pubblicato: mercoledì, 10 gennaio, 2018

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Corea del Nord, ultime notizie: bombardare Kim subito, la posizione di Luttwak

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Corea del Nord, ultime notizie: bombardare Kim subito, la posizione di Luttwak

“È tempo di bombardare la Corea del Nord”, è il titolo di un lungo editoriale del politologo Edward Luttwak apparso sulla rivista Foreign Policy l’8 gennaio, un giorno prima del colloquio sulle Olimpiadi.

Nel suo editoriale, Luttwak sottolinea come l’attacco “preventivo” contro il regime di Kim Jong debba tornare in testa agli interessi americani. I nordcoreani stanno continuano a sviluppare le proprie potenzialità nucleari da oltre un decennio; è necessario per gli Usa intervenire “come Israele in Iraq nel 1981 o in Siria nel 2007” per neutralizzare l’arsenale di Pyongyang.

Detto ciò, sarebbero frutto di calcoli errati le ragioni per cui è stato finora escluso dal novero delle possibilità. Innanzitutto, la questione della “risposta diretta”; cioè, all’attacco Usa, la Corea del Nord risponde mirando il territorio americano. Il Nord ha testato la sua prima testata miniaturizzata e il suo primo ICBM da crociera tra settembre e novembre 2017; insomma, se gli Usa fossero già in pericolo si parlerebbe di una capacità ingegneristica senza precedenti.

Corea del Nord, ultime notizie: bombardare Kim subito, la posizione di Luttwak

In secondo luogo, sarebbero sopravvalutate le “drammatiche conseguenze” di una ritorsione nordcoreana contro il Sud. Per Luttwak, basterebbe un piano di evacuazione per diminuire in maniera sensibile il numero delle vittime di un attacco nordcoreano contro Seul. Inoltre, il rafforzamento delle contraerea sudcoreana dovrebbe bastare a fermare la gran parte dei missili “convenzionali” del regime. Altro punto a sfavore dell’attacco preventivo: l’impossibilità di eliminare l’arsenale di Pyongyang in un’unica operazione. Siamo ancora sul piano della mistificazione per il politologo; le capacità dell’aeronautica Usa permettono di distruggere tutte le postazioni di lancio mobili nordcoreane in breve tempo.

Ecco allora che i motivi che hanno finora ritardato un attacco preventivo sono più di ordine “strategico”. La Cina, in prima battuta; non tanto perché interverrebbe a difendere i nordcoreani ma perché non sarebbe favorevole a una Corea del Nord nel caos; tantomeno Pechino sarebbe d’accordo con una penisola riunita sotto la bandiera sudcoreana. D’altra parte, neanche i sudcoreani sono molto favorevoli all’ipotesi di un’unificazione che li costringerebbe a dividere la propria ricchezza con l’arretrato Nord. Tuttavia, l’imprevedibilità di Kim Jong un aumenta insieme allo sviluppo del suo arsenale; per questo gli Usa non possono continuare a restare a guardare.

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