pubblicato: martedì, 12 Dic, 2017

articolo scritto da:

Democrazia: la poliarchia nel regno dell’opinione

democrazia diretta

Democrazia: la poliarchia nel regno dell’opinione. Un’analisi sociologica
Il seguente articolo si fonda su tre punti:
• Democrazia e poliarchia nel regno dell’opinione.
• Istituzione e società dell’opinione.
• Derive ed analisi, comunità scientifica ed opinione.

Democrazia e poliarchia nel regno dell’opinione

Volendo parlare della democrazia nel regno dell’opinione della contemporaneità, si deve ricorrere al concetto di demos ( si intende: la designazione del popolo, ma anche l’unità territoriale minima in gestione ai decisori politici, cioè le famiglie definite tramite proprietà) e di polys ( termine greco: molto, più di uno), poi i termini riferiti rispettivamente di kratos ( potere, superiorità, nel senso di averla vinta in duello,) a demos (quindi democrazia) e arkhé ( comando) riferito a polys ( quindi poliarchia).

Tale distinzione risulta utile per avere chiara la preferibilità terminologica di poliarchia rispetto alla dicitura di democrazia (il termine democrazia ha una configurazione spaziale e temporale ambigua, si traduce in un sistema di governo democratico e principi democratici), il termine poliarchia rende molto più l’idea della variabilità dei casi. La questione irrisolta di come l’opinione soggettiva si formi e di come si traduca in un comportamento democratico (es.: espressione di preferenze di voto, presentazione di un programma elettorale e così via) resta indubbiamente irrisolta, dello stato sociale si possono intendere le tendenze, ma non le ragioni di tutti i singoli soggetti.

La questione che sembra essere fondante è subito individuabile nella relazione tra rappresentante ed il ruolo che gioca la doxa ( con doxa si può intendere un opinione non scientifica) nel processo che sostanzia l’intero apparato decisionale, è proprio sul processo dell’opinione non scientifica che si sostanziano le procedure di studio e le applicazioni tecniche delle politiche.

Democrazia e poliarchia: Istituzione e società dell’opinione

L’istituzione si mostra come forma del reale, dotata di un certo potere coercitivo (capace di indicare e scongiurare comportamenti illeciti). Ha anche una funzione di socializzazione ( la socializzazione è il processo di apprendimento a cui un soggetto è sottoposto da un gruppo di altri soggetti). Le istituzioni tendono ad essere modificate nel breve e nel lungo periodo: sembrano essere le forme tramite le quali è possibile intendere la società, non come caotico, ma tramite una visione “dall’alto”, come un insieme dotato di un certo ordine.

L’opinione è una delle connessioni tra ciò che è istituito come forma e ciò che si mobilita nell’apparente regno delle interazioni “caotiche”. Questa visione espressa si ricava da George Simmel e permette un certo tono di chiarezza. L’opinione risulta essere un moto di congiunzione e la figura centrale è quella del rappresentante ( ovviamente si considera l’istituzione politica attuale), il quale ha la capacità di sintetizzare nel suo ruolo i processi di formulazione dell’opinione stessa, si tratta di un ruolo che si colloca su un piano diverso rispetto alle teorie di formulazione dell’opinione pubblica (cascade model: deriva istituzionale; bubble-up: dallo stato sociale all’istituzione).

La centralità del rappresentante e degli opinion leaders ( concepiti nella teoria del flusso a due fasi della comunicazione, formulato da Paul Felix Lazarsfeld e Elihu Katz), sembra essere data proprio dai flussi della doxa di cui sono un espressione fondamentale e da cui traggono legittimità.

Democrazia e poliarchia. Derive ed analisi, comunità scientifica ed opinione.

La funzione dell’opinione si mostra ad ogni livello dell’istituzione politica, si presenta una dinamica preoccupante per l’implicazione del potere carismatico a discapito della razionalità: un sistema in cui l’opinione sovrasta il sapere scientifico tende alla considerazione di chi esprime, invece di tendere alla considerazione di ciò che si esprime. Questa dinamica è intrinseca nel sistema poliarchico, perché la natura del potere carismatico trova forza nel potere della moltitudine che esprime preferenza in favore del singolo (si consiglia uno studio posto Max Weber e la sua filosofia della politica).

Data l’impossibilità di annullamento della doxa e del vantaggio numerico rispetto al pensiero scientifico espresso dalle “comunità della conoscenza”, le quali esprimono un senso critico proprio della razionalità, agire con atti volti all’istruzione ( per erudire l’opinione) sullo stato sociale risulterebbe incerto nei propri risultati (agire in tal senso è comunque indispensabile), quindi sarebbe preferibile un azione (come l’articolo suggerisce) direttamente improntata sull’oggetto in discussione, un azione che punti sui programmi elettorali presi in esame dalla pubblica opinione.

Sociologia: immagine costitutiva e metodologia dell’immagine

Democrazia e poliarchia: una proposta per la democratizzazione

Fare in modo che i programmi stessi derivino da studi scientifici proposti in forma anonima al vaglio dell’intera comunità scientifica, chiamata non in funzione di voto elettivo (prerogativa di tutti i cittadini, come previsto dalla legge), bensì di critica sulla validità scientifica degli studi che comporranno poi i programmi elettorali, i quali saranno poi sottoposti all’opinione pubblica, involontariamente condotta alla razionalità (questo è un passo non risolutivo della problematica espressa, ma costitutivo di un senso politico altro e più scientifico, di quella scienza che tiene conto degli affari umani nella loro completezza).

Mattia De Angelis

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM

Speciale immigrazione

Immigrazione in Italia

Guerra economica con la Francia

Guerra economica con la Francia

Acquisizioni francesi in Italia

Elezioni Politiche 2018

Elezioni Politiche 2018

articolo scritto da: