando l’opinione pubblica.

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Marocco: le istanze sono riconosciute dallo Stato

Domanda: Quali sono i cardini del Movimento popolare del Rif e come pensate di proseguire questa difficile lotta?

Eddoghmi: L’elemento più importante adesso è l’unità. Dobbiamo rimanere uniti per dare appoggio al nostro popolo. Dobbiamo continuare così, animando, reclamando le legittime istanze del popolo del Rif. Istanze che, tra l’altro sono state riconosciute dallo stesso Paese, seppur non abbia ancora agito in maniera conseguente. L’unità e la lotta per queste istanze sono i nostri punti fermi per l’azione sociale e politica.

Domanda: Come considera il comportamento dell’Unione rispetto alla crisi del Rif? Quali altre organizzazioni e collettivi appoggiano le vostre istanze?

Eddoghmi: Noi chiediamo semplicemente che sia coerente con se stessa. L’Unione si fonda sui valori sociali, sui diritti umani. Marocco è un partner importantissimo per l’Unione e non può far finta di nulla. Parlando di organizzazioni e collettivi che si sono prodigati per sostenere la nostra causa, ci è arrivato un segno di forte solidarietà da parte di Podemos, che ringraziamo, che ci ha permesso di portare le nostre istanze al Parlamento Europeo.

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Marocco: l’appoggio di Podemos, della sinistra alternativa europea e dei sindacati

Eddoghmi: Attraverso Podemos, è stato firmato un manifesto di intenti da 16 deputati del gruppo della sinistra alternativa, che si impegna a solidarizzare con il nostro popolo e a far rispettare i diritti umani nel Rif. Ringraziamo anche la CNT e la UGT (due dei maggiori sindacati spagnoli, ndr.) per la loro partecipazione in questa manifestazione e il costante appoggio logistico.

Intervista realizzata e tradotta da Alessandro Faggiano

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ultima modifica: martedì, 31 Ottobre 2017