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pubblicato: venerdì, 12 gennaio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: Usb contro la proposta del Governo

Rinnovo contratto scuola: Usb contro proposta governo

Rinnovo contratto scuola: Usb contro la proposta del Governo.

Non finisce qui il rinnovo contratto scuola. In attesa che la trattativa riprenda il prossimo lunedì, emergono segnali di sconforto dall’incontro avvenuto ieri. Almeno a giudicare da quanto riporta Usb in un comunicato, nel quale giudica negativamente l’Aran. E in particolar modo le sue intenzioni di velocizzare su un punto che in realtà rappresenta un elemento primario del comparto sotto l’aspetto normativo. Primario e… antidemocratico. Perché secondo il sindacato, sembra che il governo si sia maggiormente incentrato su un sistema di sorveglianza e sanzioni. Nel complesso, sono diversi gli aspetti problematici che rischiano di allungare le tempistiche per la chiusura delle trattative.

Rinnovo contratto scuola: il parere di Usb

Per Usb l’Aran avrebbe dato trenta minuti di tempo per comprendere e accettare una sezione principale del nuovo contratto scuola. Inoltre il sindacato si sofferma su due articoli giudicati irricevibili. “Uno sulle sanzioni disciplinari e uno sul codice di condotta; articoli di stampo antidemocratico che trasformano la scuola da istituto formativo in un’istituzione le cui pratiche diventano centrate su sorvegliare e punire”. Inoltre viene conferito maggiore potere ai dirigenti scolastici, perché questi ultimi hanno la possibilità di punire i lavoratori con multe corrispondenti anche a 4 ore di lavoro e sospensioni fino a 10 giorni.

Usb ha giudicato assurda anche un’altra parte della bozza di contratto. Più nello specifico quella che rivela come le sanzioni potrebbero arrivare anche nel caso in cui un docente scambiasse messaggi “su Facebook o WhatsApp con i propri alunni”; oppure dovesse avere rapporti con alunni e genitori che non rientrano tra le finalità educative.

C’è poi un aspetto altrettanto rilevante da sottolineare. E che riguarda il ruolo di tutor interno per l’alternanza scuola-lavoro. Che andrebbe a diventare “un adempimento dovuto non retribuito”. Un tema questo su cui si registrava maggiore timore da parte dei sindacati e che alla fine si è concretizzato.

Rinnovo contratto scuola: ultime notizie

È evidente come il nuovo sistema di sorveglianze e sanzioni si affianchi ai bonus merito che premiano la produttività. E come si conferisca sempre più potere ai presidi, aumentando obblighi non retribuiti per i docenti. Ma anzi, relegandoli in un sistema che Usb giudica repressivo. Inoltre, sotto l’aspetto dell’aumento stipendio, nessuna risorsa in più, ma questo era prevedibile. Piuttosto aumenta le ire dei sindacati che oltre ai bassi aumenti e ai miseri arretrati, il governo abbia voluto ancora di più abbrutire la dignità del ruolo di insegnante. Con la conclusione che la nuova bozza presentata dall’Aran e che in un primo momento era sembrata risolutiva, in realtà ha peggiorato le cose.

Con un comunicato citato da Orizzonte Scuola, anche il sindacato Snals ha voluto dire la sua. Definendo il testo presentato “incoerente e incompleto”. In poche parole, “peggiorativo”. Come già anticipato, non è neppure contemplata la possibilità di inserire bonus formazione e bonus merito come elemento fisso in busta paga. Il governo ha faticato per introdurre quei bonus e non vuole eliminarli. Almeno per il momento.

Le parti riprenderanno a parlare lunedì 15 gennaio. Per quella data, alle ore 15, è previsto un nuovo incontro all’Aran.

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