pubblicato: martedì, 9 gennaio, 2018

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Renata Rapposelli: omicidio ancora nel mistero, gli aggiornamenti di gennaio

Renata Rapposelli

Renata Rapposelli: omicidio ancora nel mistero, gli aggiornamenti di gennaio

Le indagini sull’omicidio di Renata Rapposelli sono ancora in corso. La pittrice, originaria di Chieti, era scomparsa ad Ancona il 9 ottobre scorso, in seguito all’ennesimo litigio con l’ex marito. Il suo corpo senza vita fu ritrovato circa un mese dopo in un dirupo, nei pressi del fiume Chienti, in località Tolentino. Gli unici indiziati furono, fin dal primo momento, Giuseppe e Simone Santoleri, ex-marito e figlio di Renata. La donna aveva da poco ottenuto il mantenimento, probabile movente per l’omicidio.

Renata Rapposelli: omicidio, le prime indagini

Il corpo della donna, al momento del ritrovamento, si trovava in avanzato stato di decomposizione. Questo ha rallentato di molto le indagini degli inquirenti, in particolare per quanto riguarda le cause della morte. In un primo momento si pensò che la vittima fosse stata narcotizzata e poi gettata nel dirupo, tesi smentita dall’esito degli esami tossicologici.

L’ipotesi più accreditata fu quella di morte per strangolamento. E’ di certo da escludere che Renata sia stata gettata viva nella scarpata, dato che il parco del Tolentino è molto popolato, duqnue qualcuno avrebbe di certo udito i suoi lamenti.

Renata Rapposelli: omicidio, le testimonianze chiave

Molte testimonianze raccolte dal programma di intrattenimento Chi l’ha visto e dal settimanale Giallo, pongono tutti i sospetti su Simone Santoleri, figlio della vittima. Il giovane ha sempre avuto un pessimo rapporto con sua madre e, inoltre, era in cura da tempo per depressione.

Una sua vecchia amica aveva dichiarato che Simone conosceva bene la zona in cui è stato ritrovato il corpo di Renata, dato che si recava spesso lì a passeggiare. In più era ormai l’unica persona a guidare l’auto di famiglia, dal momento in cui suo padre non ne era più in grado.

Nessuna lesione da caduta sul corpo

Anche se nell’auto di Simone non sono stati trovati elementi utili per incastrarlo, tutti gli indizi continuano a condurre a lui.

Giuseppe Santoleri ha sempre sostenuto di aver accompagnato sua moglie fino al Santuario della Madonna di Loreto, dove ella voleva recarsi per pregare in seguito all’ennesimo litigio. Tale alibi è stato però smentito dalla testimonianza di una farmacista, la quale sostiene di aver visto Renata mentre entrava nel suo esercizio, in stato di agitazione, per chiedere un calmante.

La procura ha aperto un fascicolo per omicidio in concorso e occulamento di cadavere ai danni di Giuseppe e Simone Santoleri e si attendono elementi che diano una svolta definitiva a questo caso.

Maria Iemmino Pellegrino

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